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Tutto sul Metaverso: cosa c'è da sapere sul nuovo mondo digitale

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Cos’è il metaverso e come funziona. Ma anche come entrare nel nuovo mondo digitale e come investire al suo interno

metaverso

La parola “metaverso”, al giorno d’oggi, è sulla bocca di tutti. Allo stesso tempo, non tutti sanno cosa sia. Per non parlare poi delle differenze tra metaverso Facebook, metaverso crypto e via dicendo.

Per capire il metaverso, come entrare al suo interno e come utilizzarlo al meglio, bisogna partire dalle basi. Ad esempio, bisogna conoscere la genesi del termine “metaverso”, che, in origine, non aveva davvero niente a che vedere con la scienza.

Dopodiché occorre entrare nel merito di ciò che oggi si intende con metaverso: come funziona questa nuova idea di mondo digitale interconnesso e quali sono le potenzialità legate ad essa.

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Il metaverso offre ai brand la possibilità di entrare in contatto con una platea potenzialmente sconfinata di utenti.

La lista di firme presenti al suo interno è molto ricca: non solo aziende tra i big tech, ma anche aziende di altri settori, da Coca-Cola a Gucci, passando per Balenciaga, ma anche per singoli imprenditori, artisti, sportivi. 

Già in questo momento storico, il metaverso presenta tante diverse opportunità a chiunque sappia come investire al suo interno. Ecco dunque spiegato come mai diversi esempi di metaverso attualmente disponibile siano già disposti della loro valuta proprietaria.

  • 0. Breve storia del metaverso

    metaverso

    Prima di entrare nel merito di come entrare nel metaverso e come investire nel metaverso, occorre fare un piccolo passo indietro. Molte persone infatti non sanno precisamente né cos’è il metaverso, né come funziona.

    La parola italiana “metaverso” è la traduzione letterale dell’inglese “metaverse”: un termine coniato per la prima volta nel 1992 da Neal Stephenson. Stephenson non è né un economista, né tanto meno un ingegnere informatico: al contrario, è un romanziere, specializzato nella fantascienza cyberpunk.

    Il metaverso dunque nasce come concetto di pura invenzione. Appare per la prima volta all’interno del libro “Snow Crash” e viene descritto come un mondo alternativo all’insegna della realtà virtuale.

    Una specie di spazio condiviso grazie alla rete, in cui gli esseri umani interagiscono tra loro sotto forma di avatar tridimensionali. 

    Secondo Stephenson, il metaverso sarebbe stato un’evoluzione futuristica dell’attuale Internet: un’intuizione che, a onor del vero, era incredibilmente vicina alla realtà che stiamo iniziando a conoscere.

    Ci sarebbero però voluti quasi vent’anni perché il metaverso iniziasse a prendere forma, anche semplicemente a livello progettuale e programmatico. Soltanto nel 2021 infatti Mark Zuckerberg avrebbe annunciato un cambiamento destinato a entrare nella Storia contemporanea. 

    Lo scorso 28 ottobre Zuckerberg, celebre fondatore di Facebook, rese noto che la sua azienda avrebbe cambiato nome in “Meta”. Ma non solo. Dichiarò a tutto il mondo la sua intenzione di creare un metaverso.

    Per Zuckerberg, proprio come per Stephenson, il metaverso è un’estensione della realtà così come la conosciamo. Un mondo virtuale che procede parallelamente rispetto a quello fisico. Uno spazio che può venire utilizzato in un’infinità di modi differenti.

    Non sorprende dunque che, a pochi mesi dall’annuncio di “Meta”, si sia già iniziato a parlare non solo di metaverso Facebook, ma anche, ad esempio, di metaversocrypto. Sono infatti tantissime le realtà che cercano di capire come investire in questa nuova realtà virtuale globale. 

  • 1. Cos’è il metaverso, come funziona

    metaverso

    In questo momento storico è difficile entrare nel merito di cos’è il metaverso da un punto di vista strettamente tecnico. Si tratta infatti di un progetto tutt’ora in pieno sviluppo. Ciononostante, già oggi sembra possibile individuare alcune sue caratteristiche distintive.

    La prima è che, quando si parla di metaverso, si fa riferimento a degli spazi tridimensionali realizzati grazie alla realtà virtuale, alla realtà aumentata e alle cosiddette tecnologie di realtà ibrida. Spazi condivisi grazie a Internet, in cui gli utenti si presentano sotto forma di avatar tridimensionali che possono interagire tra loro.

    Il metaverso è dunque un universo esclusivamente digitale, composto da dati e da informazioni che però simulano diversi aspetti fondamentali dell’universo fisico. Ad esempio, la struttura spazio-temporale del metaverso è la stessa di quella del mondo “in carne ed ossa”.

    Un altro aspetto fondamentale del metaverso è che non sembra avere un unico proprietario. Si tratta piuttosto di una infrastruttura tecnica condivisa. Dunque le persone, così come le aziende, dovrebbero avere grande libertà di azione al suo interno. Potranno quindi utilizzarlo tanto per il proprio svago personale, quanto per il lavoro o per la creazione di partnership commerciali. 

    Il metaverso è uno spazio digitale condiviso, che replica diversi aspetti distintivi del mondo fisico.

    Già oggi appare evidente che nel metaverso circolerà sempre più denaro. Da questo punto di vista, il “nuovo mondo” può ospitare tanto le valute reali quanto quelle virtuali. Un presupposto che aiuta a capire come mai il metaverso crypto sia stato uno dei primi a prendere piede.

    Il metaverso infatti prevede tutta una serie di standard tecnici e di protocolli compatibili, tra cui rientra anche la blockchain: quell’insieme di tecnologie che rendono possibile la creazione di registri digitali alla base di tante diverse criptovalute.

    Arrivati a questo punto la domanda è più che lecita: ma alla fine, il metaverso come funziona? Ancora una volta, dare ora una risposta univoca a 360° è molto difficile, considerato che si tratta di un mondo in continua evoluzione.

    Detto questo, il metaverso funziona in maniera simile a certi videogiochi e/o programmi che simulano la vita quotidiana. L’utente infatti agisce al suo interno sotto forma di avatar: una sua rappresentazione grafica e virtuale. Inoltre, una volta al suo interno, agisce in base ai suoi interessi, ma anche in base ai servizi, ai beni e alle strutture disponibili.

    Da questo punto di vista, un esempio piuttosto tangibile del metaverso in costruzione è stato rappresentato dal software Second Life. Un videogioco datato giugno 2003, che però assomigliava a un vero e proprio mondo virtuale. 

    Anche Second Life infatti permetteva ai suoi utenti di vivere le esperienze più disparate sotto forma di avatar. Si andava dalla semplice esplorazione di ambienti, alla socializzazione con altri profili. E, ancora, dalla partecipazione ad attività ludiche, alla creazione di veri e propri modelli di business.

  • 2. Il glossario del metaverso: realtà virtuale, realtà aumentata, realtà ibrida

    metaverso

    Per iniziare a capire al meglio quello che, ad oggi, viene spesso definito come “metaverso Facebook”, bisogna padroneggiare una specie di glossario fondamentale. Un insieme di termini che rimandano direttamente ad alcune delle tecnologie maggiormente coinvolte nella creazione di un universo digitale. 

    I primi termini che vengono in mente, in tal senso, sono sicuramente realtà virtuale e realtà aumentata. Due concetti apparentemente simili, che, in effetti, rimandano alla stessa idea di “intervento” sulla realtà così come la conosciamo.

    Detto ciò, realtà virtuale e realtà richiamano prospettive diametralmente opposte. La realtà virtuale prevede infatti la creazione a tavolino di un mondo digitale, che va a sostituire in toto quello reale.

    La realtà virtuale è un’esperienza altamente immersiva, che “stacca” l’utente dal mondo che lo circonda e lo inserisce all’interno di un altro ambiente creato da zero.

    Un ambiente che può simulare la realtà, ma che può anche essere stato creato sulla base di criteri impossibili.

    La realtà aumentata prevede invece un livello di connessione intrinseca con tutto quello che circonda l’essere umano. Il principio alla base della realtà aumentata prevede infatti che la tecnologia vada a potenziare o ad aumentare la realtà fisica.

    Realtà virtuale, realtà aumentata e realtà ibrida giocano un ruolo fondamentale nel metaverso.

    Le esperienze di realtà virtuale attualmente a disposizione sono quasi sempre legate a caschi e o visori specifici. Componenti hardware e software che simulano l’ambiente digitale e mettono l’utente nella condizione di non vedere niente al di fuori di esso.

    Le esperienze di realtà aumentata sono invece molto più diffuse di quanto non si potrebbe immaginare. Ad esempio, ogni volta che si utilizza una app di navigazione, si sfruttano tecnologie legate al concetto di realtà aumentata.

    I navigatori infatti non si limitano a creare delle mappe verosimili. Al contrario, “aumentano” la realtà delle mappe inserendo al loro interno tantissime informazioni: da quelle relative al traffico a quelle relative alla posizione di punti di interesse vari ed eventuali. 

    Il metaverso viene realizzato grazie alla realtà virtuale. Allo stesso tempo però al suo interno può contenere diversi interventi di realtà aumentata. Ma non solo: nel metaverso potrebbe addirittura succedere che oggetti virtuali interagiscano tra loro in parallelo con le loro controparti reali.

    In questo caso si parla di realtà mista o di realtà ibrida: una nuova forma di mescolanza tra mondo fisico, mondo digitale e mondo virtuale. Un celebre esempio di realtà ibrida è stato presentato proprio da Facebook nel 2017. 

    Il progetto in questione si chiamava Facebook Space e prevedeva la possibilità di interagire con altre persone all’interno di spazi virtuali condivisi. Il tutto, ovviamente, senza mai uscire effettivamente dalla propria stanza.

  • 3. Metaverso: come entrare?

    metaverso

    Quando Mark Zuckerberg ha iniziato a parlare di metaverso Facebook, ha promesso possibilità semplicemente incredibili. Zuckerberg ha menzionato la possibilità di “teletrasportarsi istantaneamente”, sotto forma di ologrammi, all’interno delle situazioni più disparate. 

    Non a caso, il presidente di Meta è già al lavoro per realizzare visori di realtà virtuale di nuova generazione. Dispositivi come, ad esempio, Oculus Quest 2, che non si limitano a “mostrare” i mondi digitali.

    Con Oculus Quest 2 infatti l’utente può anche interagire con la realtà virtuale: sia tramite controller appositi, sia grazie al semplice movimento del proprio corpo.

    L’obiettivo di questa tipologia di visore consiste nel garantire un’esperienza ogni giorno più realistica, immersiva, immediata. 

    Detto ciò, chiunque effettui una ricerca su Internet del tipo “metaverso come entrare” scoprirà rapidamente che questo genere di tecnologie, ad oggi, non è assolutamente necessario.

    Per accedere al metaverso è sufficiente connettersi a uno dei browser che permettono di accedere a comunità virtuali specifiche. In questo momento storico infatti le diverse società stanno elaborando proprie visioni dello spazio interconnesso, permettendo ai loro utenti di entrare al suo interno.

    Un primo esempio è rappresentato da Decentraland, il metaverso realizzato dalla criptovaluta Ethereum. Decentraland è un vero e proprio metaverso crypto: una piattaforma decentralizzata che è basata sulla tecnologia blockchain

    Un altro esempio attualmente visitabile è Sandbox che, tra l’altro, ha avviato una collaborazione proprio con Meta di Mark Zuckerberg. E ancora, Stageverse, una piattaforma che si è presentata offrendo la possibilità di assistere a concerti attraverso filmati 3D altamente immersivi. 

  • 4. Esempi di metaverso

    esempio di metaverso

    Per capire meglio cos’è il metaverso, è possibile tornare sugli esempi mostrati in precedenza, entrando più nel merito del loro funzionamento e delle loro caratteristiche distintive. 

    Decentraland ad esempio è stato definito un metaverso crypto, per diversi ordini di ragioni: il primo è che si tratta di una piattaforma sviluppata direttamente dalla criptovaluta Ethereum. Il secondo è che Decentraland, proprio come la valuta digitale, basa la sua struttura sulle tecnologie blockchain.

    Diversi addetti ai lavori del settore finanziario definiscono Decentraland come il “Second Lifedella blockchain. Un mondo digitale in cui gli utenti possono creare contenuti ed esperienze di vario genere. 

    Appena entrato in Decentraland, l’utente può subito creare un proprio avatar. Gli elementi tra cui scegliere sono tantissimi: alcuni di essi sono gratuiti, altri invece possono essere acquistati. 

    Dopodiché si può andare verso Genesis Plaza, ovvero il principale luogo di incontro di Decentraland. Da qui l’utente può scegliere una delle diverse attività disponibili e/o muoversi verso ulteriori luoghi specifici.

    Decentraland ha un bar in cui socializzare con gli altri utenti, una sala concerti e un intero distretto dedicato alle scommesse. Ha persino una galleria, in cui i pezzi in vendita sono tendenzialmente token NFT realizzati da artisti crypto

    Anche Sandbox è una piattaforma che riproduce una struttura tutto sommato simile a quella del mondo fisico. Anche qui infatti ci sono territori da visitare e utenti che si muovono sotto forma di avatar. 

    La prima caratteristica distintiva di Sandbox è però nel suo look volutamente deformed: lo stile di questo metaverso ricorda infatti quello di Minecraft, un videogioco di grandissimo successo realizzato da Mojang Studios.

    Anche Minecraft è considerato un videogamesandbox”: un termine che, in ambito videoludico, fa riferimento a una libertà di esplorazione praticamente illimitata. Il mondo di Minecraft, così come quello di Sandbox è dunque una vera e propria “scatola di sabbia”: un luogo senza vincoli in cui, in teoria, tutto è possibile.

    Stageverse propone invece una versione leggermente differente di metaverso. Questa startup infatti ha investito sulla realizzazione di esperienze altamente immersive. Stageverse inoltre non nasce con l’idea di svilupparsi autonomamente: al contrario, mette il suo metaverso a disposizione di creatori, community e brand differenti. 

  • 5. Opportunità per i brand

    metaverso

    Proprio i brand sembrano particolarmente interessati alle diverse opportunità fornite dal metaverso. Il nuovo mondo virtuale infatti offre possibilità semplicemente straordinarie, soprattutto in termini di coinvolgimento di nuovo pubblico.

    Sono tantissime le firme che, già ad oggi, hanno iniziato a studiare come investire in questo campo. È il caso, ad esempio, di Gucci, che è già presente all’interno di Sandbox. Così come è il caso di Marco Verratti: calciatore del Paris Saint Germain e della nazionale italiana, che sempre su Sandbox ha acquistato un’isola virtuale.

    E, ancora, è il caso del brand Balenciaga, che sta via via integrando le proprie boutique all’interno di diverse realtà digitali. Per non parlare poi di Andrés Resigner: uno dei primi designer ad avere realizzato una residenza pensata appositamente per essere acquistata e inserita dentro il metaverso.

    Impossibile poi non citare le opportunità legate alla fruizione di eventi specifici, come ad esempio i concerti. Da questo punto di vista esiste già un precedente importantissimo, datato 24 aprile 2020.

    Quel giorno infatti è andato in scena il concerto di Travis Scott dentro Fortnite. Il rapper statunitense ha deciso di esibirsi all’interno di un videogame, coinvolgendo un numero semplicemente impressionante di utenti. 

    I dati ufficiali parlano di quasi 12 milioni di giocatori collegati al momento dell’esibizione. Una cifra spaventosa, che però non tiene conto di tutti gli utenti che hanno visto lo show attraverso contenitori video streaming come, ad esempio, YouTube o Twitch. 

    Come è facile immaginare, certi numeri sono semplicemente impossibili da replicare all’interno del mondo reale. Ecco dunque spiegato come mai siano sempre di più le realtà interessate a capire il metaverso: come funziona, come entrare e come investire al suo interno. 

  • 6. Metaverso: come investire

    metaverso e criptovalute

    Le opportunità di investimento all’interno del metaverso sono potenzialmente illimitate, considerato che vanno e andranno di pari passo con le possibilità e i servizi proposti dal nuovo mondo digitale.

    Già in questo momento storico, chiunque sia intenzionato a capire come investire nei sopracitati Decentraland, Sandbox o Stageverse ha davvero l’imbarazzo della scelta.

    La prima forma di investimento tipica del mondo digitale è la presentazione di beni e/o asset vari: il metaverso dunque diventa una vetrina, uno spazio in cui proporre oggetti fisici, ma anche prodotti puramente virtuali.

    Per fare un esempio, durante l’estate del 2021, Coca-Cola ha lanciato una collezione virtuale nell’ambito di un’asta digitale durata soltanto tre giorni. Il brand ha reinventato alcuni dei suoi “oggetti” più rappresentativi, adattandoli alle esigenze della realtà virtuale.

    Nello specifico, Coca-Cola ha messo a disposizione degli utenti una divisa da delivery da indossare dentro Decentraland e un distributore automatico da posizionare nella propria abitazione virtuale. 

    Ma non solo, ha proposto anche un particolare kit disuoni: quello di della bottiglia appena stappata, quello della bevanda mentre viene versata, persino quello delle bollicine a contatto con le papille gustative. Il tutto in aggiunta a un frigorifero vero e proprio: un oggetto fisico, che è stato effettivamente recapitato al suo acquirente al termine dell’asta virtuale. 

    Esistono diversi modi per investire nel metaverso: è possibile comprare oggetti, comprare spazi, ma anche effettuare transazioni tra utenti. 

    Nel metaverso però non si comprano solo oggetti. Ora come ora infatti dentro il metaverso si comprano piuttosto luoghi e/o spazi. Gli utenti, le aziende e i brand acquistano terreno virtuale, con l’obiettivo di utilizzarlo successivamente a proprio piacimento.

    In questo caso dunque non si tratta di semplici acquisti, quanto piuttosto di veri e propri investimenti. Un brand infatti potrebbe comprare uno slot nel metaverso per trasformarlo in un negozio virtuale. Allo stesso modo, un’azienda potrebbe comprare terreno per realizzare una sede digitale, in cui ospitare meeting ed eventi. 

    Il metaverso è un luogo di libero scambio tra gli utenti: soprattutto nel caso in cui si parli di metaverso crypto basato sulla blockchain.

    Questo genere di piattaforme infatti presenta infrastrutture pensate appositamente per permettere transazioni veloci e sicure.

    Gli utenti possono e potranno dunque ricorrere al metaverso anche per effettuare operazioni non troppo diverse dal vero e proprio trading online. Determinate realtà già ad oggi propongono il loro token proprietario

    La crypto moneta di Decentraland, ad esempio, si chiama $MANA ed è stata emessa seguendo le regole di base tipiche dei gettoni virtuali: ha avuto una prima emissione limitata e può venire utilizzata come valuta corrente su diverse piattaforme di exchange.

  • 7. Cos'è Sandbox e come funziona

    Sandbox

    Al giorno d’oggi il termine “Sandbox” può fare riferimento a concetti e realtà piuttosto distinti. In informatica una sandbox (scatola di sabbia) è un ambiente virtuale controllato: uno spazio che si usa per testare applicazioni varie. 

    The Sandbox però è anche il nome di un metaverso che sfrutta la blockchain per produrre e vendere beni e servizi di diversa natura. Inoltre The Sandbox ha anche una sua crypto proprietaria di nome $SAND: non a caso sta catturando l’interesse sia degli appassionati di tecnologia che dei trader online. 

    Il primo modo per investire in The Sandbox consiste nell’acquistare i suoi elementi di terreno: si chiamano LAND, ESTATE e DISTRICT e sono tutti certificati su blockchain

    Un utente che acquista spazio virtuale su The Sandbox può poi utilizzarlo per costruire negozi o strutture. In alternativa può affittarlo ad altri utenti, così come può chiedere un pagamento a coloro che decideranno di visitarlo. 

    Su The Sandbox è anche possibile creare beni e giochi. I primi sono noti col nome di ASSET: si va dagli abiti agli oggetti, dai tool alle strutture. Tutti gli ASSET di The Sandbox possono venire rivenduti all’interno del metaverso.

    In informatica una sandbox è un ambiente virtuale. The Sandbox però è anche il nome di un metaverso con una sua crypto 

    Lo stesso discorso vale per le esperienze di gioco, che su The Sandbox si chiamano GAME. Tutti i giochi creati su questo metaverso possono infatti venire venduti in forma di non fungible token. Per restare in tema giochi, va infine sottolineato che la parola “Sandbox” fa riferimento anche a una serie di videogame di grande successo: nello specifico Universe Sandbox e Universe Sandbox2.

    Entrambi i giochi omaggiano in qualche modo il concetto di sandbox informatica espresso in precedenza. Si tratta di esperienze all’insegna di una sperimentazione quasi senza limiti. Universe Sandbox e Universe Sandbox 2 possono essere considerati dei videogiochi educativi. Gli utenti eseguono delle simulazioni spaziali e si divertono a osservare le conseguenze.

    Le ripercussioni degli esperimenti di Universe Sandbox e Universe Sandbox 2 possono influenzare il moto della luna, quello dei pianeti e quello delle comete. Possono coinvolgere buchi neri, sistemi solari e persino galassie.

    Per approfondimento: Sandbox, cos'è e come funziona

  • 8. Startup sul Metaverso: le più interessanti

    startup su Metaverso

    Shutterstock

    Metaverso e startup sono due mondi in collisione grazie a Mark Zuckerberg e alla sua idea di web immersivo.

    Si parla di esperienze digitali da vivere in prima persona e su cui le aziende stanno prontamente investendo, per “conquistare” una fetta di questo nuovo mercato in fortissima crescita.

    Un terreno ancora vergine che rappresenta la naturale evoluzione di internet per come lo conosciamo oggi. 

    Tra i temi centrali di questa rivoluzione Realtà Virtuale e Realtà Aumentata, che garantiranno un ulteriore abbattimento della frontiera tra reale e digitale, riscrivendo il concetto di intrattenimento e di lavoro.

    Per sfruttare pienamente queste intuizioni ci sarà bisogno di nuove soluzioni hardware e software per garantire la migliore esperienza possibile e proiettare l’utente a 360° in questo mondo virtuale. Qui entrano in gioco le startup.

    Tra le realtà più interessanti: Nextemeet, che lavora a una piattaforma VR immersiva pensata per la digital collaboration. L’idea è quella creare Avatar 3D capaci di interagire liberamente con tutto ciò che si trova nel Metaverso.

    Nextmeet si occupa anche di ambienti 3D, pensati per creare una nuova geografia digitale dei luoghi di lavoro e di svago.

    Union è un’azienda attiva anch’essa nel settore degli Avatar 3D. I “personaggi” creati possono essere addirittura utilizzati come NPC intelligenti che popoleranno il Metaverso.

    Le startup sono da sempre sinonimo di creatività, innovazione e passione, diventando di fatto uno dei principali motori dell’innovazione in tutti i campi.

    Tra le realtà italiane troviamo Novatek Srl che si occupa di Coderblock, un progetto sugli uffici virtuali e il lavoro da remoto. La piattaforma ha visto un incremento molto importante col primo lockdown, raccogliendo consensi e investimenti.

    Reasoned Art si occupa di opere d’arte digitali. Un mercato in forte sviluppo e su cui si investe molto per reimmaginare la fruizione dell’arte nel Metaverso.

    Smiling si occupa di piattaforme per il MarTech (tecnologie per il Marketing) e AdTech (tecnologie per l’advertising). Uno dei progetti più interessanti riguarda gli Eatable Token dedicati alle eccellenze alimentari italiane.

    Future Fashion, invece, lavora con la tecnologia 3D per ridisegnare l’esperienza d’acquisto online. L’idea è creare cataloghi virtuali per l’abbigliamento, che si adattano agli avatar degli utenti consentendo di provare tramite Realtà aumentata ciò che intendono acquistare.

    Pikkart si occupa di Realtà Aumentata e Intelligenza Artificiale. Uno dei lavori di spicco riguarda l’AI capace di riconoscere gli oggetti in un dato contesto, associando schede informative e immagini.

    Queste sono solo alcune delle startup più interessanti che già da oggi giocano un ruolo chiave nello sviluppo del Metaverso, contribuendo alla costruzione di quella che sarà la nuova idea di web.

    Per approfondimento: Metaverso, le startup più interessanti da seguire

  • 9. Di cosa si occupa un Crypto Artist

    crypto art

    Shutterstock

    Anche il settore dell’arte sta virando prepotentemente verso l’innovazione, orientandosi verso il mondo della crypto art.

    Quello del crypto artist è uno dei lavori del futuro e nasce dall’ibridazione tra arte e blockchain, digitalizzando la creatività e portandola su canali non convenzionali.

    Si tratta, naturalmente, di artisti nel senso classico del termine, che non seguono un percorso accademico “classico” optando per canali espressivi differenti.

    La professione può essere intesa come arte 2.0 capace di trovare nuove forme orientate verso la computer grafica e il web e game design.

    Cambiano, dunque, mezzi, canali e tecniche espressive ma non cambia il bisogno di esplorazione e la voglia di raccontare sé stessi e ciò che ci circonda.

    A mutare è anche il contesto di riferimento che diventa strettamente legato al discorso sulla blockchain, capace di garantire transazioni sicure e di provare il vero valore dell’opera.

    La crypto art è legata indissolubilmente al discorso sulla blockchain capace di garantire transazioni sicure e tutte le informazioni sull’opera d’arte, dalla proprietà intellettuale al diritto d’autore.

    Ogni creazione ha una propria “carta d’identità” digitale, con tutti i riferimenti del caso, dal creatore fino all’acquirente; cosa che garantisce l’autenticità e la proprietà di ogni singola opera creata e venduta.

    In termini di vendita, quindi, non si acquisterà fisicamente l’opera ma gli NFT, che ne garantiscono la proprietà intellettuale e tutti i diritti.

    Anche la compravendita di cripto arte avviene in maniera “diversa” su canali specifici e tramite pagamenti in criptovalute. Nonostante sia un mondo ancora lontano dal “mercato classico” negli ultimi anni ha ottenuto molti consensi da parte degli utenti.

    La crypto art si muove di pari passo col discorso sul metaverso, che diventa terreno fertile per la fruizione di questa nuova forma d’arte.

    In questo senso, ha semplificato anche la diffusione dei lavori di tanti artisti che, fino a pochi anni fa, non avevano un proprio circuito di riferimento, creandone uno ex-novo dove la loro arte è potuta arrivare al grande pubblico.

    Si tratta, dunque, di una rivoluzione che è stata in grado di far incontrare (di nuovo) le persone e l’arte, seppure in una forma diversa e più innovativa.

    Per lo sviluppo del settore sono due le caratteristiche da ricordare: accessibilità e innovazione

    La prima riguarda le innovazioni e le nuove modalità con cui il pubblico gode di queste opere; la seconda, invece, dimostra come la tecnologia non sia solo un qualcosa di funzionale ma possa essere anche sinonimo di cultura e intrattenimento.

    Per approfondimento: Cosa fa un Crypto Artist

  • 10. Designer di avatar: chi si occupa di popolare il Metaverso

    Avatar

    Shutterstock

    Per muoversi attraverso il Metaverso ed esplorare questo nuovo mondo, gli utenti dovranno affidarsi alle loro “rappresentazioni digitali”, chiamate avatar.

    Per creare questi “personaggi” c’è bisogno di un designer di avatar, in grado di riprodurre fedelmente l’utente, simulando caratteristiche e movenze nel modo più reale possibile.

    Dare vita a un avatar, modellare e definire le forme e le particolarità è la sfida più grande a cui questo professionista dovrà rispondere; nel tentativo di popolare il Metaverso con figure uniche, proprio come avviene nel mondo reale.

    In questa nuova realtà è possibile essere chiunque e di fianco a chi cerca una rappresentazione fedele c’è anche chi vuole lavorare di fantasia, utilizzando forme e colore stravaganti.

    Gli avatar sono le rappresentazioni digitali degli utenti che popolano il Metaverso e in quanto tali devono muoversi e interagire con ciò che li circonda in maniera naturale.

    Esistono diversi tipi di avatar: quelli 2D, pensati per essere una rappresentazione bidimensionale dell’utente e immaginati per muoversi in ambienti a due dimensioni.

    Quelli 3D, che rappresentano le riproduzioni più realistiche degli utenti che si muovono nel metaverso e quelli più utilizzati.

    Gli avatar VR, pensati per garantire un’esperienza in prima persona e, quindi, far immergere completamente l’utente in questa realtà virtuale.

    Quelli a corpo intero, invece, sono i modelli più complessi, che utilizzano dei sensori posizionati su tutto il corpo per “proiettare” fedelmente l’utente nel metaverso. 

     Qualunque sia il modello scelto ogni avatar dovrà rispettare due caratteristiche principali che riguardano flessibilità e personalizzazione.

    La prima riguarda la libertà con cui ogni personaggio si muove nel metaverso e interagisce con gli oggetti al suo interno; dettaglio importante quello che riguarda il rispetto di tutti i “limiti” imposti da un corpo in carne e ossa e dalla fisica terrestre.

    La seconda caratteristica riguarda la personalizzazione con gli utenti che possono modificare il proprio avatar a proprio piacimento scegliendo il look e gli accessori più affini al proprio stile.

    Il design di avatar, insomma, ha il complesso compito di popolare il metaverso, creando da zero gli utenti che lo abiteranno. Un ruolo centrale che già da oggi rappresenta una delle professioni del futuro, pronte ad accogliere la migrazione dal mondo reale a quello digitale.

    Per approfondimento: Designer di Avatar

  • 11. Cosa fa l'ingegnere hardware dei dispositivi per la realtà virtuale

    ingegnera hardware

    Shutterstock

    Con l’affermarsi sempre più compiuto delle tecnologie di realtà aumentata e virtuale, gli ingegneri che sviluppano dispositivi hardware in questo campo, come smartglass, visori, caschi, auricolari, guanti, fino alle più recenti cyber tute, sono sempre più richiesti nelle aziende.

    AR e VR sono tecnologie emergenti con applicazioni nel mondo reale in campi che vanno dall'assistenza sanitaria alla guida autonoma all’industria 4.0. Con l'aumento degli investimenti e un gran numero di startup che perseguono la realtà virtuale o la realtà aumentata, quella dell'Hardware Design Engineer è una specializzazione emergente e un'area di crescita per gli ingegneri.

    Gli ingegneri hardware svolgono un ruolo sempre più importante nel mondo del business, che procede sempre più spedito verso una realtà tridimensionale.

    L’esperienza della realtà virtuale richiede di indossare dispositivi, come occhiali, guanti, visori smart, in grado di simulare un ambiente che si sostituisce a quello reale, coprendo il campo visivo. Viceversa, la realtà aumentata aggiunge dettagli al campo visivo effettivamente percepito dall’utente, proiettando immagini solo in un’area limitata davanti ai propri occhi, oppure mostrando sul display dello smartphone o del tablet informazioni aggiuntive.

    Per questo, gli ingegneri AR/VR hanno bisogno di competenze di sviluppo 3D, progettazione software e linguaggi di programmazione come C++.

    Potrebbe essere necessario avere familiarità con IDE (ambiente di sviluppo integrato) come Unity e Unreal 3D engine. I compiti principali di un ingegnere AR/VR possono includere la progettazione, l'analisi, il debug e lo sviluppo di prototipi AR e VR.

    Per approfondimentoCome diventare Ingegnere hardware dei dispositivi per la realtà virtuale

  • 12. Il ruolo dei designer di realtà aumentata e realtà virtuale

    Design del Metaverso

    Shutterstock

    In un futuro prossimo, le tecnologie emergenti della realtà virtuale e aumentata diventeranno linfa vitale dell’intero processo di progettazione di un nuovo prodotto o ambiente ridisegnando le professioni che se ne occupano.

    L’evoluzione del Web ha trainato la nascita di nuove professioni in grado di gestire innovativi modelli di business che incentivano gli utenti a valorizzare i propri dati sottraendoli dal controllo delle big tech, grazie a dinamiche economiche in grado di sfruttare le tecnologie decentralizzate come blockchain, crypto, e NFT (Non Fungible Token).

    Sia le DAO (Decentralised Autonomous Organization) che le aziende classiche possono ormai optare per diversi modelli di business sfruttando le potenzialità del Web 3, organizzando il lavoro non come in una tradizionale società centralizzata, ma come in una vera e propria community in cui sono i partecipanti stessi a stabilire le sorti dell’azienda.

    Il Web3 implica la creazione di contenuti altamente interattivi e di video tridimensionali immersivi. E così come l’esplosione del web ha portato alla diffusione del Web Designer specializzato in VR e AR.

    La richiesta è di progettare non solo un’esperienza di navigazione in 2D, quanto ambienti 3D che interagiscono con la dimensione fisica del mondo reale. I Designer del Web3avranno un ruolo fondamentale nel dare una “forma” agli spazi digitali che abiteremo creando mondi immaginari coinvolgenti e multidimensionali.

    Al momento, la tecnologia è più comunemente associata al mondo dei videogiochi, ma ha un enorme potenziale anche per istruzione e formazione. L’incarico potrebbe essere quello di progettare uno strumento di simulazione che insegni ai chirurghi come eseguire una nuova operazione salvavita. Oppure creare un incendio iperrealistico per addestrare i vigili del fuoco.

    Per approfondimentoCome diventare designer di realtà virtuale e realtà aumentata

  • 13. Metaverso e l’evoluzione della figura dell’avvocato

    avvocato metaverso

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    Al di là del tempo che ci vorrà affinché l’evoluzione del mercato dei servizi legali determinata dal Metaverso si renda apprezzabile, di fatto, questa realtà rappresenta una game changing opportunity e nel futuro prossimo, la necessità di aprire una sede virtuale costituirà una top priority.

    Creare e scambiare oggetti sarà al centro del Metaverso e oggi, l’accelerazione è più che mai spinta dalla blockchain e dai crypto asset. Una declinazione degli NFT (non-fungible token) è proprio quella di associare un valore e una proprietà agli oggetti che popoleranno il Metaverso. 

    Anche i diritti possono essere tokenizzati: chi compra una terra acquista un token che è un certificato di proprietà, che gli consente poi di emetterne uno per la locazione di una determinata land.

    Ma per instaurare rapporti economici nel metaverso fra utenti e aziende occorre saper utilizzare le criptovalute. Rispetto al passato gli utenti hanno più scelta e possono scambiare valore anche attraverso più Metaversi. 

    Si crea così un’economia decentralizzata, distribuita e globalizzata, il che comporta una maggiore responsabilizzazione dell’utente che deve interagire con smart contract e gestire il proprio digital wallet

    C’è anche una questione di fiscalità: erogando beni o servizi digitali e incassando valute digitali, si dovranno fare i conti con la fiscalità ordinaria e dunque, comprendere dove e come si pagheranno le tasse.

    Oltre agli aspetti legati allo scambio e alla compravendita di oggetti, è interessante osservare la tutela della proprietà intellettuale. Anche nel metaverso si possono presentare vari problemi di contraffazione. Per questo, servirà un’attività di monitoraggio continua per verificare che non venga utilizzato il proprio brand senza il dovuto consenso.

    Per approfondimento: Diventare avvocato del Metaverso

  • 14. Organizzatore di eventi nel Metaverso

    evento nel metaverso

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    Il metaverso, mondo iperconnesso basato su una realtà tridimensionale popolata da avatar, sta rivoluzionando anche l’organizzazione degli eventi con la possibilità di ospitare esperienze immersive, condivise e memorabili che annullano del tutto la distanza con la realtà fisica.

    Nonostante sia ancora in fase di sviluppo, diversi brand e imprese hanno iniziato ad esplorare le potenzialità di questo nuovo mondo esperienziale in cui sperimentare nuove strategie di engagement per i consumatori.

    Conferenze e meeting nel metaverso saranno fruibili da ogni tipo di piattaforma e da qualsiasi parte del mondo, non solo tramite strumenti di realtà aumentata e virtuale ma anche attraverso computer, smartphone e console di gaming.

    Organizzare un evento nel metaverso significa poter usufruire di uno spazio illimitato per dar forma alle proprie idee e permettere a persone che si trovano dall’altro lato del mondo di visitare una fiera di settore o partecipare a un meeting aziendale.

    Nel metaverso, i visitatori possono spostarsi fra gli stand della fiera, provare i prodotti proposti dai brand e acquistare oggetti virtuali, così come ascoltare conferenze e interagire con gli altri avatar. Ha tutte le carte in regola anche per “aumentare” un’esperienza come quella del matrimonio.

    Alcune piattaforme si stanno muovendo per creare esperienze di metaverso in contesti aziendali. L’idea è consentire la partecipazione a incontri e riunioni direttamente da casa, comparendo in sale virtuali per mezzo di avatar.

    Il blockchain metaverse crea un mondo del tutto alternativo dove monetizzare l’esperienza, seguendo dinamiche similari a quelle del mondo reale, pur restando in un contesto di fantasia. Ciò che consente di monetizzare sono gli NFT, token non fungibili che rendono univoca e autentica una risorsa digitale, ne determinano un valore di mercato e ne consentono una transazione tramite criptovalute.

    Per approfondimento: Lavori nel Metaverso, organizzatori di eventi

  • 15. Eventi nel metaverso: le regole d'oro

    persone nel metaverso

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    Nonostante sia ancora in fase di sviluppo, diversi brand e imprese hanno già iniziato ad esplorare le potenzialità del metaverso per organizzare eventi con la possibilità di creare esperienze immersive, condivise e memorabili che annullano del tutto la distanza con la realtà fisica.

    Nel metaverso, i visitatori possono partecipare a congressi, fiere, mostre e concerti, comprando oggetti virtuali e interagendo con gli altri avatar: livelli di coinvolgimento che possono essere registrati nel dettaglio ed offrire insight illuminanti agli organizzatori.

    Gli eventi nel metaverso sono fruibili da ogni tipo di piattaforma e da qualsiasi parte del mondo, non solo tramite strumenti di realtà aumentata e virtuale ma anche attraverso computer, smartphone e console di gaming.

    Organizzare un evento nel metaverso significa poter usufruire di uno spazio illimitato per dar forma alle proprie idee e coinvolgere persone che si trovano dall’altro lato del mondo.

    Per essere efficaci, gli eventi virtuali devono sfruttare la complementarietà tra virtuale e reale. La regola “pianifica in anticipo” è sorpassata tanto che l’immediatezza del metaverso può riempire in pochissimi minuti una stanza.

    Ma prima di stabilire un budget, selezionare una sede e organizzare materiali di marketing, è importante definire lo scopo dell’evento e il valore da offrire ai partecipanti.

    Poi, è il momento di scegliere la location e per un evento senza intoppi, creare indicazioni su come navigare nella piattaforma e su come comportarsi, per esempio tramite concierge virtuali.

    Mantenere i partecipanti coinvolti è la sfida più grande: il metaverso è uno spazio collaborativo e replica le interazioni sociali della realtà. Gli organizzatori possono usare le bacheche web per sondaggi interattivi o sessioni di domande e risposte dal vivo. Abbracciare l’aspetto ludico renderà l’evento memorabile.

    Per approfondimento: Come organizzare un evento nel Metaverso

  • 16. Gli architetti nel mercato immobiliare virtuale

    computer con programmi per architetti

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    Design e metaverso sono due realtà che procedono di pari passo.

    Complice anche l’emergenza sanitaria, abbiamo assistito a una graduale commistione tra i due elementi, con l’incontro di spazi fisici e virtuali.

    Tra i settori in crescita, quello immobiliare che può trarre grandissimi benefici dalle nuove tecnologie digitali.

    Con lo sviluppo del web 3.0, il mercato immobiliare digitale sta già registrando numeri importanti, con milioni di dollari in NFT spesi per l’acquisto di terreni e proprietà virtuali.

    A beneficiare di questa evoluzione, la figura dell’architetto; uno dei lavori del futuro, a cui verrà affidata la progettazione e la realizzazione del nuovo mondo immaginato da Mark Zuckerberg.

    Vedranno la luce case, uffici, gallerie d’arte, cinema, sale da concerto e tutte quelle altre infrastrutture che già utilizziamo comunemente nel mondo reale.

    Poco importa se gli utenti solcheranno tali spazi grazie alla realtà virtuale o la realtà aumentata; ciò che conta è che, ancora una volta, la tecnologia sarà una parte fondamentale nella costruzione del futuro.

    Le parole d’ordine in questo senso sono: interattività, per creare luoghi e strutture visitabili e con cui poter interagire; creatività, per dare vita a mondi e idee strabilianti; libertà, per svincolarsi dai limiti fisici, materiali e temporali che, al momento, ancora bloccano l’architettura nel mondo reale.

    L’evoluzione di design e metaverso procede di pari passo, con gli architetti che hanno la possibilità di costruire da zero un nuovo mondo completamente digitale.

    La risultante è qualcosa di nuovo ma saldamente ancorato alle cose che conosciamo e agli spazi che viviamo comunemente. L’unica differenza sostanziale sta nel fatto che tale geografia diventa digitale piuttosto che fisica.

    Per tali motivi l’architetto, pur restando fermo sulle sue competenze, dovrà svilupparne di nuove; capacità in materia di programmazione e di conoscenza delle tecnologie di realtà virtuale e aumentata.

    La differenza col mondo reale, nozioni a parte, sta nel fatto che nel metaverso, non ci sono limiti e con una buona dose di creatività, l’uomo potrebbe assistere alla prossima fase del dell’architettura; con i bit che diventeranno i mattoni per il nuovo rinascimento digitale.

    Ad ogni progresso (tecnologico e non) fa seguito la nascita di nuovi flussi economici e innovativi modelli di business. 

    Non sorprende, quindi, che il mercato del design e dell’architettura digitale stia crescendo a ritmi vertiginosi, con investimenti sostanziosi da parte di chi vuole contribuire a plasmare il metaverso, immaginando gli sviluppi futuri.

  • 17. La guida turistica nel Metaverso

    guida del metaverso

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    Il metaverso può avere un impatto importante anche sul turismo.

    In un ecosistema simile, tra strutture ricettive e intrattenimento, sviluppare attività digitali parallele a quelle reali, è un discorso fondamentale nella corsa al futuro.

    Una prospettiva di crescita interessante che richiede la presenza di figure professionali competenti e preparate.

    La percezione dell’utenza al riguardo è cambiata anche grazie all’emergenza sanitaria. In un contesto come quello appena vissuto, con spostamenti limitati e distanziamento, l’idea di un turismo costruito su realtà aumentata e realtà digitale è stato l’unico modo per viaggiare in sicurezza.

    A questo è seguita immediatamente la richiesta di beni e attrazioni in grado di intrattenere e appassionare; con un bisogno sempre maggiore di professionisti come albergatori digitali, guide turistiche nel metaverso e fornitori di servizi, che rappresentano già oggi alcuni dei lavori del futuro.

    Oltre ai molti benefici economici, sono risultati ancora più evidenti vantaggi di altra natura: quelli in materia di sostenibilità e democratizzazione dell’intrattenimento.

    Il turismo nel metaverso è la massima espressione in termini di sostenibilità e democratizzazione dell’intrattenimento, evidenziando le infinite possibilità del web 3.0.

    Se da una parte il turismo digitale è riuscito a garantire un impatto molto più contenuto sul nostro pianeta; dall’altra ha anche creato una validissima alternativa per tutte quelle persone impossibilitate agli spostamenti a causa di malattie o di fattori economici. 

    Due elementi fondamentali nel discorso e, forse, il primo passo verso una fruibilità del web 3.0, finalmente alla portata di tutti.

    Questa commistione tra metaverso e turismo ha portato anche alla nascita di lavori che hanno il compito di rendere tali esperienze ancora più immersive.

    Tra questi il VR designer che si occupa di costruire fisicamente questo nuovo mondo nel tentativo di renderlo concreto, interattivo e quanto più accessibile dagli utenti.

    E in materia di persone che popoleranno il metaverso, non si può non tener conto del creatore di avatar, che avrà il compito di “disegnare” le rappresentazioni digitali di tutti coloro che accederanno alla rete.

    Secondo Gartner entro il 2026 circa il 25% degli utenti trascorrerà almeno 1 ora al giorno nel metaverso.

    Numeri destinati a crescere in tempi relativamente brevi che mostrano, già da oggi, le infinite possibilità dell’intuizione.

A cura di Cultur-e
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