In Breve (TL;DR)
- Gli SSD sono veloci ma possono rompersi senza preavviso, per questo è fondamentale monitorarne lo stato con strumenti dedicati e fare backup regolari dei dati.
- Software come CrystalDiskInfo o tool dei produttori aiutano a controllare salute e usura del disco, mentre segnali come crash e rallentamenti indicano guasti imminenti.
Gli SSD hanno ormai preso il posto dei vecchi HDD, diventando uno dei componenti più comuni nell’attuale panorama tecnologico.
Nonostante il cambio di tecnologia, però, una delle priorità dei consumatori rimane la manutenzione preventiva, l’unico sistema affidabile per non perdere i propri dati personali e, naturalmente, per non ritrovarsi con un PC inutilizzabile a causa di un SSD rotto.
Importante ricordare, inoltre, che a differenza dei vecchi dischi meccanici che molto spesso annunciavano una rottura imminente con “spaventosi” rumori metallici (e facilmente riconoscibili), un SSD può rompersi senza alcun preavviso.
Per questo è così importante il discorso sulla manutenzione che, davvero, può essere l’unico modo per spingere gli utenti a effettuare un backup dati in extremis e, naturalmente, provvedere alla sostituzione di un vecchio componente.
Come testare il proprio SSD
Vista l’importanza degli SSD, sul mercato non mancano numerose soluzioni per testare il componente e ottenere informazioni chiare e puntuali sul suo stato di salute.
Uno dei programmi più conosciuti è CrystalDiskInfo, uno strumento che è in grado di analizzare rapidamente il disco e mostrare informazioni utili sul suo stato di salute. Il tutto passa, inoltre, tramite un’interfaccia semplice e molto intuitiva, perfetta anche per chi non è proprio esperto di tecnologia.

Il funzionamento di questo tool è davvero immediato e, in sintesi, si occupa di analizzare i dati scritti sul disco confrontandoli, poi, con i limiti dichiarati dal produttore. Questo gli consente di mostrare una percentuale stimata della vita residua del componente.
A questo si aggiungono anche altri dati interessanti come la temperatura dell’SSD, un altro parametro fondamentale perché il calore eccessivo è una delle principali cause di rottura delle moderne memorie.
Al fianco ci CrystalDiskInfo ci sono anche molti software altrettanto validi, come ad esempio quelli forniti direttamente dai produttori di memorie, tra cui Samsung Magician e Crucial Storage Executive.

Entrambe queste opzioni consentono all’utente di monitorare lo stato di salute del disco e, addirittura, di intervenire sul componente per migliorarne l'efficienza, in modo da garantire un funzionamento sempre impeccabile e, naturalmente, una manutenzione efficace nel tempo.

L’ultima alternativa che vale la pena considerare si rivolge essenzialmente agli utenti più esperti e a chi utilizza un PC con sistema operativo Linux. Si tratta del pacchetto Smartmontools, che permette di controllare nel dettaglio il disco agendo tramite riga di comando, elencando i vari errori rilevati e mostrando anche il livello di usura del componente.
Come capire se un SSD sta per rompersi
Naturalmente, i dati forniti dai software appena descritti sono fondamentali per capire lo stato di salute del proprio SSD ma ci sono anche tutta una serie di comportamenti anomali che possono essere un primo campanello dall’allarme per una rottura imminente.
Una delle situazioni più comuni, ad esempio, è un improvviso passaggio alla modalità di sola lettura con il componente che non permette di salvare nuovi dati per proteggere quelli esistenti. Questo di solito viene segnalato da un messaggio che avvisa che le celle hanno esaurito i loro cicli di scrittura.
Da non sottovalutare nemmeno crash frequenti del sistema o rallentamenti improvvisi durante l'apertura del contenuto dei disco. Idem per l’impossibilità di aprire file che, fino a pochi giorni prima, erano accessibili come sempre.
Come già detto, un SSD è un componente estremamente delicato e, visto che contiene al suo interno documenti e materiali che possono essere molto importanti, da un lato è sempre bene procedere una manutenzione periodica utilizzando i tool illustrati nel paragrafo precedente e, naturalmente, non sottovalutare mai comportamenti anomali.
Per non rischiare, comunque, è sempre consigliabile utilizzare sistema di backup su servizi cloud o supporti fisici esterni, in modo da mettere al sicuro i file importanti e in caso di rottura improvvisa non rischiare di perdere documenti di lavoro o i propri ricordi.
Per saperne di più: Il computer come è fatto e come funziona
Domande frequenti (FAQ)
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Come capire se un SSD sta per rompersi?Oltre ai dati forniti dai software di monitoraggio, segnali come passaggio alla sola lettura, crash frequenti del sistema, rallentamenti improvvisi o impossibilità di aprire file possono indicare una rottura imminente.
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Come testare lo stato di salute di un SSD?Esistono diversi programmi, come CrystalDiskInfo, che analizzano rapidamente il disco e forniscono informazioni dettagliate sul suo stato di salute, inclusa la percentuale stimata della vita residua del componente.
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Quali sono le precauzioni consigliate per evitare la perdita di dati su un SSD?È consigliabile utilizzare sistemi di backup su servizi cloud o supporti fisici esterni per mettere al sicuro i file importanti e non rischiare di perderli in caso di rottura improvvisa del disco.



