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Come archiviare i dati per sempre

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Dal backup all’archivio su hard disk. Dalle chiavette USB ai nastri LTO. Dagli SSD al cloud: tutto quello che c’è da sapere su salvataggio e mantenimento dei file

uomo al pc archivia file Shutterstock

Chiunque tenga alla sicurezza dei propri file è ormai abituato a gestire un archivio dati variegato: dal più classico dei backup all’utilizzo di hardware esterni. Fino ad arrivare all’abbonamento ai più recenti servizi di cloud pubblico o privato

Da un certo punto di vista la possibilità di archiviare un’informazione per sempre appare un sogno quasi irrealizzabile. Dall’altra però la digitalizzazione ha sicuramente permesso di migliorare sensibilmente il mantenimento di contenuti di vario genere. 

In questo momento storico esistono diverse opportunità a disposizione di un utente interessato alla creazione di un archivio sicuro e facile da consultare: dagli hard disk alle chiavette USB. Fino ad arrivare a soluzioni (ancora) meno battute, come gli SSD o i nastri LTO

La differenza tra archiviazione e backup

backup

Credits Shutterstock

Il primo concetto da chiarire quando si parla di come archiviare i dati per sempre è la distinzione tra l'archiviazione vera e propria e il backup. 

Un backup del computer solitamente contiene i dati ai quali si accede spesso, che si modificano regolarmente: ad esempio i file ai quali si sta lavorando. 

Avere un backup e aggiornarlo con costanza è fondamentale per non subire le conseguenze di una perdita di dati, ma è diverso dal fare un archivio dei file

L'archiviazione, infatti, ha a che fare con i file ai quali raramente si accede, come gli album fotografici. O in alternativa i file che devono essere modificati spesso, come le fatture. 

In entrambi i casi si tratta di dati sensibili per l’utente. Non a caso spesso vengono posizionati anche all’interno dei cloud storage, in modo da avere una copia pronta all’uso anche in caso di problemi imprevisti. 

Come archiviare i file su hard disk esterno

coppia di hard disk esterni

Credits Shutterstock

L'archiviazione dei dati su hard disk esterno è un classico, nonché una delle soluzioni più diffuse e apprezzate. Di solito si usano gli hard disk da 3,5 pollici, che costano di meno e sono più veloci rispetto a quelli più piccoli per i laptop. 

Il problema di questo supporto sta nei limiti tipici dell'hard disk magnetico: è fragile, poiché è pieno di parti in movimento che potrebbero rompersi. Un hard disk esterno che cade da una scrivania molto probabilmente si danneggerà. 

I criteri per la scelta del miglior hark disk esterno tirano in ballo diversi fattori: la durata del supporto, i costi per GB, la facilità e la comodità dell'archiviazione.

L’hard disk esterno viene scelto in base a criteri quali costo per GB, facilità d’uso, peso e dimensioni

Nessun supporto è realmente eterno, ma per l'archiviazione è bene concentrarsi su quelli più duraturi. La durata di un supporto di buona qualità può arrivare anche a più di 15 anni. Specie nel caso in cui il dispositivo di archiviazione venga usato poco. 

Se l’utente ha diversi TB di dati da mettere in archivio, è bene tenere a mente anche il prezzo al GB. Infine, i supporti di archiviazione vanno riposti comodamente da qualche parte, quindi anche peso e dimensioni contano.

Come archiviare i file su chiavette USB e dischi SSD

inserimento penna USB in laptop

Credits Shutterstock

Chiavette USB e dischi SSD sono più o meno la stessa cosa: chip di memoria non volatile che possono ospitare i nostri dati. Dal punto di vista tecnico spesso si parla di sistemi di archiviazione flash storage: una tecnologia di archivio che utilizza la memoria flash per scrivere e archiviare informazioni di vario tipo.

I principali dispositivi flash storage sono mediamente più piccoli e leggeri degli hard disk interni o esterni. Inoltre non hanno alcuna parte in movimento che si potrebbe rompere. 

Fino a qualche tempo fa il limite delle chiavette USB era la loro effettiva memoria di archiviazione. Oggi però siamo arrivati a dispositivi flash capaci di ospitare anche un TB di dati

Chiavette USB e unità di memoria a stato solido SSD sono dispositivi basati sulla memoria flash

In alternativa è possibile optare per un’unità di memoria a stato solido, anche nota con l’acronimo SSD: un dispositivo basato sulla memoria flash, che garantisce una velocità di trasmissione dati che non teme confronti nemmeno con il cloud. Motivo per cui spesso vengono scelti per backup di grandi dimensioni.

Gli SSD hanno una storia commerciale ancora piuttosto recente, quindi non si può ancora rispondere alla domanda: quanto tempo dura una unità a stato solido. Ma se le chiavette USB hanno dimostrato di proteggere i dati per oltre 10 anni, è plausibile che gli SSD lo facciano anche per più tempo. 

Il “problema” degli SSD è il loro prezzo, ad oggi decisamente più elevato rispetto a quello di chiavette USB o hard disk tradizionali. Si va dai 50 euro per 1 TB dei modelli ormai più vecchi e lenti, agli oltre 300 euro per acquistare un prodotto di ultima generazione.

Come archiviare i file su dischi Blu-Ray e nastro LTO

dischi blu ray

Credits Shutterstock

dischi Blu-Ray sono l’evoluzione dei dischi DVD e dei CD-ROM. Offrono 25 GB di spazio ognuno e vengono generalmente venduti in pacchi da 10, 25, 50 o 100 unità. I prezzi variano in base alla qualità del singolo prodotto. 

A questo prezzo va aggiunto quello, una tantum, del masterizzatore: l’hardware che permetterà di creare un archivio dati su disco.

In teoria i dati archiviati su Blu-Ray possono durare fino a 200 anni. Il problema più grande di questa soluzione è la scomodità della masterizzazione. Al contrario lo stoccaggio è molto agevole, per via delle dimensioni contenute e del peso irrisorio. 

L’acronimo LTO sta per Linear Tape-Open. I nastri LTO sono capaci di ospitare l’archivio di centinaia di Tb di dati. Sono inoltre caratterizzati da un costo medio per Tb altamente concorrenziale

L’utente deve però affrontare una spesa iniziale considerevole: un pacchetto da 20 nastri LTO può arrivare a costare anche 1.500 euro. A ciò si aggiunge la necessità di un’unità a nastro, che permetterà effettivamente di comprimere e decomprimere i file

Consigli per mantenere a lungo i file archiviati

ragazzo con laptop su scrivania

Credits Shutterstock

Il classico consiglio "Conservare in luogo fresco e asciutto" vale per tutti i sistemi di archiviazione dati descritti nei capoversi precedenti. 

Inoltre è sempre bene dedicare del tempo alla manutenzione di file e dispositivi. Gli hard disk ad esempio andrebbero accesi almeno una volta l'anno: per controllare che tutto funzioni e per non far bloccare le parti mobili. In questa occasione è utile fare anche un controllo dell'integrità dei dati. 

Lo stesso discorso vale per le chiavette USB, per le unità SSD e per i nastri LTO. I dischi Blu-Ray, invece, vanno tenuti puliti. La polvere infatti rischia di graffiarli e di compromettere i dati contenuti al loro interno. 

Una manutenzione corretta e costante garantisce una maggiore durata di file e dispositivi di archiviazione

C’è però un’ultima domanda a cui oggi non è facile rispondere: quella relativa al futuro delle interfacce. Tra 20 o 30 anni gli standard in uso saranno ancora attuali?

Al di là dell’impossibilità di prevedere il domani, resta il fatto che gli hardware si evolvono in continuazione. Dunque è lecito pensare che anche gli utenti più attenti, dovranno via via spostare il loro backup o il loro archivio dati su dispositivi compatibili con le tecnologie future.

Per saperne di più: Il computer: come è fatto, come funziona, come migliorarlo

A cura di Cultur-e
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