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ChatGPT diventa un motore di ricerca. Lanciata apertamente la sfida a Google

Nei piani futuri di ChatGPT c’è quello di sviluppare un nuovo motore di ricerca basato su ChatGPT e sfidare direttamente Google. Ecco tutto quello che sappiamo

ChatGPT SomYuZu/Shutterstock

OpenAI punta a sfidare Google e per farlo non può che utilizzare ChatGPT per lanciare un nuovo motore di ricerca basato sull’intelligenza artificiale.

Un’indiscrezione interessante che, se fosse confermata ufficialmente, potrebbe teoricamente mettere fine a circa 20 anni di dominio indiscusso di Big G che, ricordiamo, viene impiegato per circa il 90% di tutte le ricerche sul web in tutto il mondo.

Le informazioni sono ancora poche ma, da quel che sappiamo, sembra che OpenAI potrebbe integrare le funzioni di ChatGPT nella ricerca sul web e, secondo alcuni, questo potrebbe essere un punto di svolta per il settore. Ecco quello che sappiamo.

Il nuovo motore di ricerca di ChatGPT

Google, pur avendo lanciato Gemini solo qualche mese fa, è sempre stato piuttosto cauto quando si parla di intelligenza artificiale e questo suo “tirare il freno” potrebbe aver portato OpenAI a superare il colosso di Mountain View.

Le indiscrezioni su questo nuovo progetto derivano dall’analisi della pagina ufficiale di ChatGPT dove si legge che c’è qualcosa di grosso in ballo, che potrebbe essere rivelato ufficialmente il prossimo 9 maggio, con un annuncio ufficiale.

Le ipotesi più accreditate a questo punto sono due: o questo nuovo motore di ricerca di cui si vocifera sul web da diverso tempo, oppure la firma della tanto attesa collaborazione con Apple per portare nuove funzionalità AI on-cloud sui prossimi iPhone 16 e sulla nuova versione di iOS.

Restando sull’ipotesi del motore di ricerca, bisogna dire che OpenAI non è completamente digiuna al riguardo e, come ben noto, ci sono alcune utilissime funzionalità di ricerca live integrate nel chatbot che si appoggiano a Microsoft Bing (in onore della collaborazione con Microsoft).

Tuttavia, questa caratteristica è sempre stata considerata come una specie di add-on più che una vera e propria modalità di ricerca e ha avuto anche un’evoluzione e un utilizzo piuttosto discontinui.

Di recente Sam Altman ha parlato della cosa, definendo l’intersezione tra un LLM e la ricerca sul web, come una qualcosa che “non è ancora stato decifrato totalmente” e che dovrebbe essere esplorato. Quindi, implicitamente ha confermato che uno dei possibili scopi futuri di ChatGPT potrebbe essere proprio la sua integrazione all’interno di un motore di ricerca.

 Oltre a questo ha aggiunto anche "Se potessimo costruire un motore di ricerca migliore di Google, allora dovremmo farlo", sottolineando anche che Google è “solo” un modo per trovare risposte già presenti sul web e che, invece, il suo progetto potrebbe andare ben oltre.

Cosa cambia con questa novità

Chiaramente, quanto detto fino a questo punto rappresenta solo un sunto delle indiscrezioni che circolano sul web e delle dichiarazioni fatte da Sam Altman che non trovano assolutamente conferme ufficiali da parte di OpenAI.

Speculazioni a parte, però, è chiaro che l’utilizzo di Internet sta cambiando e ciò sta accadendo per far fronte a nuove e sempre più specifiche esigenze delle persone.

Il web è diventato una componente fondamentale delle nostre vite, dalla produttività alla domotica, passando per l’intrattenimento e lo studio perciò è evidente che in futuro bisognerà elaborare nuove e più efficienti modalità di fruizione (e di interrogazione) della rete, che sappiano essere ancora più efficienti e sempre più flessibili per coprire un campo larghissimo di utilizzi e di bisogni sempre più personali.

Per saperne di più:

A cura di Cultur-e
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