Entrare nel mondo del lavoro, oggi, può apparire estremamente complesso. Tante sono infatti le richieste che vengono fatte ai canditati durante la fase di selezione. Non vengono valutate solo le hard skills, ossia il livello di studi, i titoli conseguiti, la conoscenza delle lingue, la competenza, l’esperienza professionale e le capacità tecniche, ma anche e soprattutto le soft skills.

Le soft skills sono tutte quelle qualità personali del candidato che potrebbero fare la differenza in un contesto lavorativo estremamente competitivo.

Se per molto tempo, quindi, nei processi di selezione e recruiting ci si è basati solamente su aspetti più tecnici, oggi si tende a valutare anche quanto il candidato si possa integrare nel gruppo di lavoro e rispecchiare i valori dell’azienda, grazie a competenze trasversali, alla sua intelligenza emotiva e alle sue peculiarità caratteriali.

  • 0. Che cosa sono le soft skills?

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    Ma cosa sono le soft skills esattamente? Queste riguardano principalmente gli aspetti caratteriali e personali del lavoratore, come l’attitudine ad essere accurati, la precisione, la puntualità, la proattività, l’essere attenti ai dettagli e a ciò che si fa, riconoscere i propri limiti, essere sempre pronti a trovare soluzioni ai problemi o la capacità di leadership.

    Sono quindi competenze trasversali, che permettono al lavoratore di adattarsi facilmente in contesti di lavoro sempre più dinamici e complessi, di collaborare e di rapportarsi con tutte le persone con cui si trova a contatto, come clienti, superiori, consulenti, fornitori esterni o colleghi. Si tratta, come è facile immaginare, di qualità indispensabili e fortemente ricercate che rendono un candidato interessante per le aziende alla ricerca di nuove risorse.

    Per gli addetti alle risorse umane, quindi, diventa importante trovare persone dotate di una forte intelligenza emotiva.

    Il motivo è ben presto spiegato: a differenza delle hard skills, che possono essere acquisite con studio e formazione o trasmesse da colleghi più esperti, le soft skills sono qualcosa di estremamente personale, di innato o che, comunque, si sviluppa nel corso di un lungo periodo di tempo e per le quali si deve avere una naturale propensione.

    Le capacità trasversali, pertanto, si apprendono quasi esclusivamente tramite esperienze che non sono afferenti solamente al campo lavorativo, ma che derivano dal background culturale e dallo stile di vita dell’individuo.

    Tuttavia, ci sono dei percorsi di soft skills training, in cui si cerca di favorire lo sviluppo individuale, di suggerire atteggiamenti positivi e modalità per affrontare problematiche e difficoltà con metodo e serenità ogni qualvolta si presentano imprevisti.

    Individuarle, inoltre, non è affatto semplice per i selezionatori. I curriculum vitae classici sono strutturati in modo da mettere in risalto i dati anagrafici, il livello di istruzione, il tipo di formazione ricevuto, le esperienze lavorative avute e le competenze tecniche.

    Sono dati che, seppur importantissimi e indispensabili per capire l’idoneità di un candidato, non lasciano trasparire nulla sulla sua personalità e sulla sua intelligenza emotiva.

    Nei Curriculum vitae, insomma, non viene quasi mai dedicato spazio alle soft skills e i recruiter, per poter carpire qualcosa a riguardo, si trovano spesso costretti a dover leggere tra le righe, ad analizzare dettagli stilistici (come l’utilizzo delle parole) o a studiare attentamente le lettere di presentazione e la precisione con cui viene presentata la candidatura.

    Per ovviare a questi limiti, così, spesso propongono delle forme alternative di CV, come i video-colloqui, che permettono in una prima battuta, di captare le capacità comunicative, di esposizione, lo spirito di iniziativa e la propensione a gestire lo stress.

    Per individuare le soft skills, inoltre, si è diffusa sempre di più la tendenza ad analizzare i profili social dei candidati (che generalmente vengono indicati nel curriculum vitae). In particolar modo viene utilizzato LinkedIn, la piattaforma ideata appositamente per portare avanti strategie di personal branding di professionisti e dedicata al mondo del lavoro.

  • 1. Significato di Soft Skills

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    A questo punto è chiaro cosa si intende per soft skills: sono competenze trasversali e personali che influiscono sul modo in cui facciamo fronte alle richieste che arrivano dal mondo del lavoro.

    Si può fare un’ulteriore specificazione, tra quelle che riguardano l’approccio verso l’esterno, quindi il modo rapportarsi agli altri o di reagire alle problematiche che quotidianamente possono presentarsi, e quelle che, invece, riguardano l’aspetto personale degli individui, come la fiducia nelle proprie capacità, la flessibilità e l’attitudine a superare i propri limiti e a ben sopportare le pressioni.

    È evidente come le soft skills siano estremamente diverse dalle hard skill, che invece sono competenze più specifiche, tecniche, acquisite attraverso l’istruzione, la formazione e l’esperienza. Sono abilità fondamentali per svolgere nella pratica un determinato tipo di lavoro.

    La differenza principale tra hard skills e soft skills sta nella loro dimostrabilità.

    Le prime appaiono, agli occhi dei recruiter immediatamente evidenti e misurabili, grazie a test, titoli di studio, qualifiche, certificati e attestatati. Le seconde, invece, possono essere trasmesse solo attraverso una conoscenza più approfondita che spesso non può avere luogo nelle prime fasi di selezione o con dei semplici colloqui.

    È inutile dire che, spesso, proprio questa difficoltà di valutazione immediata determina il fallimento degli inserimenti in nuovi ambiti lavorativi. La presenza o la mancanza delle soft skills necessarie viene alla luce quasi sempre in un secondo momento, causando talvolta perdita di tempo, denaro e risorse sia all’azienda che al lavoratore.

    Le aziende e gli esperti di human resources, così, stanno cercando di dare sempre più importanza alle soft skills, non solo nel momento della selezione del personale, ma anche stabilendo periodicamente momenti di valutazione delle performance dei dipendenti e delle loro caratteristiche personali.

    Questo perché le competenze trasversali di ogni singolo lavoratore possono avere un forte impatto positivo su ogni tipo di attività.

    È bene sottolineare, però, che le soft skills non sono più importanti delle hard skills. La presenza delle prime non deve infatti escludere le seconde, che restano comunque un importante criterio di valutazione durante le selezioni del personale.

    Si deve sempre lavorare per bilanciare le proprie capacità tecniche con le caratteristiche e le qualità personali per poter rispondere nel migliore dei modi alle esigenze di un mondo del lavoro altamente competitivo e in continuo cambiamento.

  • 2. Quali sono le Soft Skills

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    Quali sono le soft skills che i selezionatori tengono in considerazione e che le aziende richiedono? Sono veramente tantissime e possederle tutte è impossibile. Ogni individuo, per propensione personale ed esperienze di vita, tenderà ad averne sviluppate pienamente alcune e, invece, a non essere in possesso di altre.

    La capacità comunicativa è senza dubbio una tra le più richieste nel mondo del lavoro.

    Viene testata sin dalla fase dei colloqui, soprattutto in quelli di gruppo dove il candidato deve saper intervenire nel momento e nel modo giusto per catturare l’attenzione dei selezionatori. Saper esprimere i propri pensieri in maniera corretta, chiara ed efficace e trasmettere informazioni e conoscenze ad ogni tipo di interlocutore è infatti importantissimo in ogni ambito.

    Saper comunicare vuol dire innanzitutto saper ascoltare attivamente, senza interrompere e con la volontà a comprendere ciò che l’altro sta dicendo. Ciò permette di capire in maniera corretta i compiti e le attività che vengono assegnati, di evitare conflitti e di lavorare in serenità e proficuamente con tutto il team.

    Significa, poi, anche saper trasmettere il proprio pensiero attraverso le parole, mantenendo un linguaggio e un tono consono e adatto al contesto, all’argomento trattato e al destinatario. È una soft skills che spesso viene data per scontata e che invece, richiede una forte apertura verso il prossimo, una buona concentrazione e la capacità di analizzare velocemente l’ambiente circostante per comprendere quando e come intervenire.

    Ciò permette anche di esprimere la propria opinione, le proprie idee ed eventuali proposte nella maniera corretta, in modo da trovare sempre qualcuno pronto ad ascoltarle e a prenderle sul serio. Aiuterà, quindi, anche a mostrarsi sempre più competenti, proattivi e ad andare incontro, laddove ce ne sia possibilità, ad un avanzamento della carriera.

    L’abilità comunicativa è quindi strettamente collegata alla capacità di lavorare in team, altra soft skills spesso richiesta dai recruiter.

    Sapersi relazionare con i colleghi, collaborare per raggiungere un obiettivo, condividere idee, riuscire a trovare un punto d’incontro anche quando si è su posizioni diverse eliminando ogni possibilità di conflitto, è estremamente importante per il raggiungimento degli obiettivi di ogni azienda.

    La capacità di lavorare in team è una soft skill considerata importante a tal punto che, nelle aziende più attente a questo aspetto, spesso si organizzano momenti di condivisione tra colleghi. Si tratta di incontri di team building, in cui si cerca di consolidare, attraverso attività ricreative, l’affiatamento di tutti i dipendenti.

    Quando ci si candita per posizioni di responsabilità è, poi, richiesta anche la capacità di guidare un team e, quindi, di avere una forte empatia per comprendere i punti di forza e di debolezza di ogni membro, spronandolo a dare sempre il massimo e assegnando i compiti agli individui più adatti a svolgerli.

    La capacità di leadership è ciò che rende un individuo un punto di riferimento per gli altri, che ne riconoscono sia le competenze tecniche, ma anche il carisma coinvolgente e che, per questo, si lasciano guidare e motivare.

    È una qualità che in parte è innata e, in parte, si sviluppa nel tempo.

    Chi la detiene, ha la capacità di portare il suo team a dare il massimo valorizzando le capacità di ognuno ed è in grado di creare un ambiente stimolante e favorevole al raggiungimento di obiettivi ambiziosi. Richiede, al contempo, un’altra soft skill: la diplomazia, che significa saper calmare il prossimo, placando litigi e attriti senza, però, sminuire i bisogni altrui.

    Anche essere in grado di gestire lo stress è essenziale, specialmente in alcuni ambiti lavorativi caratterizzati da una pressione forte e costante. In questi casi, infatti, è importantissimo mantenere alta la calma, essere resilienti, non perdere la concentrazione e riuscire a raggiungere gli obiettivi che ci si è posti e terminare i propri compiti.

    Per migliorare questa capacità, ci sono delle piccole tecniche che si possono mettere in atto, come tenere ordinato l’ambiente di lavoro e mantenere con i colleghi un di rapporto cordiale.

    La capacità di adattamento può essere utile per inserirsi in contesti che, almeno in un primo momento, possono apparire ostici.

    La flessibilità, così, è una delle qualità maggiormente richieste nel mondo del lavoro, poiché determina non solo una tendenza ad accogliere cambiamenti e novità serenamente, ma anche perché permette di poter lavorare su progetti diversi senza risentirne e senza avere un calo delle performance. Tutte qualità, queste, che sono estremamente apprezzate e che fanno apparire un dipendente come affidabile e indispensabile.

    Sia quando si lavora in team, che quando, invece, si opera principalmente in solitudine, l’autonomia e capacità di gestire le tempistiche sono soft skills che non possono assolutamente mancare nell’arsenale di un buon lavoratore.

    Saper portare a termine i propri compiti nei tempi stabiliti, scandendo in maniera corretta il ritmo del lavoro, senza influire sulle attività degli altri o avere costante bisogno di supporto o di supervisione è importantissimo per non rallentare i colleghi e per non causare danni all’azienda.

    Per farlo, bisogna non perdere mai di vista gli obiettivi da raggiungere ed essere determinati. È opportuno, inoltre, anche avere spirito d’iniziativa ed essere intraprendenti, per poter cogliere al volo le opportunità che si presentano e apportare miglioramenti.

    La capacità analitiche e di problem solving è, senza ombra di dubbio, tra le più richieste. Negli annunci di lavoro, infatti, è quasi sempre tra le qualità che vengono elencate tra quelle che sono necessarie per poter essere presi in considerazione nel processo di selezione. 

    Come possiamo definire la soft skills del problem solving? Si tratta dell’attitudine a trovare le soluzioni migliori di fronte ai problemi improvvisi e non calcolati.

    È, quindi, la tendenza a non lasciarsi bloccare dagli imprevisti e da situazioni inaspettate reagendo con prontezza. Per avere una buona propensione al problema solving, bisogna avere diverse caratteristiche tra le quali spiccano la creatività, che consente di dare risposte originali e fuori dagli schemi a problemi che non erano mai stati presi in considerazione, una forte capacità di analisi e di valutazione degli scenari e, soprattutto, la forza di prendere decisioni improvvise, senza avere timore di assumersene le responsabilità.

    Affinare la capacità di problem solving è possibile attraverso la frequenza di corsi dove vengono insegnate tecniche per approcciarsi ai problemi in maniera positiva, ideati sia per chi sta cercando lavoro, sia per chi, invece, vuole solo migliorare la propria condizione e le proprie qualità.

    È bene, inoltre, avere una conoscenza approfondita del proprio settore di lavoro, che permette di individuare immediatamente la strada da seguire di fronte agli ostacoli, e esercitare la mente al pensiero laterale. Nelle situazioni di difficoltà, inoltre, bisogna sempre ricordarsi di non andare nel panico ma prendersi del tempo per recuperare lucidità e affrontare l’imprevisto nel miglior modo possibile.

    Altra soft skills che è bene dimostrare di avere è quella di essere sempre disposti ad acquisire nuove abilità, ponendosi in una situazione di apprendimento continuo e, quindi, mettendosi sempre in gioco per migliorarsi, affinare le proprie competenze e allargare le proprie conoscenze.

    Per farlo, si deve avere una grande consapevolezza non solo delle proprie capacità, in cui la fiducia deve sempre restare alta, ma anche dei propri limiti e delle proprie lacune. Attivarsi per colmarle sarà particolarmente apprezzato.

    Utili, poi, anche soft skills come il saper negoziare, il saper pianificare, il saper individuare gli obiettivi da raggiungere, il saper gestire le informazioni, avere fiducia in sé stessi, avere pensiero critico ed essere proattività.

    Infine, assolutamente essenziale per poter non solo conquistare la fiducia dei selezionatori, ma per mantenere la stima di superiori e colleghi, è avere etica del lavoro. Una soft skills che far riferimento alla moralità del lavoratore e al suo rispetto nei confronti dell’azienda.

    Senza sarebbe impossibile costruire qualsiasi tipi di rapporto all’interno dell’ambiente di lavoro. Si dimostra con piccoli ma importantissimi gesti, come portare a termine i propri task in tempo, non avere la tendenza a prevaricare sugli altri, rispettare gli orari di lavoro e, soprattutto, mantenere sempre alta la concentrazione e l’attenzione ai dettagli.

  • 3. Soft Skills: campi di applicazione

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    L’importanza delle competenze trasversali è ormai evidente in ogni settore lavorativo ed è per questo che sempre più realtà, afferenti agli ambiti più disparati, cercano di individuare quali sono le soft skills che i dipendenti devono avere per un approccio al lavoro più proficuo e, di conseguenza, si organizzano per permettere loro di svilupparle.

    Lo fanno promuovendo una cultura aziendale che non ponga freno ai cambiamenti e ai miglioramenti, ma che, anzi, incentivi le iniziative che possono rivelarsi fonte di innovazione. Non sono rari i casi in cui sono proprio le aziende ad organizzarsi per dare la possibilità ai propri dipendenti di vivere momenti di formazione, con seminari o brevi corsi, per promuovere lo sviluppo delle soft skills o di aggregazione, per favorire lo sviluppo di rapporti interpersonali tra tutti i membri del team.

    Per comprendere l’importanza delle soft skills basta fare pochi esempi su come queste vengono applicate.

    In medicina non è necessaria solo la conoscenza teorica assoluta del proprio campo di specializzazione, ma è opportuno allenare il pensiero laterale per trovare risposte apparentemente non ovvie, avere una salda padronanza di sé stessi, un forte capacità di gestione dello stress, una propensione al problem solving e, poi, buone capacità di relazionarsi con il paziente per conquistarne la fiducia.

    Nel Digital Marketing, invece, sono richieste ottime capacità analitiche, comunicative, organizzative, determinazione e una propensione al raggiungimento degli obiettivi per poter pianificare e condurre strategie che portino ai risultati sperati.

    Al contempo, però, serve anche spirito di iniziativa e, soprattutto, una grande creatività per poter distinguere la propria attività da quella dei competitor. Nel campo delle vendite, per fare un ultimo esempio, sono invece richieste grandi doti comunicative per relazionarsi con potenziali clienti, un orientamento agli obiettivi per raggiungere ciò che ci si era prefissati, saper negoziare ed essere flessibili.

    Come è facile comprendere da questi brevi esempi, ogni attività richiede competenze tecniche e competenze trasversali diverse e specifiche. Attivarsi per sviluppare anche le seconde aumenta le possibilità dei candidati non solo di riuscire ad ottenere buone offerte lavorative, ma anche di cogliere importanti opportunità di carriera.

    Per questo, nel momento in cui ci si propone o si invia una candidatura, è sempre bene trovare il modo di mettere in luce le proprie qualità e le proprie attitudini elaborando un cv in cui le soft skills non siano assenti.

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb