Google facilita l'abbonamento ai giornali digitali

Google Subscribe, un nuovo strumento per gli editori che rende facile abbonarsi a servizi di notizie premium
Google facilita l'abbonamento ai giornali digitali FASTWEB S.p.A.

Come parte di un progetto più ampio mirato ad agevolare la creazione di notizie e approfondimenti di qualità in un'epoca in cui i contenuti sono diventati una merce, Google ha presentato un nuovo strumento per gli editori chiamato Subscribe che rende facile abbonarsi a servizi di notizie premium.

Google non è del tutto nuovo ai servizi di abbonamento ai giornali online; infatti la possibilità di sottoscrivere abbonamenti mensili a riviste e giornali online di alto livello è parte dell'esperienza di Google Play da anni. La particolarità dell'iscrizione sta nel fatto che funzioni direttamente dal browser. Per esempio se si dovessero esaurire gli articoli gratis per il New York Times, si potrà rapidamente sottoscrivere un nuovo tipo di abbonamento con il proprio account Google e pagarlo con qualsiasi metodo di pagamento sia collegato a quell'account.
Google Subscribe mette in atto una procedura che dura pochi minuti che consiste nel cercare la carta di credito e si esaurisce in un paio di passaggi. Nel bene o nel male  Google ha trasformato le notizie premium in un acquisto di impulso.

Da Google dicono che stanno lavorando per avere a bordo del nuovo servizio Subscribe un numero sempre maggiore di editori; la prima ondata vede tra le sue fila  Les Échos, Fairfax Media, Le Figaro, Financial Times, Gannett, Gatehouse Media, Grupo Globo, The Mainichi, McClatchy, La Nación, New York Times, NRC Group, Le Parisien, Reforma, La Repubblica, The Telegraph e The Washington Post.

Una volta iscritto a una di queste testate, l'utente inizierà a vedere che Google opera in maniera leggermente differente. Dato che Google considera l'abbonamento come un segno di fiducia nei confronti di un editore, metterà in evidenza le notizie di quella testata nel momento che risulteranno pertinenti alle linee di ricerca. Google è stato poi veloce nel dire che i risultati che saranno messi in evidenza non andranno a modificare il ranking della ricerca per il resto della pagina, ma ciò significa in ogni caso che i fornitori scelti dall'utente per le notizie attendibili otterranno più traffico web di quanto ne avrebbero avuto normalmente.

In conclusione l'utente ha accesso alle notizie e le sue pubblicazioni preferite ottengono più denaro e metriche migliori: sulla carta tutto fantastico, ma pare che ci vorrà ancora del tempo prima che il sistema di Google diventi onnipresente.

22 marzo 2018

 

Fonte: engadget.com
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