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I Chromebook festeggiano 10 anni: la storia

Sono passati 10 anni da quando Google lanciò il suo primo Chromebook: ripercorriamo le tappe del sistema operativo ChromeOS e di come ha guadagnato una sua fetta di mercato
I Chromebook festeggiano 10 anni: la storia FASTWEB S.p.A.

Quando è stato annunciato nel 2011 il primo modello, l’interesse generato non fu quello maggiormente atteso. Eppure, a dieci anni di distanza, i Chromebook sono riusciti a ritagliarsi una fetta consistente del mercato dei computer, grazie alle potenzialità unite a un prezzo avvicinabile da una buona parte delle tasche.

Chromebook, tra passato e presente

chromebookDotati del sistema operativo ChromeOS, al debutto i Chromebook furono considerati dai più al pari di un browser dentro una scatola, niente di più evoluto. Non sorprende, dunque, che la diffidenza iniziale abbia contribuito a offuscare la fama potenziale di questi portatili. Anticipando i tempi, i device furono presentati durante l’evento Google I/O dell’11 maggio 2011 con proposte realizzate da Samsung e Acer a prezzi tra i 350 e i 500 dollari, diversificati in base alla connettività a disposizione dell’utente, dal wi-fi all’allora standard della comunicazione mobile 3G.

Se dieci anni fa era difficile pensare di racchiudere tutto all'interno di un pacchetto simile come unico supporto, con lo spostamento delle principali attività in rete o su cloud, i Chromebook sono diventati un'ottima alternativa ai "classici" laptop. 

Tra web browsing online, shopping, email, social network e servizi di messaggistica istantanea, ecco che il “browser nella scatola” diventa un ottimo partner per le routine quotidiane. E poi, con uno store del livello di Google Play da cui attingere, i dispositivi hanno assunto un ruolo progressivamente più importante, offrendo i tool adatti per la maggioranza delle operazioni che verrebbero normalmente svolte su un laptop, con Windows o iOS.

Cr-48, il primo Chromebook

chromebookÈ stato il prototipo di quello che poi sarebbe diventato il Chromebook capostipite, quando ancora in pochi avrebbero scommesso su tale progetto all’avanguardia. Si tratta di Cr-48, compreso in prima battuta in un programma pilota dedicato agli esperti del settore per testare le funzionalità e cercare di convincere i più scettici sulla validità dell'idea. Con uno schermo da 12,1 pollici, risoluzione a 1280x1280 pixel, processore Intel Atom N455 e capacità di connettersi al 3G, l'esemplare originale non aveva la stabilità tra i suoi punti di forza.

Proprio questa, nel tempo, è diventata invece una delle caratteristiche tipiche dei prodotti con ChromeOS, ovvero l’affidabilità senza se e senza ma.

C’è da sottolineare, però, che i primi utilizzatori del Cr-48, parimenti all’Acer C7 (numero uno della storia della casa produttrice a soli 199 dollari) hanno avuto a che fare anche con sorti altalenanti, passati dall’entusiasmante fase della scoperta a quella più dura della presa di coscienza dell’impossibilità di effettuare alcune operazioni ritenute tra quelle base dagli utenti. Infatti, facendo completamente affidamento sull’account di Big G, ogni operazione al di fuori delle più canoniche per un browser potevano rischiare di intralciare il corretto funzionamento.

Se la navigazione online si è sempre presentata tra i le doti migliori di questi dispositivi, attività semplici rischiavano di diventare bloccanti: bastava provare ad aprire un file zip per rimanere a terra, visto che il formato non veniva riconosciuto dall'OS. Utilizzare Cr-48 o C7 - e le loro prime evoluzioni - come computer primari poteva rappresentare un azzardo prima e una serie di grattacapi poi che non molti erano disposti a sopportare. A ciò, poi, si aggiungevano batterie poco performanti che facevano tremare chi sfruttava in movimento tali device facendoli ripiegare di conseguenza su altre soluzioni.

Chromebook, con Samsung la svolta

chromebookA dare una risposta netta ai dubbi finora rimasti insoluti, arriva nel 2017 la proposta coreana in grado di fornire, a un prezzo accessibile, uno strumento pari alle alternative con OS Windows o macOS. È Samsung Chromebook Pro, venduto a 550 dollari che inizia a mettere d’accordo chi fino ad allora avevano storto il naso davanti al modello con ChromeOS.

Cosa può vantare Chromebook rispetto a quanto presente sul mercato?

Di certo, un design elegante e robusto, con molte parti in metallo, batteria dalla durata migliorata, alte prestazioni con lag ridotto al minimo, touchscreen di alta qualità, uno stilo integrato e uno stile che fonde le connotazioni del laptop con la praticità di utilizzo e la comodità di trasporto di un tablet. Con un display a 3:2 e la possibilità - il primo - di accedere finalmente al Play Store e far girare potenzialmente qualsiasi applicazione realizzata per Android sul suo sistema operativo, questo device è stato capace di far tacere le voci più negative fornendo un prodotto completo e valido. Nonostante si trattasse di versioni per mobile, le applicazioni in questione hanno reso Chromebook ciò che conosciamo oggi.

Chromebook, un supporto per tutti?

chromebookCon l’arrivo della pandemia, e la necessità di dover sfruttare il computer per le più banali attività (dalla spesa alla didattica a distanza, il lavoro da remoto e la voglia di tenersi in contatto con i propri amici e parenti), Chromebook è riuscito a tenere salda la sua posizione grazie agli strumenti offerti (la suite completa di Mountain View, su tutte) e all'integrazione di app valide in maniera totalmente gratuita.

Il tutto, ovviamente, a un costo di base decisamente più contenuto a confronto con quanto sugli scaffali fisici e virtuali dei negozi, semplice da utilizzare e adatto pure a coloro che sono meno pratici di tecnologia. È così che molti hanno scoperto che, in fondo, lo scopo di un computer si restringe inevitabilmente - tranne che per particolari esigenze - su ciò che è possibile fare con un Chromebook, senza bisogno di alternative prezzolate e di ben più ardua gestione.

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