Studio casalingo

Fare musica in casa, cosa serve

Oggi, per registrare tracce musicali, non è necessario recarsi presso uno studio di registrazione. Può essere sufficiente un computer, un software e un'interfaccia audio
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Gira voce che nel 2010 l'album The Fall del gruppo (virtuale) britannico elettropop Gorillaz sia stato registrato interamente dal fondatore Damon Albarn con il suo iPad, mentre era in tournée. In realtà il disco fu poi mixato con attrezzature professionali dall'ingegnere del suono britannico Stephen Sedgwick, ma la notizia incompleta ha fatto il giro del mondo ed è sembrata credibile a molti.

Perché, già nel 2010, era possibile almeno registrare la musica con attrezzature "consumer", anche mobile, ottenendo una qualità più che buona e con ben poche limitazioni per l'artista. Oggi siamo arrivati al punto che la canzone che ha vinto i Grammy 2020, Bad Guy di Billie Eilish, è stata registrata nella stanza da letto della cantante. L'unica attrezzatura professionale usata da Billie Eilish e dal fratello Finneas è stata una interfaccia audio Universal Audio Apollo 8, che costa circa duemila euro, mentre tutto il resto era attrezzatura hobbistica.

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Oggi, infatti, è possibile comporre musica con qualità semiprofessionale direttamente a casa e con attrezzature che non costano un patrimonio. La digitalizzazione delle onde sonore ha creato l'Home Recording, cioè lo studio musicale domestico fatto di un computer (neanche tanto potente), l'hardware per catturare ed elaborare la musica proveniente dagli strumenti e dei software specifici per musicisti che possono essere usati anche con i computer di cui sopra. Questo non vuol dire che gli studi di registrazione sono morti, ma solo che se un artista vuole iniziare a produrre la sua musica a casa può farlo. Ecco con quali strumenti.

Fare musica in casa: l'hardware necessario

Per fare musica con il computer di casa è necessario, ovviamente, un computer. Meglio se portatile, in modo da poter portare anche la musica in giro e continuare ad elaborare i file anche lontani dalla casa/studio. Non serve una potenza esagerata, perché i file audio non sono pesanti quanto quelli video. Un notebook di medio livello è più che sufficiente, l'importante è che abbia molta RAM e un disco SSD, in modo da non avere tempi morti dovuti alla lentezza di registrazione (che potrebbero creare anche dei "buchi" in fase di registrazione).

La scheda audio (o, come la si chiama oggi, "Audio Interface") è forse il componente chiave per fare musica a casa. Ce ne sono di tutti i tipi e di tutti i prezzi ed è impossibile dire quale sia migliore, perché dipende dal tipo di musica che vogliamo registrare. In linea di massima una buona audio interface deve avere una connessione USB veloce e deve poter campionare i file audio a 24 bit e 96 kHz di frequenza (meglio ancora 192 kHz). Il numero di ingressi e di uscite dipende dal numero di strumenti che vanno registrati contemporaneamente.

Registrare musica in casa: la configurazione

L'alimentazione Phantom +48V è fondamentale per connettere molti strumenti e microfoni. Poi ci sono i convertitori A/D-D/A, cioè da analogico a digitale e viceversa. Sono i chip che convertono in segnale digitale il segnale analogico che proviene, ad esempio, da una chitarra elettrica. La qualità di questi convertitori è molto importante, ma si paga parecchio. Poi la maggior parte delle interfacce audio per home recording ha uno o più chip dedicati all'elaborazione hardware degli effetti: anche in questo caso, la qualità (e la quantità) degli effetti si paga, ma dipende tutto dal tipo di musica che vogliamo fare. Scontata, infine, la presenza di almeno una porta MIDI per connettere tastiere e sintetizzatori.

Sul mercato si trovano ottime schede audio esterne dal prezzo basso, come la Focusrite Scarlett 2i4, che con circa 170 euro offre due ingressi e quattro uscite, campionamento a 96 kHz, ottimi preamplificatori e l'alimentazione Phantom. Il tutto in meno di un chilo di peso. Ancora meno, circa 130 euro, costa la M-Audio M-Track Plus con due ingressi e due uscite, alimentazione Phantom, registrazione a 24 bit e 96 kHz. Si sale di fascia e di prezzo con la RME Babyface Pro FS (circa 750 euro), ma la registrazione sale a 24 bit e 192 kHz e ci sono un totale di 12 tra ingressi e uscite (con quattro ingressi analogici). La Universal Audio Apollo 8 Thunderbolt da 2.000 euro usata da Billie Eilish, se vogliamo un riferimento, è una interfaccia audio professionale con 18 ingressi e 24 uscite, quattro preamplificatori per i microfoni, convertitori A/D-D/A di alto livello ed è possibile collegarne sei in cascata.

Interfaccia audio

Fare musica in casa: il software necessario

Per registrare ed elaborare musica su computer a casa, oltre all'hardware, serve un software DAW: Digital Audio Workstation. Si tratta di applicazioni per gestire la registrazione multitraccia, che spesso integrano un sequencer MIDI, una Drum Machine per le percussioni e permettono di applicare migliaia di effetti al suono registrato. Gli utenti Apple, da questo punto di vista, sono più fortunati di quelli PC perché hanno una opzione gratuita da non sottovalutare: GarageBand, app per macOS e iOS sviluppata direttamente da Apple e offerta gratis agli utenti della mela morsicata.

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Sempre per gli utenti Apple, ma che hanno necessità più avanzate, c'è Logic Pro X (229,99 euro). Questo software DAW è uno di quelli utilizzati da Billie Eilish per registrare l'album When We All Fall Asleep e il singolo Bad Guy. Chi non ha un Mac può invece usare ottime DAW alternative, come FL Studio (da 89 a 828 euro, in base alla versione), Bitwig Studio (da 99 a 379 euro), Cubase (da 99,99 a 581,99 euro).

Fare musica in casa: cuffie e microfono

Infine, per fare musica con il computer di casa sono necessari uno o più microfoni e degli altoparlanti o delle cuffie. Il punto di partenza per la maggior parte degli aspiranti artisti musicali digitali è l'accoppiata microfono USB e cuffie. Anche in questo caso la scelta è enorme.

Microfono e cuffie

Per i microfoni bisogna fare attenzione: di solito quelli buoni per registrare la voce non danno il massimo con gli strumenti, e viceversa. I parametri da prendere in considerazione, se il microfono è USB e quindi digitale, sono ancora una volta i dati di campionamento (24 bit e 96 kHz, non di meno) e la qualità del convertitore analogico/digitale. Se il microfono ha l'uscita analogica, invece, la conversione la farà l'interfaccia audio di cui sopra. Sempre per quanto riguarda i microfoni, infine, bisogna scegliere con cura tra microfoni a condensatore o dinamici. I primi sono dotati di alimentazione e sono molto più sensibili, ma se amiamo gridarci dentro probabilmente avremo un suono distorto. I secondi non hanno questo problema, ma richiedono una potenza sonora che li colpisce ben maggiore.

Per quanto riguarda le cuffie, decisamente consigliate rispetto agli amplificatori se facciamo musica in condominio, per fare home recording di buon livello possiamo scartare sin da subito quelle in-ear e concentrarci sulle classiche a padiglione. Anche in questo caso possono essere con connessione digitale (al computer) o analogica (alla scheda audio). I parametri da prendere in considerazione sono il diametro dei driver (cioè gli altoparlanti interni) e il bilanciamento perfetto tra bassi, medi e alti. Una cuffia sbilanciata, infatti, ci porterebbe a produrre musica sbilanciata che, una volta riprodotta su altre casse o cuffie, suonerebbe malissimo. 

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