Negli ultimi anni ci stiamo abituando a macchine in grado di batterci. Ci sono robot che hanno sconfitto un uomo giocando a scacchi. Ci sono macchinari che riescono a svolgere il lavoro di dieci operai più in fretta e con minori rischi di sicurezza. E ora, secondo le ultime scoperte tecnologiche, automi a intelligenza artificiale sono anche in grado di collaborare meglio rispetto a un team umano. La mancanza di creatività e di esperienza è sempre stata la convinzione dei più scettici nei confronti robot, ma a quanto pare non è così.

Chi ha totale fiducia sui propri colleghi rispetto a una macchina guidata da machine learning dovrà ricredersi. E poi diciamocelo: non è che nel corso dei secoli l'uomo abbia dimostrato questa grande attitudine alla collaborazione e alla convivenza con gli altri. I robot possono batterci anche in questo. Ma come hanno fatto gli scienziati a scoprirlo? Semplice: hanno sottoposto dei robot con intelligenza artificiale e apprendimento automatico a una serie di giochi di logica e videogiochi di gruppo.

 

Gruppo di robot al lavoro

 

La scoperta è stata sorprendente. I macchinari hanno iniziato a collaborare per trovare la miglior soluzione possibile e risolvere il gioco nel minor tempo. A differenza di un team umano, quello composto da robot non hanno un leader che vuole mettersi in evidenza a tutti i costi o un lavativo che delega il lavoro ad altri. Tutti hanno collaborato per trovare il risultato e completare la prova. Va detto, però, che gli scienziati assicurano che l'obiettivo nei miglioramenti dell'intelligenza artificiale è solo quello di far interagire uomo e macchina e non di sostituire l'uomo con la macchina.

I robot e gli atteggiamenti sociali

L'obiettivo della ricerca era capire se diversi robot con intelligenza artificiale inseriti in un contesto di cooperazione e sviluppo di gruppo avrebbero iniziato a collaborare per trovare dei risultati comuni. E la risposta è positiva. Un aspetto di socialità, anche se davvero basica rispetto ai rapporti umani, che comunque è sorprendente per una macchina. Durante lo studio condotto dal ricercatore Jacob Crandall ogni robot è stato capace di interagire sia con gli scienziati umani che con gli altri macchinari.

 

Interazione uomo-macchina

 

L'algoritmo S# per la collaborazione robotica

Il team condotto da Crandall ha creato un algoritmo chiamato S# e ne ha testato le prestazioni su una varietà di giochi a due giocatori, per valutare sia le interazioni macchina-macchina, che uomo-macchina o uomo-uomo. I videogiochi usati per la prova richiedevano diversi livelli di cooperazione o di compromessi tra i vari giocatori. Nella maggior parte dei casi l'algoritmo con risultati più positivi è stato quello del team robotico. Una tecnica interessante incorporata nell'algoritmo è la capacità della macchina di impegnarsi in quello che i ricercatori definiscono come "cheap talk", che potremo tradurre in italiano come linguaggio spicciolo.

 

Robot in riunione

 

In pratica quel tipo di linguaggio colorito e divertito che usiamo quando giochiamo contro altre persone a un gioco di società o a un videogame. Per esempio, quando un altro robot o un umano faceva un'ottima mossa il robot rispondeva con frasi del tipo: "grande stiamo vincendo" oppure "bella giocata", al contrario quando il bot si accorgeva che un altro giocatore stava mentendo rispondeva con un "pagherai per questo". Si tratta ancora di interazioni semplici ma in futuro quest'abilità di comunicare con l'uomo in base a contesti renderà più facile l'applicazione dei robot con intelligenza artificiale in più campi. Potremo trovare robot professionali, per esempio all'interno degli ospedali, e robot che fanno battute come se fossero vecchi amici, per esempio in un locale o in un bar.

 

Rapporto tra umani e automi

 

Il futuro dei rapporti sociali umani

Secondo alcuni esperti, l'utilizzo su larga scala dei robot con intelligenza artificiale potrebbe anche modificare i rapporti tra uomo e uomo, oltre che ovviamente quelli tra uomo e macchina. In futuro secondo alcuni ricercatori gli uomini si abitueranno talmente alle conversazioni con compromessi, ovvero con determinati schemi linguistici per arrivare a un determinato risultato, con le macchine che cambieranno anche il loro modo di approcciarsi verbalmente alle altre persone. Per scoprire se questa ipotesi sia veritiera o meno non ci resta che aspettare di condividere la nostra casa o il nostro ufficio con un robot dotato di intelligenza artificiale e poi vedere come rispondiamo ai nostri colleghi, parenti o amici. Collaborare con i robot potrebbe aiutarci a collaborare di più tra noi.

 

28 giugno 2018

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb