Dallo scorso 6 luglio è scattato in Europa l’obbligo per i costruttori di auto di installare sui nuovi modelli ISA, acronimo di Intelligent Speed Assistance.

Secondo le stime dell’European Transport Safety Council, l’ISA potrebbe portare ad una drastica riduzione degli incidenti stradali fino 30% con un 20% di morti in meno sulle strade. Cifre ancora modeste, ma che fanno ben sperare per il futuro dei moderni sistemi di sicurezza sulle automobili. 

Cos’è ISA e come funziona?

L’Intelligent Speed Assistance è un limitatore elettronico che ha il compito di controllare il guidatore impedendogli di superare i limiti di velocità.

Costruito con un mix di tecnologie intelligenti come le telecamere frontali, il GPS e i radar delle auto a guida semi autonoma; ISA è in grado di comprendere la segnaletica stradale, inclusi i limiti di velocità.

Una volta appreso quale è il limite su un determinato tratto di strada il sistema farà di tutto per portare il guidatore a rispettarlo. Anzitutto ripiegherà su un segnale acustico simile a quello delle cinture di sicurezza; nel caso il guidatore ignori l’avvertimento ISA ridurrà in automatico la velocità del veicolo, rallentando gradualmente.

ISA, Intelligent Speed Assistance, un mix di tecnologie basato sulle telecamere frontali, il GPS e i radar delle auto a guida semi autonoma

Naturalmente questo sistema non frenerà bruscamente, ma agirà sull’acceleratore, sfruttando un servomotore che sposterà il piede del guidatore per far rallentare l’auto.

In Italia, solo nel 2021, ci sono stati più di 64mila incidenti con oltre 1300 vittime; numeri impressionanti causati per buona parte dalla velocità eccessiva.

Installando ISA su tutti i veicoli, ogni anno si potrebbero salvare circa 250 vite; un numero destinato a crescere man mano che le misure di sicurezza diventeranno più intelligenti.

ISA è davvero in grado di prevedere gli incidenti?

Al momento, nonostante l’obbligatorietà di installare ISA sui nuovi veicoli, il funzionamento del sistema è ancora in fase di monitoraggio. Sono in corso diversi “esperimenti” per la raccolta dati, per capire se realmente questa idea sia la soluzione al problema della velocità.

Secondo alcuni, però, la tecnologia attuale non sarebbe ancora sviluppata al punto di soddisfare le aspettative. Sembra che le telecamere del veicolo, soprattutto in autostrada, non siano abbastanza reattive e non riuscirebbero a intuire il limite a 130 km/h, mandando il computer in confusione.

In un contesto come quello autostradale, con un traffico intenso e velocità elevate, l’attivazione del limitatore potrebbe essere pericolosa quanto il superamento del limite stesso.

Lo sviluppo di ISA tra gli attuali limiti della tecnologia e un senso di responsabilità negli autisti che molto spesso viene meno.

Tra gli altri problemi segnalati, quello della perdita del segnale GPS. Sembra che alcuni navigatori perdano spesso il segnale nelle lunghe tratte, comunicando al computer di bordo l’abbandono dell’autostrada e portando ISA a ridurre “bruscamente” l‘andatura.

Nonostante questi problemi, però, il compito dell’Intelligent Speed Assistance non è solo quello di limitare la velocità, ma piuttosto di responsabilizzare il guidatore a restare nei limiti. In un contesto ideale, infatti ISA non avrebbe il bisogno di intervenire di continuo, proprio perché dovrebbe essere l’autista ad autoregolarsi.

Questo discorso riporta come sempre l’essere umano al centro, col dubbio sempre in bilico tra l’imposizione e il senso di responsabilità che dovrebbe essere dato per scontato.

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb