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Auto a guida autonoma, a che punto siamo

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Mentre tutti i costruttori di auto hanno raffreddato molto i loro entusiasmi sulla guida autonoma, e ora limitano molto i proclami, Tesla continua a vantarsi di avere la tecnologia più avanzata. Ma con l'ultimo aggiornamento non sono tutte rose e fiori

guida autonoma

La guida autonoma è senza dubbio uno dei prossimi traguardi della tecnologia e, molto probabilmente, sarà un traguardo dall'importanza enorme. Poter mettere su strada auto che si guidano completamente da sole, infatti, rivoluzionerà il trasporto di cose e persone e il concetto stesso di spostamento o di viaggio.

Negli scorsi anni, fino a tutto il 2019, si è parlato moltissimo di "self driving car" e a molti è sembrato che le auto a guida autonoma fossero realmente ad un passo dal diventare realtà

Poi l'entusiasmo, sia dei costruttori di auto che dei potenziali clienti, si è molto raffreddato e quello della guida autonoma è tornato ad essere un tema di nicchia, per pochi appassionati.

Nel frattempo, però, le tecnologie di guida assistita (quelle, per capirci, utili ad ottenere i livelli 2 e 3 dello standard SAE J3016) si sono diffuse su un numero sempre maggiore di auto di serie, passando dall'essere un optional per le vetture di altissima gamma all'essere spesso di serie già nel cosiddetto "segmento C" (le berline medie intorno a 4-4,5 metri di lunghezza), all'interno del quale il livello 2 è ormai frequente.

A che punto siamo, quindi? Quanto manca veramente a vedere le prime auto completamente autonome sulle nostre strade?

Dirlo con esattezza non è facile, perché bisogna scremare attentamente le dichiarazioni di marketing con le reali prestazioni dei sistemi elettronici e la loro efficacia su strada.

Lo dimostra il recente caso dell'aggiornamento di una piccola quantità di auto elettriche Tesla al nuovo software "Full Self Driving beta 9.0": secondo Elon Musk, CEO di Tesla, la differenza tra la versione 8 e la versione 9 è "gigantesca", ma dai video pubblicati dagli utenti che hanno ricevuto l'aggiornamento e l'hanno testato si intuisce che siamo ancora lontani dalla guida autonoma di livello 5.

Tesla FSD beta 9.0: come va

 

Con il termine "Full Self Driving" (FSD) Tesla intende un pacchetto di funzionalità avanzate di automazione delle sue auto. Si tratta di un pacchetto aggiuntivo alle funzioni base, chiamate invece "Autopilot", che si paga a parte (al momento in cui scriviamo, in Italia, ha un prezzo di 3.800 euro) e che include anche un hardware specifico che abilita le nuove funzionalità. Tesla, in Italia, chiama il Full Self Driving "Guida Autonoma Completa".

Poiché il software delle auto elettriche Tesla si aggiorna "Over The Air" (OTA), come quello degli smartphone, non è necessario portare l'auto in officina ogni volta che la casa automobilistica pubblica un aggiornamento: sul computer di bordo dell'auto compare una notifica che dice al proprietario che è disponibile un aggiornamento e che, se vuole, può installarlo.

Esattamente come succede con gli smartphone, poi, se l'aggiornamento è in beta non viene inviato a tutti. Nel caso del FSD beta 9.0, ad esempio, Tesla ha scelto circa 2.000 vetture sulle quali è possibile installarlo, ma non ha comunicato in base a quali parametri sono state scelte.

Chi lo ha installato, comunque, ha spesso pubblicato in rete dei video grazie ai quali possiamo sapere come vanno le Tesla aggiornale e che differenza c'è rispetto al vecchio software.

 

Da questi video è possibile capire, ancor più che dalle parole e dai proclami, che il Full Self Driving di Tesla non è ancora affatto perfetto, anzi: gli errori sono numerosi e il guidatore deve correggere spesso il computer agendo sullo sterzo.

Certe volte, poi, non si capisce neanche perché l'auto si comporta in un certo modo. In quest'ultimo video, ad esempio, alla ripartenza da un semaforo rosso la Tesla gira a destra ma subito dopo è costretta a fermarsi perché la strada è interrotta e bloccata da delle grate metalliche. Perché mai si è comportata così?

Probabilmente perché con la nuova versione del software il FSD ha cambiato completamente approccio alla guida autonoma facendo a meno di un componente specifico: il radar.

Tesla Vision

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Come annunciato dalla stessa Tesla con alcuni mesi di anticipo tutte le Model 3 e Model Y costruite dalla casa in Nord America a partire da maggio 2021 non sono più dotate di radar, ma solo di telecamere ad alta risoluzione. Si tratta del primo passo ufficiale verso il sistema "Tesla Vision", che fa a meno dei radar affidando la raccolta delle informazioni necessarie alla guida autonoma alle sole videocamere.

La versione beta 9 del software Full Self Driving è la prima ad adottare questo approccio e l'errore appena descritto ne è la conseguenza: un radar avrebbe captato la presenza di un ostacolo fisico, impedendo la svolta a destra, mentre la telecamera è stata ingannata dalla rete metallica e il computer di bordo ha quindi scelto di sterzare a destra.

Con Tesla Vision l'azienda punta quindi tutto su un set "leggero" ed economico di hardware per la guida autonoma bastato sulle sole videocamere e sull'elevata capacità computazionale del computer che elabora le immagini grazie a sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale.

L'idea alla base di tutto ciò è semplice: meno strumentazione a bordo, meno costi e possibilità di migliorare le funzioni migliorando gli algoritmi. Ciò comporta, indirettamente, che si possono aggiornare (e migliorare) post vendita più auto di prima, perché i requisiti hardware sono esclusivamente di calcolo puro: oltre un tot di potenza si può scaricare l'aggiornamento, sotto un tot no.

Al momento Tesla è l'unica casa automobilistica che ha scelto un approccio 100% visuale alla guida autonoma: tutte le altre integrano sulle proprie auto almeno un radar, alcune persino un Lidar.

A cura di Cultur-e
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