La carta d’identità elettronica (CIE) è un documento di riconoscimento strettamente personale sempre più diffuso in Italia. Sta progressivamente sostituendo la tradizionale carta d’identità in formato cartaceo, fino a questo momento posseduta da tutti i cittadini italiani o residenti sul territorio nazionale.

Quello della carta d’identità elettronica è un progetto che risale alla fine degli anni ’90, che ha l’obiettivo di aumentare gli standard di sicurezza e di anticlonazione, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie, e di adattarsi agli elevati standard internazionali.

Viene prevista dalle leggi Bassanini nel 1997, ma la sua applicazione avviene solo qualche anno dopo e per tappe. Nel 2001 inizia la fase sperimentale del progetto e la carta d’identità elettronica comincia ad essere utilizzata solo in alcuni comuni del territorio italiano. 

Le prime CIE diffuse servono principalmente per comprendere la fattibilità del progetto e per eliminare eventuali problemi tecnici, di hardware, di emissione e per individuare il processo di rilascio più facile da applicare dagli enti autorizzati e più accessibile ai cittadini.

Nel 2004 si assiste ad una seconda evoluzione del modello di carta d’identità elettronica, che questa volta viene diffusa su scala nazionale come progetto pilota. La sperimentazione va a buon fine e, dal 1° gennaio 2006, il documento inizia ad essere utilizzato come sostituto di quello cartaceo in sempre più comuni d’Italia.

Introdurre la CIE, nei fatti, non fu però semplice e diversi problemi sono sorti nel corso degli anni: l’inadeguatezza dei materiali scelti nel progetto pilota, che rendevano il prodotto facilmente deteriorabile, l’organizzazione degli enti territoriali autorizzati al rilascio e il funzionamento delle stampanti. 

Comprendere quali materiali e quali erano le tecnologie giuste da utilizzare, dotare tutti i comuni delle attrezzature idonee per il rilascio e per la lettura dei documenti, ha richiesto interventi mirati e, soprattutto, tempo. 

I problemi organizzativi sono stati però risolti e, nel 2015, si è arrivati alla decisione di affidare la produzione della CIE ad un unico ente. Dal momento che la carta d’identità elettronica è considerata un documento di riconoscimento obbligatorio si è deciso di optare per una personalizzazione centrata del supporto, prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. È poi quest’ultimo ente che è responsabile anche della spedizione del prodotto.

L’emissione della CIE è riservata al Ministero dell’Interno, titolare del progetto, in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha il compito di vigilare sull’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che si occupa del rilascio della carta d’identità elettronica ai cittadini residenti all’estero iscritti all’AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all'estero), i comuni italiani, che sono responsabili dei procedimenti amministrativi per il rilascio.

In collaborazione con il Ministero dell’Interno opera anche il Centro Nazionale Trapianti, che gestisce tutto ciò che riguarda i dati relativi alle dichiarazioni di volontà dei cittadini per quanto concerne la donazione degli organi in fase di rilascio della carta.

Con il Decreto Legge numero 78 del 2015 in materia di "Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali", coordinato con la legge di conversione 6 agosto 2015, n. 125, la Carta d’Identità Elettronica viene definitivamente e ufficialmente definita documento di riconoscimento sostitutivo della tradizionale versione cartacea

Nel 2016 prende pienamente avvio la fase di transizione e, entro i due anni successivi, tutti i comuni d’Italia vengono autorizzati all’emissione. A partire dal 2019, la CIE viene rilasciata anche ai cittadini italiani residenti all’estero.

  • 0. Carta d’identità elettronica: che cos’è

    Carta di identità tradizionale ed elettronica

    La carta d’identità elettronica si presenta alla vista con il formato di una classica carta di credito. Le sue dimensioni sono 85,60 millimetri di larghezza per 53,98 millimetri di altezza ed è realizzata in policarbonato. Sopra vi sono stampati la foto del titolare e suoi principali dati, che ne permettono un utilizzo di base anche quando non è presente uno strumento per la sua lettura.

    La carta d’identità elettronica è realizzata con materiali, tecniche ed elementi che la rendono estremamente sicura ed evitano i tentativi di contraffazione e clonazione

    Per stampare la CIE vengono utilizzati inchiostri speciali, elementi (come gli ologrammi e gli sfondi di sicurezza) e tecniche (quella del laser engraving) necessari per evitare ogni possibilità di contraffazione e di lettura impropria. Possiede, inoltre, un microchip contactless. Al suo interno, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, provvede ad inserire alcune informazioni importanti.

    Nel microchip sono presenti tutti i dati personali del cittadino, come nome e cognome, data e luogo di nascita, sesso, statura, indirizzo di residenza, il comune emettitore e la validità per l’espatrio. Vi sono poi i dati biometrici del titolare della CIE, come le foto e due impronte digitali (quella di un dito della mano destra e di un dito della mano sinistra).

    Alle impronte digitali, che vengono rilevate ad ogni cittadino che ha superato i 12 anni d’età, hanno accesso solo le autorità di controllo, previe specifiche autorizzazioni. Si tratta, probabilmente, del dato più importante per il riconoscimento e per accertare l’identità del titolare ed escludere un tentativo di contraffazione. Presenti sulla CIE anche le informazioni per consentire l’autenticazione ai servizi online della Pubblica Amministrazione.

    Per poter leggere tutti i dati presenti all’interno del microchip della carta d’identità elettronica serve una strumentazione adatta. È necessario un computer con un lettore di smart card contactless collegato. In alternativa, serve uno smartphone dotato di interfaccia NFC (Near Field Communication). 

    La carta di identità elettronica ha delle stampe su entrambi i lati. Sulla parte frontale si trova il simbolo ICAO, che indica la presenza di un microchip conforme alle raccomandazioni internazionali ICAO 9303, i dati anagrafici del titolare, il numero di serie della carta, la data di scadenza, l’indicazione di validità per l’espatrio e il Card Number Access.

    Sul retro della carta si trova il codice fiscale sia in formato alfanumerico che in formato barcode e il codice di lettura ottica che permette di leggere e decodificare con strumenti tecnologici le informazioni contenute all’interno della CIE. Se appartiene a minorenni vi sono anche i nomi dei genitori o del tutore legale, se a cittadini residenti all’estero, il Comune di iscrizione all’AIRE.

    Per rendere l’utilizzo della carta sicuro, insieme alla CIE il cittadino riceve anche due codici. Il PIN (Personal Identification Number) è l’elemento chiave per accedere ai servizi online digitali della Pubblica Amministrazione. Il PUK (Personal Unblocking Number), serve per sbloccare il PIN qualora si incappasse in tre errori di immissione consecutivi o nel caso di smarrimento. Sono entrambi composti da otto cifre, quattro delle quali consegnate nel momento della richiesta della carta e quattro in un secondo momento.

    Si tratta di codici fondamentali per l’utilizzo della carta d’identità elettronica e, pertanto, vanno conservati con estrema cura. In caso di smarrimento del codice PIN o del codice PUK o di entrambi, è possibile ottenerli di nuovo facendo una specifica richiesta al comune o all’ente che ha emesso la CIE. 

  • 1. Come ottenere la Carta d’Identità Elettronica

    Impronta digitale

    Negli ultimi anni si è andati verso la completa eliminazione della carta d’identità cartacea, che rimane in possesso solo di una minoranza di cittadini italiani e che ben presto sarà completamente sostituita dalla carta d’identità elettronica.

    La carta d’identità elettronica può essere richiesta da tutti i cittadini, maggiorenni e minorenni, residenti in Italia e ai cittadini italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE

    Per ottenere la CIE e poter accedere più facilmente ai servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione è necessario farne richiesta presso il proprio Comune di residenza o di dimora o un ufficio consolare a partire da 180 giorni prima la scadenza del proprio documento, in seguito a smarrimento o furto o, per accelerare il processo di sostituzione, anticipatamente.

  • 2. CIE: cosa serve per richiederla

    una persona richiede la CIE al pc

    Al Comune o all’ente che emette la CIE occorrerà fornire una fototessera in formato cartaceo o digitale (in jpeg) delle dimensioni previste per il passaporto (altezza minima di 45 mm e larghezza di 35 mm).

    L’appuntamento per la richiesta della carta può essere preso anche online sul sito dedicato alle prenotazioni nei comuni che hanno attivato questa modalità. In questo caso, la foto può essere inserita direttamente nel portale.

    In caso di primo rilascio della Carta d’Identità, all’operatore comunale dovrà essere esibito un altro documento di riconoscimento o il richiedente dovrà presentarsi in compagnia di due testimoni disposti a confermarne l’identità.

    In caso, invece, di rinnovo o di un cambio a causa del deterioramento, dovrà essere consegnato il vecchio documento. Dovranno essere mostrati anche il codice fiscale o la tessera sanitaria, la ricevuta di pagamento delle imposte dovute.

    Nel momento della richiesta, dovrà essere indicato un indirizzo di contatto, la modalità di ritiro del documento (consegna a domicilio o presso un punto indicato o presso il Comune) e il consenso o il diniego alla donazione degli organi.

    Durante la richiesta della Carta d’Identità, ai cittadini che hanno superato i dodici anni d’età verranno acquisite anche due impronte digitali, una per ogni dito indice delle mani. Verranno inserite all’interno del microchip della CIE e non saranno depositate in nessun’altro luogo. Saranno accessibili solo alle autorità competenti ed esclusivamente con le dovute autorizzazioni.

    La carta d’identità elettronica può essere rilasciata anche ai minorenni e può essere richiesta a partire dal giorno della loro nascita. La può richiedere anche uno solo dei genitori, ma devono essere presenti entrambi nel caso in cui sia necessario un documento valido anche per l’espatrio. 

    Per i minori di 14 anni, sul retro della carta può essere aggiunto anche il nome dei genitori o del tutore legale. Per la modalità di rilascio si segue la tipica procedura prevista per tutti i cittadini maggiorenni presso il proprio comune di appartenenza o all’ente accreditato.

    Anche i cittadini italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE possono richiedere la propria carta d’identità in versione elettronica. Per avviare il procedimento di emissione devono fare richiesta al consolato di riferimento. Viene rilasciata presso Uffici consolari nell’Unione Europea, in Gran Bretagna, Svizzera, Norvegia, Principato di Monaco, San Marino e Città del Vaticano.

    Nel momento della richiesta di emissione della carta d’identità, al cittadino viene fornita la prima metà dei codici PIN e PUK. L’altra metà viene consegnata insieme al documento nella busta con cui viene spedito con una raccomandata. Il portalettere prenderà visione di un documento per il riconoscimento del titolare o del delegato.

    Se il titolare o il delegato non sono presenti in casa al momento della consegna potranno riprogrammare un secondo tentativo entro i cinque giorni lavorativi successivi o, in alternativa, ritirare la busta contenente la CIE nell’ufficio postale più vicino entro trenta giorni.

  • 3. CIE: cosa fare in caso di furto o smarrimento

    persona con smartphone

    La carta d’identità elettronica è un documento personale e deve essere conservato evitando smarrimenti e furti. In questi ultimi due casi, si dovrà infatti fare ricorso ad una denuncia presso le autorità di sicurezza e in seguito procedere nuova richiesta di rilascio presso il comune o l’ufficio consolare.

    All’operatore comunale e dell’ente, insieme ad altri documenti di riconoscimento e a ciò che serve per il rilascio della CIE, sarà necessario presentare anche il documento che attesti l’avvenuta denuncia di furto o smarrimento.

  • 4. Carta d’Identità Elettronica: validità e costo

    CIE inserita nel lettore

    La Carta d’Identità Elettronica ha una validità differente a seconda dell’età del titolare. Ha una durata di 3 anni per tutti i soggetti con un’età inferiore a 3 anni, vale 5 anni per i soggetti che hanno tra i 3 e i 18 anni e, infine, va rinnovata ogni 10 anni per tutti coloro che hanno superato il diciottesimo anno d’età.

    Per il rilascio della CIE va versata una somma di 16,79 euro come spese di emissione quantificate dal Ministero dell'Interno.

    Vanno poi aggiunti, qualora previsti, i costi dovuti ai diritti fissi e di segreteria, che generalmente ammontano a 5,42 euro.

  • 5. CIE: vantaggi per cittadino e pubblica amministrazione

    uso della CIE nell'ambito digitale

    Tutti coloro che utilizzano la Carta d’Identità Elettronica possono godere di una serie di vantaggi irrinunciabili e a cui non è possibile accedere con la versione cartacea del documento. Innanzitutto, rappresenta uno strumento d’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione, con un notevole snellimento di tutte le pratiche burocratiche.

    Ciò permette, quindi, una velocizzazione delle procedure di richieste di documenti, atti, di avvio di pratiche presso gli uffici pubblici. Un risparmio di tempo notevole, dovuto anche all’eliminazione delle estenuanti file presso gli sportelli della Pubblica Amministrazione.

    La CIE è riconosciuta e ha validità in tutta Europa e risponde ad elevati standard di sicurezza stabiliti dalla comunità internazionale. In qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, attraverso la carta d’identità, il cittadino può essere riconosciuto in maniera inequivocabile.

    Anche la PA trae degli importanti vantaggi, poiché la CIE permette un taglio dei costi di gestione legati ai sistemi di identificazione gestiti autonomamente. Si riducono, inoltre, i rischi di contraffazione e si ha il più elevato livello di sicurezza secondo gli standard Europei.

  • 6. A cosa serve la Carta d’Identità Elettronica

    Carta di identità elettronica

    La CIE è lo strumento che permette di accedere ai servizi digitali offerti dalla Pubblica Amministrazione. Sempre più enti, infatti, hanno colto l’occasione e stanno digitalizzando alcune procedure consentendo ai cittadini di fare richieste e recuperare documenti anche online.

    La CIE è la chiave d’accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione: permette l’accesso a portali comunali, all’INPS, all’Agenzia delle Entrate, ai sistemi sanitari regionali e a tanti altri enti

    Tra i numerosi enti della Pubblica Amministrazione che hanno abilitato l’accesso con strumenti come lo SPID e la Carta d’Identità Elettronica ci sono l’Agenzia delle Entrate, l’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale), Ministero della Salute, portali comunali e i Sistemi Sanitari Regionali per il download del fascicolo sanitario elettronico.

    Ma l’utilità della CIE non si riduce all’accesso ai portali della Pubblica Amministrazione. Consente di viaggiare serenamente su tutto il territorio nazionale e permette di effettuare le procedure di check-in nelle strutture alberghiere in maniera sicura. Inoltre, se valida per l’espatrio, è considerata documento di riconoscimento in tutti i paesi dell’Unione Europea.

    La CIE può essere utilizzata per accedere ai mezzi di trasporto al posto dei titoli di viaggio e gli abbonamenti. Allo stesso modo, consente l’accesso ad eventi, musei, manifestazioni, concerti sostituendo i classici biglietti.

    In alcuni ambienti, la Carta d’Identità Elettronica viene utilizzata al posto dei badge identificativi per la rilevazione delle presenze e per le procedure di riconoscimento per l’autorizzazione agli accessi sul posto di lavoro.

    Funzione molto utile per tutti i titolari di CIE è quella che consente di utilizzare la carta per apporre la propria firma digitale sui documenti. Per farlo è necessario scaricare un’applicazione, CieSign, rilasciata gratuitamente dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e disponibile per dispositivi con sistema operativo Android e con iOS. La firma può essere apposta con lo smartphone dotato di tecnologia NFC o tramite identificazione biometrica.

    Con la Carta d’Identità Elettronica, ogni cittadino può dichiarare la propria volontà a donare gli organi e i tessuti. L’autorizzazione, che viene registrata nel microchip, viene data nel momento della richiesta del rilascio del documento e può essere sempre ritirata recandosi o scrivendo all’ufficio anagrafe del Comune di riferimento.

  • 7. Come accedere con CIE da software e applicazione

    persona al computer che accede con CIE

    Si può accedere ai vari servizi usufruibili con la CIE da personal computer, senza doversi registrare ad ogni singolo portale degli enti con diversi username e più password da memorizzare. Tutto ciò che serve è un computer e un lettore per smart card contactless. In commercio ne sono presenti diversi ideati proprio per permettere la lettura delle Carte di Identità Elettroniche.

    Per usare la CIE occorre avere un computer su cui installare il software CIE, disponibile per Windows, MacOS e Linux.

    Per accedere sarà sempre necessario essere in possesso del codice PIN di 8 cifre ed eventualmente, in caso di blocco in seguito a tre errori di immissione consecutivi, del codice PUK.

    L’accesso può avvenire anche attraverso un dispositivo mobile. Lo smartphone utilizzato deve essere dotato di interfaccia NFC che permette la lettura della Carta d’identità Elettronica. In questo caso è necessario scaricare l’applicazione CieID, rilasciata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato disponibile per Android e iOS.

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb