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AI e salute mentale, può esistere un chatbot psicologo?

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L’AI ha offerto una soluzione a molti problemi e semplificato tante attività, ma un chatbot psicologo può essere una risposta ai problemi di salute mentale?

intelligenza artificiale e benessere psicologico Shutterstock

L’intelligenza artificiale è rapidamente entrata a far parte della vita delle persone, supportandole nello svolgimento delle loro attività lavorative e quotidiane. Viene impiegata in molti settori, compreso quello della salute e della salute mentale. Negli ultimi tempi si sono diffusi i chatbot per il sostegno psicologico e sempre più persone hanno provato ad utilizzare degli strumenti AI per ricevere risposte, comprensione e ascolto. L’utilità di un chatbot psicologo, se impiegato con consapevolezza è innegabile. 

Molti i vantaggi a cui si può andare incontro attraverso questa evoluzione della terapia online, che vede nei chatbot psicologi delle preziose risorse, ma non bisogna sottovalutare i limiti e i rischi. Per poterli evitare è bene conoscere il ruolo ricoperto dai chatbot quando si parla di problemi di salute mentale, come funzionano nella consulenza psicologica e quali sono le sfide per il futuro.

L'evoluzione della terapia online e il ruolo dei chatbot

benessere psicologico con l'ai

Shutterstock

La diffusione del digitale e la facilità di accesso ad internet hanno cambiato la vita di molte persone in tutto il mondo, anche quando si parla di salute mentale. Sono senz’altro aumentati gli stimoli e potenziali pericoli, ma anche le risorse a cui un utente può accedere. Tra queste vi è la terapia online, che permette di ricevere un supporto emotivo e psicologico a distanza, in qualsiasi momento se ne avverta il bisogno e ovunque ci si trovi.

È sufficiente avere a disposizione un dispositivo con una connessione ad Internet. Tante sono le piattaforme e gli strumenti utilizzabili, che rendono possibili le videochiamate e lo scambio di messaggi in maniera sicura. In alcuni casi è possibile monitorare il benessere psicologico, grazie a funzionalità interattive.

La terapia online connette terapeuti e pazienti e permette la riproduzione del colloquio che avviene negli incontri di persona anche attraverso lo schermo di un computer o di un dispositivo. Ciò consente di superare dei limiti che potrebbero impedire l’accesso ai servizi tradizionali, come la distanza geografica, la poca disposizione di tempo da dedicare alla psicoterapia, la necessità di una maggiore discrezione. 

Ma non finisce qui, la terapia online è estremamente flessibile, comoda ed è la scelta ideale per tutti coloro che, in un primo momento, si sentono a disagio nell’affrontare degli incontri fisici, ma hanno la necessità e il desiderio di accedere ai servizi per la salute mentale.

L’interazione tre terapeuta e paziente nella terapia online risulta essere efficace tanto quanto quella che avviene negli incontri fisici e il rapporto che si instaura è, in molti casi, solido e proficuo

La terapia online è stata scelta da sempre più persone, soprattutto durante la pandemia da Covid-19. Negli ultimi tempi ha subito un’ulteriore evoluzione, grazie all’avvento e all’introduzione dell’intelligenza artificiale in questo campo. 

I chatbot per il sostegno psicologico si stanno diffondendo e offrono supporto emotivo in maniera rapida, semplice ed economica. Sono vantaggiosi, ma da utilizzare con la consapevolezza che la salute mentale ha bisogno di particolari attenzioni e di capacità analitica che solo un professionista è in grado di offrire.

Come funzionano i chatbot nella consulenza psicologica

 

intelligenza artificiale e psicologia

Shutterstock

Ci sono diversi modi in cui l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per il supporto psicologico e diversi sono i tool che si possono trovare online.

Alcuni offrono un supporto empatico alle persone a chi, in momenti di particolare stress o difficoltà, non riesce a gestire le proprie emozioni, attraverso conversazioni testuali. È il caso, ad esempio di Woebot Health, sviluppato dalla Stanford University e che può essere impiegato per migliorare il benessere mentale.

Quando si parla di intelligenza artificiale non si può non citare ChatGPT, lo strumento realizzato e lanciato sul mercato da OpenAI, versatile e applicato in molteplici campi. Questo chatbot è in grado di ascoltare e comprendere le richieste degli individui, cogliendo i dettagli, il contesto e gli aspetti emotivi, a tal punto che un utente su Reddit ha affermato di trovarlo “migliore del mio psicoterapeuta”.

Su Reddit un utente ha affermato di trovare il supporto offerto da ChatGPT migliore di quello ricevuto dal suo psicoterapeuta. Nonostante questa affermazione, ChatGPT non può sostituire un professionista

Nonostante le sue potenzialità, ChatGPT non è nato per fornire supporto psicologico e non è adeguato a questo scopo per sua stessa ammissione. Può essere utilizzato come uno strumento di integrazione e di auto aiuto per la crescita personale, ma le sue risposte non possono sostituire la psicoterapia e un percorso intrapreso con un professionista.

I chatbot per il benessere psicologico e il supporto emotivo, in sintesi, possono avere dei risvolti positivi sull’umore, fornire una guida per affrontare le piccole sfide quotidiane, ma non possono in alcun modo sostituire l’assistenza professionale. Si tratta di strumenti puramente integrativi.

Vantaggi e sfide nell'utilizzo dei chatbot come psicologi virtuali

 

chatbot

Shutterstock

Una volta compresi come funzionano i chatbot come strumento integrativo alla consulenza psicologica, se ne possono apprezzare i vantaggi e affrontare i limiti e le sfide.

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Tra i vantaggi rientra, innanzitutto, l’accessibilità. Sono alla portata di tutti, semplici da utilizzare anche per chi non ha dimestichezza con gli strumenti digitali e in grado di comprendere il linguaggio umano e le sue sfumature. 

Sono economici, talvolta gratuiti, e possono essere impiegati per migliorare degli stati emotivi passeggeri e risollevare l’umore, pur non sostituendosi ad uno psicoterapeuta. Possono essere utili per un primo approccio al supporto professionale e a superare alcune difficoltà, come il bisogno di riservatezza e discrezione.

Le sfide da affrontare sono diverse. Si parte dalla capacità dei professionisti di trovare il modo di integrare questi strumenti nei percorsi dei pazienti e alla necessità di una legislazione più precisa che regoli l’utilizzo dei chatbot nel campo della salute mentale e della protezione della privacy dei pazienti.

Una delle maggiori difficoltà è la capacità di individuare i chatbot realmente efficaci e validi e distinguerli da quelli non adatti e che potrebbero persino peggiorare lo stato emotivo dell’individuo.

Per saperne di più: Intelligenza Artificiale: cos'è e cosa può fare per noi

A cura di Cultur-e
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