Parlare davanti a delle persone, poche o tante che siano, può risultare molto difficile. Il public speaking, tuttavia, è una soft skills che risulta essenziale in molti contesti lavorativi e che, quindi, deve essere sviluppata il più possibile.

Avere la capacità di parlare in pubblico per alcuni è una dote naturale, che può solo migliorare nel tempo. Altri, invece, percepiscono un vero e proprio blocco anche quando di fronte a loro ci sono pochissime persone. La sensazione di disagio, in questi casi, porta ad esprimersi in maniera poco chiara e ad avere un atteggiamento poco coinvolgente. Fortunatamente, però, è anche un’abilità che si può allenare e che può essere appresa.

Quali sono gli aspetti fondamentali del public speaking?

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Cosa si intende precisamente con public speaking? È l’arte dell’oratoria, cioè l’abilità di parlare al pubblico esponendo discorsi, idee e punti di vista in maniera chiara, efficace e coinvolgente con l’obiettivo di informare, convincere, persuadere o intrattenere. È una competenza trasversale tra le più richieste nel mondo del lavoro e che viene testata già nel momento della selezione del personale, durante i colloqui.

Saper parlare in pubblico non significa soltanto preparare un discorso ed esporlo correttamente, ma avere anche la sensibilità di comprendere le caratteristiche del pubblico a cui si deve comunicare e saper avere un dialogo.

Adattarsi con linguaggio e toni a chi si ha di fronte è essenziale per trasmettere ciò che si vuole dire, e per poter influenzare i processi decisionali del destinatario del messaggio.

In questo quadro, appaiono fondamentali anche altre due caratteristiche: l’autostima e la capacità di gestione delle emozioni e dello stress. La prima permette di acquisire sicurezza anche quando ci si trova di fronte agli altri, la seconda, invece, di non lasciarsi influenzare da aspetti caratteriali come la timidezza.

Comunicazione verbale, paraverbale e non verbale

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È evidente, a questo punto, come il public speaking non si riduca alla semplice capacità di saper scegliere le parole giuste e preparare un discorso. È un’abilità molto più complessa che investe non solo l’ambito della comunicazione verbale, ma anche quella non verbale e paraverbale.

Per comunicazione verbale si intendono proprio le parole utilizzate, sia quando parliamo che quando scriviamo. Vanno scelte con la massima cura e attenzione, per poter rendere il messaggio chiaro e non fraintendibile.

La comunicazione paraverbale, invece, riguarda il tono di voce, il timbro utilizzato, il ritmo, le pause inserite nei discorsi, la velocità e il volume.

Sono tutti elementi che riescono ad attirare l’attenzione del pubblico, a mantenerla per tutto il tempo del discorso o del dialogo e a trasmettere emozioni ai destinatari del messaggio.

Infine, la comunicazione non verbale riguarda tutto ciò che non viene espresso a parole o con il tono di voce. Si tratta, quindi, di ciò che si dice con il corpo. È un aspetto molte volte sottovalutato, ma che invece ha grande importanza poiché riesce a trasmettere lo stato d’animo dell’oratore. Quando si parla in pubblico, quindi, bisogna curare anche la postura, i movimenti e lo spazio occupato nell’ambiente.

Avere ottime capacità di public speaking significa, quindi, saper padroneggiare non solo la comunicazione verbale, ma anche quella paraverbale e non verbale. Un abile oratore gestisce tutte le modalità comunicative, senza nessuna esclusione, per catturare l’attenzione del pubblico, esporre il messaggio in maniera chiara e trasmettere, al contempo, le sensazioni e le emozioni che vuole suscitare.

Parlare in pubblico: le regole d'oro

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Per riuscire a parlare in pubblico in maniera efficace, ci sono delle regole da seguire. Innanzitutto, il primo segreto è nella preparazione del discorso. Sapere cosa dire è importante per non farsi trovare impreparati e per evitare di rischiare di perdere il focus.

Il discorso viene strutturato, quindi, è bene sempre avere presente come si vuole introdurre l’argomento, cosa deve essere detto durante lo svolgimento e, soprattutto, quali sono le conclusioni a cui si vuole arrivare. Questo permetterà anche di evitare inutili giri di parole che potrebbero distrarre il destinatario.

Nella prima fase di preparazione del discorso, è essenziale anche studiare il pubblico.

Capire chi si ha davanti, che sia una singola persona o una vasta platea, è necessario per adattare il proprio registro linguistico in modo da far arrivare il messaggio che si vuole trasmettere in maniera diretta e chiara.

Provare più e più volte il discorso, preferibilmente davanti ad uno specchio, è un buon modo per modulare il linguaggio non verbale e quello paraverbale e per evitare insicurezze dettate dalla timidezza o dall’impreparazione.

Prima di iniziare a parlare in pubblico, gli individui che più temono questo momento possono fare ricorso a tecniche di rilassamento e di gestione dello stress. Un ottimo modo per sentirsi a proprio agio è anche studiare il luogo in cui si andrà a parlare per valutare come gestire gli spazi.

È un’ottima idea, qualora vi fosse la possibilità, è quella di valutare l’utilizzo di supporti multimediali.

Mostrare al pubblico delle slides, ad esempio, gli permetterà di seguire meglio il discorso. Si tratta di un grande aiuto anche per l’oratore, che avrà modo di seguire un filo logico nell’esposizione.

Occorre, poi, essere consapevoli che non tutto si può controllare e che, durante l’esposizione, possano capitare anche degli imprevisti. Bisogna sempre essere pronti, ad esempio, a reagire alle interruzioni e a rispondere agli interventi del pubblico.

Infine, è sempre consigliabile registrarsi, riascoltarsi e, se possibile, anche guardarsi per comprendere quali sono i propri punti di forza e quali quelli di debolezza. Solo capendo gli errori commessi, facendo pratica o seguendo un corso public speaking si può migliorare e assumere padronanza di quest’abilità preziosa nella vita e nel mondo del lavoro.

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb