La diffusione sempre più spinta di soluzioni di Artificial Intelligence e Machine Learning in ambienti lavorativi e aziendali, genera l’opportunità di reciproco apprendimento tra uomo e macchina, ma anche lo snellimento di processi e procedure poiché si affidano alla macchina lavori ripetitivi o che prevedono l’elaborazione di ingenti quantità di dati.

La collaborazione Man-Machine permette di unire le capacità predittive degli algoritmi all'esperienza alle intuizioni razionali degli esseri umani. Questo diventa utile nei processi decisionali, soprattutto quando è necessario prendere decisioni complesse o in tempi ristretti.

Tuttavia, l’immaginario collettivo è terrorizzato dal fatto che le macchine, costruite per agevolare la vita dell’uomo e creare benessere, possano andare fuori controllo, ribellarsi al proprio creatore, combatterlo e trasformare la nostra società nella peggiore delle distopie.

Il timore della disoccupazione di massa

Human Machine lavoro

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La speculative fiction ha adottato largamente questo tema, tanto che è diventato il leitmotiv di numerosi film di fantascienza come Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, Terminator di James Cameron e Matrix dei fratelli Andy e Larry Wachowski, solo per citarne alcuni fra i più popolari. 

Sul versante economico, si profilano all’orizzonte una serie di moderne tecnologie che si teme possano causare la perdita di milioni di posti lavoro 

Al riguardo, Klaus Schwab, ingegnere, economista e direttore esecutivo del World Economic Forum (il popolare “Forum di Davos”), sostiene l’ineluttabilità della “quarta rivoluzione industriale” che spazzerà via l’occupazione della classe operaia, ma anche mansioni impiegatizie, intellettuali e dirigenziali.

L’intelligenza artificiale porrà fine al lavoro umano?

Human Machine: intelligenza artificiale

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Paul R. Daugherty (Chief Technology & Innovation Officer di Accenture) e H. James Wilson (Managing Director of Information Technology and Business Research di Accenture Research) hanno indagato su questa problematica in Human + Machine. Ripensare il lavoro nell’età dell’intelligenza artificiale (goWare & Guerini Next, 2019), saggio nel quale viene esaminato l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro.

La tesi di fondo degli autori è che questa tecnologia consentirà alle fabbriche di creare processi produttivi che andranno a sostituire completamente la rigida catena di montaggio fordista, facendola entrare nel cosiddetto “spazio fantasma”. 

A loro avviso ciò non comporterà il licenziamento degli operai, in quanto si realizzerà un sistema dove “da un lato gli uomini costruiscono e gestiscono macchine, dall’altro le macchine conferiscono agli uomini superpoteri”, grazie all’elaborazione di dati in tempo reale

Daugherty e James Wilson asseriscono che da un lato tale modello consentirà agli imprenditori di ottenere profitti impensabili mentre dall’altro verrà tutelata la salute psico-fisicadei lavoratori, in quanto le mansioni più faticose, ripetitive, rischiose e alienanti verranno demandate alle macchine, che le svolgeranno stoicamente al posto degli uomini. 

In relazione alla possibile disoccupazione di massa generata dal progresso, gli ingegneri sostengono che: “mentre le nuove tecnologie di automazione sostituiranno la manodopera umana, esiste un enorme spazio per gli uomini, a patto che gli executive guardino oltre la suddivisione dei compiti e comincino a pensare diversamente al lavoro”.

Negli anni abbiamo assistito all’esecuzione delle strategie commerciali dei grandi manager, fatte di licenziamenti di massa, delocalizzazioni degli stabilimenti aziendali in stati dove gli operai sono sottopagati e trasferimenti delle sedi legali delle imprese nei paradisi fiscali, il cui vero e unico fine è stato solo quello di ottenere profitti, causando parecchi disagi a spese di un territorio verso cui hanno una pesante responsabilità sociale. 

Il Manager che bilancia l’interazione uomo-macchina

Human Machine IA

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In questo contesto emerge la necessità di una figura professionale che si occupi di gestire i rapporti uomo-macchina. Il Man-Machine Teaming Manager è il professionista IT che si occupa di coordinare team di lavoro composti sia da esseri umani sia da macchine, al fine di trovare il giusto equilibrio che assicuri una corretta collaborazione che apporti vantaggi reciproci. 

Il Man-Machine Teaming Manager, grazie alle sue skill, riesce ad addestrare il sistema di IA unendo sapientemente la razionalità formale dell'AI alla razionalità sostanziale degli esseri umani

Una delle principali responsabilità del Man-Machine Teaming Manager consiste nel combinare i punti di forza delle soluzioni di Robotica e dei software di AI - precisione, resistenza, calcolo, velocità - assieme a quelli degli esseri umani - cognizione, giudizio, empatia, versatilità - al fine di raggiungere efficacemente i goal aziendali.

Il compito chiave di questo manager consiste nello sviluppare un sistema di interazione attraverso il quale gli esseri umani e le macchine comunichino le proprie capacità, i propri obiettivi e le proprie intenzioni così da poter creare un team ibrido che generi risultati aziendali migliori di quelli ottenibili con team non ibridi.

Per saperne di più: Quali sono i lavori del futuro che richiedono competenze tecnologiche e di sicurezza

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb