In Breve (TL;DR)
- Il tracking pixel è una piccola immagine invisibile inserita in siti web, email e annunci per raccogliere dati sulle interazioni degli utenti.
- Viene utilizzato per misurare visite, aperture delle newsletter, conversioni e risultati delle campagne pubblicitarie.
- È diverso dai cookie, ma spesso lavora insieme a essi e il suo utilizzo è regolato dalle normative sulla privacy, come il GDPR.
Ogni volta che visiti un sito web, apri una newsletter o clicchi su un'inserzione pubblicitaria, possono entrare in funzione diversi strumenti che aiutano aziende e piattaforme a capire come interagisci con i contenuti. Uno dei più diffusi è il tracking pixel, una tecnologia semplice ma estremamente efficace per raccogliere dati sulle attività degli utenti.
Nonostante il nome possa far pensare a un'immagine visibile, un tracking pixel è in realtà un elemento praticamente invisibile: una piccolissima immagine trasparente, generalmente di 1x1 pixel, inserita nel codice HTML di una pagina web, di un'email o di una pubblicità online.
Il suo compito non è mostrare contenuti, ma inviare informazioni ai server del servizio che lo ha generato. Questi dati vengono poi utilizzati per analizzare il traffico, misurare le prestazioni delle campagne di marketing e comprendere meglio il comportamento degli utenti.
Cos'è un tracking pixel e come funziona
Un tracking pixel è un file grafico invisibile che viene caricato automaticamente quando una pagina web o un'email vengono aperte.
Dal punto di vista tecnico il suo funzionamento è piuttosto semplice. Quando il browser dell'utente carica il pixel, invia una richiesta al server che lo ospita. Insieme a questa richiesta possono essere trasmesse diverse informazioni, come:
- data e ora della visita;
- indirizzo IP;
- tipo di browser utilizzato;
- sistema operativo;
- dispositivo impiegato;
- pagina visitata;
- eventuale provenienza del visitatore.
Se il pixel è associato a un cookie o ad altri identificatori, può contribuire anche a riconoscere un visitatore che torna sul sito in un secondo momento, permettendo di analizzare il percorso di navigazione nel tempo. Il tutto avviene in pochi istanti e senza che l'utente visualizzi alcun elemento sullo schermo.
Dove vengono utilizzati i tracking pixel
I tracking pixel sono presenti in moltissimi servizi online e vengono impiegati in contesti diversi. Uno degli utilizzi più comuni riguarda i siti web, dove permettono di raccogliere statistiche sulle visite, misurare le conversioni e capire quali pagine risultano più efficaci. Sono molto diffusi anche nelle newsletter. In questo caso il pixel consente al mittente di sapere se un'email è stata aperta, quando è stata visualizzata e, in alcuni casi, da quale dispositivo. Queste informazioni aiutano aziende e professionisti a valutare l'efficacia delle proprie campagne di email marketing.
Un altro ambito fondamentale è quello della pubblicità online. Piattaforme come Meta, Google, LinkedIn o TikTok utilizzano pixel di monitoraggio per capire se una persona, dopo aver visto o cliccato un'inserzione, ha effettuato un'azione sul sito dell'inserzionista, ad esempio acquistando un prodotto o compilando un modulo. Grazie a questi dati è possibile misurare il rendimento delle campagne pubblicitarie e ottimizzare gli investimenti.
A cosa serve un tracking pixel
Il tracking pixel viene spesso associato alla pubblicità, ma le sue applicazioni sono molto più ampie.
Tra gli utilizzi principali troviamo:
- misurare il numero di visite di una pagina;
- capire quali contenuti vengono letti di più;
- monitorare le aperture delle email;
- analizzare il percorso degli utenti sul sito;
- valutare l'efficacia delle campagne pubblicitarie;
- creare statistiche sul comportamento dei visitatori;
- effettuare attività di remarketing.
Quest'ultima è una delle funzioni più conosciute. Se visiti un negozio online senza completare un acquisto, potresti iniziare a vedere annunci relativi a quei prodotti su altri siti o sui social network. Il tracking pixel è uno degli strumenti che rende possibile questa strategia pubblicitaria, insieme ai cookie e ad altre tecnologie di monitoraggio.
Tracking pixel e cookie: quali sono le differenze
Tracking pixel e cookie vengono spesso citati insieme, ma non sono la stessa cosa. Il tracking pixel serve principalmente a registrare che un determinato evento è avvenuto, ad esempio l'apertura di una pagina o di un'email.
I cookie, invece, sono piccoli file salvati direttamente nel browser del dispositivo e possono conservare informazioni per un periodo di tempo più lungo, come le preferenze di navigazione, lo stato di accesso a un sito o un identificativo univoco dell'utente.
Molto spesso le due tecnologie lavorano insieme. Il pixel registra un'azione e il cookie permette di collegarla allo stesso visitatore nelle visite successive, sempre nel rispetto delle impostazioni di consenso e della normativa applicabile.
Il tracking pixel è legale?
Di per sé il tracking pixel è una tecnologia perfettamente legittima. Il suo utilizzo, però, deve rispettare le normative sulla protezione dei dati personali, come il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) nell'Unione europea.
Per questo motivo molti siti mostrano il banner relativo ai cookie e alle tecnologie di tracciamento, chiedendo all'utente di esprimere il proprio consenso prima di attivare alcune forme di monitoraggio. Inoltre, diversi browser moderni hanno introdotto sistemi che limitano automaticamente alcune tecnologie di tracciamento tra siti differenti, mentre numerose estensioni dedicate alla privacy possono bloccare il caricamento dei tracking pixel utilizzati a fini pubblicitari.
Come limitare il tracciamento online
Chi desidera ridurre la quantità di dati raccolti durante la navigazione può adottare alcuni semplici accorgimenti.
È possibile:
- gestire con attenzione il consenso ai cookie;
- utilizzare browser che offrono protezioni avanzate contro il tracciamento;
- installare estensioni dedicate alla privacy;
- cancellare periodicamente cookie e dati di navigazione;
- limitare la personalizzazione degli annunci nelle impostazioni dei principali servizi online.
Queste soluzioni non eliminano completamente il monitoraggio, ma aiutano a ridurre la quantità di informazioni condivise durante la navigazione.
Va ricordato, infine, che il tracking pixel non rappresenta un malware né uno spyware. Si tratta di una tecnologia ampiamente utilizzata per finalità statistiche, analitiche e pubblicitarie. Conoscere il suo funzionamento permette però di comprendere meglio come vengono raccolti alcuni dati durante l'utilizzo di Internet e di scegliere con maggiore consapevolezza le proprie impostazioni sulla privacy.
Per saperne di più:Cos’è e cosa si intende per digital marketing
Domande frequenti (FAQ)
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Cos'è un tracking pixel?È una piccolissima immagine trasparente, generalmente di 1x1 pixel, inserita nel codice di una pagina web o di un'email per registrare alcune informazioni sulle interazioni degli utenti.
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A cosa serve un tracking pixel?Serve a raccogliere dati statistici sulle visite, misurare le conversioni, verificare l'apertura delle email e valutare l'efficacia delle campagne di marketing.
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Qual è la differenza tra tracking pixel e cookie?Il tracking pixel registra eventi, come l'apertura di una pagina o di un'email, mentre i cookie memorizzano informazioni direttamente nel browser dell'utente e possono essere utilizzati per riconoscere il visitatore nelle sessioni successive.
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Il tracking pixel è legale?Sì, ma il suo utilizzo deve rispettare le normative sulla protezione dei dati personali, come il GDPR, e in molti casi richiede il consenso dell'utente.
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Si possono bloccare i tracking pixel?In parte sì. Browser moderni, impostazioni sulla privacy ed estensioni dedicate possono limitare il caricamento di alcuni tracking pixel utilizzati per finalità pubblicitarie o di profilazione.



