La parola “metaverso”, al giorno d’oggi, è sulla bocca di tutti. Allo stesso tempo, non tutti sanno cosa sia. Per non parlare poi delle differenze tra metaverso Facebook, metaverso crypto e via dicendo.

Per capire il metaverso, come entrare al suo interno e come utilizzarlo al meglio, bisogna partire dalle basi. Ad esempio, bisogna conoscere la genesi del termine “metaverso”, che, in origine, non aveva davvero niente a che vedere con la scienza.

Dopodiché occorre entrare nel merito di ciò che oggi si intende con metaverso: come funziona questa nuova idea di mondo digitale interconnesso e quali sono le potenzialità legate ad essa.

Il metaverso offre ai brand la possibilità di entrare in contatto con una platea potenzialmente sconfinata di utenti.

La lista di firme presenti al suo interno è molto ricca: non solo aziende tra i big tech, ma anche aziende di altri settori, da Coca-Cola a Gucci, passando per Balenciaga, ma anche per singoli imprenditori, artisti, sportivi. 

Già in questo momento storico, il metaverso presenta tante diverse opportunità a chiunque sappia come investire al suo interno. Ecco dunque spiegato come mai diversi esempi di metaverso attualmente disponibile siano già disposti della loro valuta proprietaria.

  • 0. Breve storia del metaverso

    metaverso

    Prima di entrare nel merito di come entrare nel metaverso e come investire nel metaverso, occorre fare un piccolo passo indietro. Molte persone infatti non sanno precisamente né cos’è il metaverso, né come funziona.

    La parola italiana “metaverso” è la traduzione letterale dell’inglese “metaverse”: un termine coniato per la prima volta nel 1992 da Neal Stephenson. Stephenson non è né un economista, né tanto meno un ingegnere informatico: al contrario, è un romanziere, specializzato nella fantascienza cyberpunk.

    Il metaverso dunque nasce come concetto di pura invenzione. Appare per la prima volta all’interno del libro “Snow Crash” e viene descritto come un mondo alternativo all’insegna della realtà virtuale.

    Una specie di spazio condiviso grazie alla rete, in cui gli esseri umani interagiscono tra loro sotto forma di avatar tridimensionali. 

    Secondo Stephenson, il metaverso sarebbe stato un’evoluzione futuristica dell’attuale Internet: un’intuizione che, a onor del vero, era incredibilmente vicina alla realtà che stiamo iniziando a conoscere.

    Ci sarebbero però voluti quasi vent’anni perché il metaverso iniziasse a prendere forma, anche semplicemente a livello progettuale e programmatico. Soltanto nel 2021 infatti Mark Zuckerberg avrebbe annunciato un cambiamento destinato a entrare nella Storia contemporanea. 

    Lo scorso 28 ottobre Zuckerberg, celebre fondatore di Facebook, rese noto che la sua azienda avrebbe cambiato nome in “Meta”. Ma non solo. Dichiarò a tutto il mondo la sua intenzione di creare un metaverso.

    Per Zuckerberg, proprio come per Stephenson, il metaverso è un’estensione della realtà così come la conosciamo. Un mondo virtuale che procede parallelamente rispetto a quello fisico. Uno spazio che può venire utilizzato in un’infinità di modi differenti.

    Non sorprende dunque che, a pochi mesi dall’annuncio di “Meta”, si sia già iniziato a parlare non solo di metaverso Facebook, ma anche, ad esempio, di metaversocrypto. Sono infatti tantissime le realtà che cercano di capire come investire in questa nuova realtà virtuale globale. 

  • 1. Cos’è il metaverso, come funziona

    metaverso

    In questo momento storico è difficile entrare nel merito di cos’è il metaverso da un punto di vista strettamente tecnico. Si tratta infatti di un progetto tutt’ora in pieno sviluppo. Ciononostante, già oggi sembra possibile individuare alcune sue caratteristiche distintive.

    La prima è che, quando si parla di metaverso, si fa riferimento a degli spazi tridimensionali realizzati grazie alla realtà virtuale, alla realtà aumentata e alle cosiddette tecnologie di realtà ibrida. Spazi condivisi grazie a Internet, in cui gli utenti si presentano sotto forma di avatar tridimensionali che possono interagire tra loro.

    Il metaverso è dunque un universo esclusivamente digitale, composto da dati e da informazioni che però simulano diversi aspetti fondamentali dell’universo fisico. Ad esempio, la struttura spazio-temporale del metaverso è la stessa di quella del mondo “in carne ed ossa”.

    Un altro aspetto fondamentale del metaverso è che non sembra avere un unico proprietario. Si tratta piuttosto di una infrastruttura tecnica condivisa. Dunque le persone, così come le aziende, dovrebbero avere grande libertà di azione al suo interno. Potranno quindi utilizzarlo tanto per il proprio svago personale, quanto per il lavoro o per la creazione di partnership commerciali. 

    Il metaverso è uno spazio digitale condiviso, che replica diversi aspetti distintivi del mondo fisico.

    Già oggi appare evidente che nel metaverso circolerà sempre più denaro. Da questo punto di vista, il “nuovo mondo” può ospitare tanto le valute reali quanto quelle virtuali. Un presupposto che aiuta a capire come mai il metaverso crypto sia stato uno dei primi a prendere piede.

    Il metaverso infatti prevede tutta una serie di standard tecnici e di protocolli compatibili, tra cui rientra anche la blockchain: quell’insieme di tecnologie che rendono possibile la creazione di registri digitali alla base di tante diverse criptovalute.

    Arrivati a questo punto la domanda è più che lecita: ma alla fine, il metaverso come funziona? Ancora una volta, dare ora una risposta univoca a 360° è molto difficile, considerato che si tratta di un mondo in continua evoluzione.

    Detto questo, il metaverso funziona in maniera simile a certi videogiochi e/o programmi che simulano la vita quotidiana. L’utente infatti agisce al suo interno sotto forma di avatar: una sua rappresentazione grafica e virtuale. Inoltre, una volta al suo interno, agisce in base ai suoi interessi, ma anche in base ai servizi, ai beni e alle strutture disponibili.

    Da questo punto di vista, un esempio piuttosto tangibile del metaverso in costruzione è stato rappresentato dal software Second Life. Un videogioco datato giugno 2003, che però assomigliava a un vero e proprio mondo virtuale. 

    Anche Second Life infatti permetteva ai suoi utenti di vivere le esperienze più disparate sotto forma di avatar. Si andava dalla semplice esplorazione di ambienti, alla socializzazione con altri profili. E, ancora, dalla partecipazione ad attività ludiche, alla creazione di veri e propri modelli di business.

  • 2. Il glossario del metaverso: realtà virtuale, realtà aumentata, realtà ibrida

    metaverso

    Per iniziare a capire al meglio quello che, ad oggi, viene spesso definito come “metaverso Facebook”, bisogna padroneggiare una specie di glossario fondamentale. Un insieme di termini che rimandano direttamente ad alcune delle tecnologie maggiormente coinvolte nella creazione di un universo digitale. 

    I primi termini che vengono in mente, in tal senso, sono sicuramente realtà virtuale e realtà aumentata. Due concetti apparentemente simili, che, in effetti, rimandano alla stessa idea di “intervento” sulla realtà così come la conosciamo.

    Detto ciò, realtà virtuale e realtà richiamano prospettive diametralmente opposte. La realtà virtuale prevede infatti la creazione a tavolino di un mondo digitale, che va a sostituire in toto quello reale.

    La realtà virtuale è un’esperienza altamente immersiva, che “stacca” l’utente dal mondo che lo circonda e lo inserisce all’interno di un altro ambiente creato da zero.

    Un ambiente che può simulare la realtà, ma che può anche essere stato creato sulla base di criteri impossibili.

    La realtà aumentata prevede invece un livello di connessione intrinseca con tutto quello che circonda l’essere umano. Il principio alla base della realtà aumentata prevede infatti che la tecnologia vada a potenziare o ad aumentare la realtà fisica.

    Realtà virtuale, realtà aumentata e realtà ibrida giocano un ruolo fondamentale nel metaverso.

    Le esperienze di realtà virtuale attualmente a disposizione sono quasi sempre legate a caschi e o visori specifici. Componenti hardware e software che simulano l’ambiente digitale e mettono l’utente nella condizione di non vedere niente al di fuori di esso.

    Le esperienze di realtà aumentata sono invece molto più diffuse di quanto non si potrebbe immaginare. Ad esempio, ogni volta che si utilizza una app di navigazione, si sfruttano tecnologie legate al concetto di realtà aumentata.

    I navigatori infatti non si limitano a creare delle mappe verosimili. Al contrario, “aumentano” la realtà delle mappe inserendo al loro interno tantissime informazioni: da quelle relative al traffico a quelle relative alla posizione di punti di interesse vari ed eventuali. 

    Il metaverso viene realizzato grazie alla realtà virtuale. Allo stesso tempo però al suo interno può contenere diversi interventi di realtà aumentata. Ma non solo: nel metaverso potrebbe addirittura succedere che oggetti virtuali interagiscano tra loro in parallelo con le loro controparti reali.

    In questo caso si parla di realtà mista o di realtà ibrida: una nuova forma di mescolanza tra mondo fisico, mondo digitale e mondo virtuale. Un celebre esempio di realtà ibrida è stato presentato proprio da Facebook nel 2017. 

    Il progetto in questione si chiamava Facebook Space e prevedeva la possibilità di interagire con altre persone all’interno di spazi virtuali condivisi. Il tutto, ovviamente, senza mai uscire effettivamente dalla propria stanza.

  • 3. Metaverso: come entrare?

    metaverso

    Quando Mark Zuckerberg ha iniziato a parlare di metaverso Facebook, ha promesso possibilità semplicemente incredibili. Zuckerberg ha menzionato la possibilità di “teletrasportarsi istantaneamente”, sotto forma di ologrammi, all’interno delle situazioni più disparate. 

    Non a caso, il presidente di Meta è già al lavoro per realizzare visori di realtà virtuale di nuova generazione. Dispositivi come, ad esempio, Oculus Quest 2, che non si limitano a “mostrare” i mondi digitali.

    Con Oculus Quest 2 infatti l’utente può anche interagire con la realtà virtuale: sia tramite controller appositi, sia grazie al semplice movimento del proprio corpo.

    L’obiettivo di questa tipologia di visore consiste nel garantire un’esperienza ogni giorno più realistica, immersiva, immediata. 

    Detto ciò, chiunque effettui una ricerca su Internet del tipo “metaverso come entrare” scoprirà rapidamente che questo genere di tecnologie, ad oggi, non è assolutamente necessario.

    Per accedere al metaverso è sufficiente connettersi a uno dei browser che permettono di accedere a comunità virtuali specifiche. In questo momento storico infatti le diverse società stanno elaborando proprie visioni dello spazio interconnesso, permettendo ai loro utenti di entrare al suo interno.

    Un primo esempio è rappresentato da Decentraland, il metaverso realizzato dalla criptovaluta Ethereum. Decentraland è un vero e proprio metaverso crypto: una piattaforma decentralizzata che è basata sulla tecnologia blockchain

    Un altro esempio attualmente visitabile è Sandbox che, tra l’altro, ha avviato una collaborazione proprio con Meta di Mark Zuckerberg. E ancora, Stageverse, una piattaforma che si è presentata offrendo la possibilità di assistere a concerti attraverso filmati 3D altamente immersivi. 

  • 4. Esempi di metaverso

    esempio di metaverso

    Per capire meglio cos’è il metaverso, è possibile tornare sugli esempi mostrati in precedenza, entrando più nel merito del loro funzionamento e delle loro caratteristiche distintive. 

    Decentraland ad esempio è stato definito un metaverso crypto, per diversi ordini di ragioni: il primo è che si tratta di una piattaforma sviluppata direttamente dalla criptovaluta Ethereum. Il secondo è che Decentraland, proprio come la valuta digitale, basa la sua struttura sulle tecnologie blockchain.

    Diversi addetti ai lavori del settore finanziario definiscono Decentraland come il “Second Lifedella blockchain. Un mondo digitale in cui gli utenti possono creare contenuti ed esperienze di vario genere. 

    Appena entrato in Decentraland, l’utente può subito creare un proprio avatar. Gli elementi tra cui scegliere sono tantissimi: alcuni di essi sono gratuiti, altri invece possono essere acquistati. 

    Dopodiché si può andare verso Genesis Plaza, ovvero il principale luogo di incontro di Decentraland. Da qui l’utente può scegliere una delle diverse attività disponibili e/o muoversi verso ulteriori luoghi specifici.

    Decentraland ha un bar in cui socializzare con gli altri utenti, una sala concerti e un intero distretto dedicato alle scommesse. Ha persino una galleria, in cui i pezzi in vendita sono tendenzialmente token NFT realizzati da artisti crypto

    Anche Sandbox è una piattaforma che riproduce una struttura tutto sommato simile a quella del mondo fisico. Anche qui infatti ci sono territori da visitare e utenti che si muovono sotto forma di avatar. 

    La prima caratteristica distintiva di Sandbox è però nel suo look volutamente deformed: lo stile di questo metaverso ricorda infatti quello di Minecraft, un videogioco di grandissimo successo realizzato da Mojang Studios.

    Anche Minecraft è considerato un videogamesandbox”: un termine che, in ambito videoludico, fa riferimento a una libertà di esplorazione praticamente illimitata. Il mondo di Minecraft, così come quello di Sandbox è dunque una vera e propria “scatola di sabbia”: un luogo senza vincoli in cui, in teoria, tutto è possibile.

    Stageverse propone invece una versione leggermente differente di metaverso. Questa startup infatti ha investito sulla realizzazione di esperienze altamente immersive. Stageverse inoltre non nasce con l’idea di svilupparsi autonomamente: al contrario, mette il suo metaverso a disposizione di creatori, community e brand differenti. 

  • 5. Opportunità per i brand

    metaverso

    Proprio i brand sembrano particolarmente interessati alle diverse opportunità fornite dal metaverso. Il nuovo mondo virtuale infatti offre possibilità semplicemente straordinarie, soprattutto in termini di coinvolgimento di nuovo pubblico.

    Sono tantissime le firme che, già ad oggi, hanno iniziato a studiare come investire in questo campo. È il caso, ad esempio, di Gucci, che è già presente all’interno di Sandbox. Così come è il caso di Marco Verratti: calciatore del Paris Saint Germain e della nazionale italiana, che sempre su Sandbox ha acquistato un’isola virtuale.

    E, ancora, è il caso del brand Balenciaga, che sta via via integrando le proprie boutique all’interno di diverse realtà digitali. Per non parlare poi di Andrés Resigner: uno dei primi designer ad avere realizzato una residenza pensata appositamente per essere acquistata e inserita dentro il metaverso.

    Impossibile poi non citare le opportunità legate alla fruizione di eventi specifici, come ad esempio i concerti. Da questo punto di vista esiste già un precedente importantissimo, datato 24 aprile 2020.

    Quel giorno infatti è andato in scena il concerto di Travis Scott dentro Fortnite. Il rapper statunitense ha deciso di esibirsi all’interno di un videogame, coinvolgendo un numero semplicemente impressionante di utenti. 

    I dati ufficiali parlano di quasi 12 milioni di giocatori collegati al momento dell’esibizione. Una cifra spaventosa, che però non tiene conto di tutti gli utenti che hanno visto lo show attraverso contenitori video streaming come, ad esempio, YouTube o Twitch. 

    Come è facile immaginare, certi numeri sono semplicemente impossibili da replicare all’interno del mondo reale. Ecco dunque spiegato come mai siano sempre di più le realtà interessate a capire il metaverso: come funziona, come entrare e come investire al suo interno. 

  • 6. Metaverso: come investire

    metaverso e criptovalute

    Le opportunità di investimento all’interno del metaverso sono potenzialmente illimitate, considerato che vanno e andranno di pari passo con le possibilità e i servizi proposti dal nuovo mondo digitale.

    Già in questo momento storico, chiunque sia intenzionato a capire come investire nei sopracitati Decentraland, Sandbox o Stageverse ha davvero l’imbarazzo della scelta.

    La prima forma di investimento tipica del mondo digitale è la presentazione di beni e/o asset vari: il metaverso dunque diventa una vetrina, uno spazio in cui proporre oggetti fisici, ma anche prodotti puramente virtuali.

    Per fare un esempio, durante l’estate del 2021, Coca-Cola ha lanciato una collezione virtuale nell’ambito di un’asta digitale durata soltanto tre giorni. Il brand ha reinventato alcuni dei suoi “oggetti” più rappresentativi, adattandoli alle esigenze della realtà virtuale.

    Nello specifico, Coca-Cola ha messo a disposizione degli utenti una divisa da delivery da indossare dentro Decentraland e un distributore automatico da posizionare nella propria abitazione virtuale. 

    Ma non solo, ha proposto anche un particolare kit disuoni: quello di della bottiglia appena stappata, quello della bevanda mentre viene versata, persino quello delle bollicine a contatto con le papille gustative. Il tutto in aggiunta a un frigorifero vero e proprio: un oggetto fisico, che è stato effettivamente recapitato al suo acquirente al termine dell’asta virtuale. 

    Esistono diversi modi per investire nel metaverso: è possibile comprare oggetti, comprare spazi, ma anche effettuare transazioni tra utenti. 

    Nel metaverso però non si comprano solo oggetti. Ora come ora infatti dentro il metaverso si comprano piuttosto luoghi e/o spazi. Gli utenti, le aziende e i brand acquistano terreno virtuale, con l’obiettivo di utilizzarlo successivamente a proprio piacimento.

    In questo caso dunque non si tratta di semplici acquisti, quanto piuttosto di veri e propri investimenti. Un brand infatti potrebbe comprare uno slot nel metaverso per trasformarlo in un negozio virtuale. Allo stesso modo, un’azienda potrebbe comprare terreno per realizzare una sede digitale, in cui ospitare meeting ed eventi. 

    Il metaverso è un luogo di libero scambio tra gli utenti: soprattutto nel caso in cui si parli di metaverso crypto basato sulla blockchain.

    Questo genere di piattaforme infatti presenta infrastrutture pensate appositamente per permettere transazioni veloci e sicure.

    Gli utenti possono e potranno dunque ricorrere al metaverso anche per effettuare operazioni non troppo diverse dal vero e proprio trading online. Determinate realtà già ad oggi propongono il loro token proprietario

    La crypto moneta di Decentraland, ad esempio, si chiama $MANA ed è stata emessa seguendo le regole di base tipiche dei gettoni virtuali: ha avuto una prima emissione limitata e può venire utilizzata come valuta corrente su diverse piattaforme di exchange.

  • 7. Cos'è Sandbox e come funziona

    Sandbox

    Al giorno d’oggi il termine “Sandbox” può fare riferimento a concetti e realtà piuttosto distinti. In informatica una sandbox (scatola di sabbia) è un ambiente virtuale controllato: uno spazio che si usa per testare applicazioni varie. 

    The Sandbox però è anche il nome di un metaverso che sfrutta la blockchain per produrre e vendere beni e servizi di diversa natura. Inoltre The Sandbox ha anche una sua crypto proprietaria di nome $SAND: non a caso sta catturando l’interesse sia degli appassionati di tecnologia che dei trader online. 

    Il primo modo per investire in The Sandbox consiste nell’acquistare i suoi elementi di terreno: si chiamano LAND, ESTATE e DISTRICT e sono tutti certificati su blockchain

    Un utente che acquista spazio virtuale su The Sandbox può poi utilizzarlo per costruire negozi o strutture. In alternativa può affittarlo ad altri utenti, così come può chiedere un pagamento a coloro che decideranno di visitarlo. 

    Su The Sandbox è anche possibile creare beni e giochi. I primi sono noti col nome di ASSET: si va dagli abiti agli oggetti, dai tool alle strutture. Tutti gli ASSET di The Sandbox possono venire rivenduti all’interno del metaverso.

    In informatica una sandbox è un ambiente virtuale. The Sandbox però è anche il nome di un metaverso con una sua crypto 

    Lo stesso discorso vale per le esperienze di gioco, che su The Sandbox si chiamano GAME. Tutti i giochi creati su questo metaverso possono infatti venire venduti in forma di non fungible token. Per restare in tema giochi, va infine sottolineato che la parola “Sandbox” fa riferimento anche a una serie di videogame di grande successo: nello specifico Universe Sandbox e Universe Sandbox2.

    Entrambi i giochi omaggiano in qualche modo il concetto di sandbox informatica espresso in precedenza. Si tratta di esperienze all’insegna di una sperimentazione quasi senza limiti. Universe Sandbox e Universe Sandbox 2 possono essere considerati dei videogiochi educativi. Gli utenti eseguono delle simulazioni spaziali e si divertono a osservare le conseguenze.

    Le ripercussioni degli esperimenti di Universe Sandbox e Universe Sandbox 2 possono influenzare il moto della luna, quello dei pianeti e quello delle comete. Possono coinvolgere buchi neri, sistemi solari e persino galassie.

    Per approfondimento: Sandbox, cos'è e come funziona

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb