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Artifact chiude, l’app social e di notizie basata sull’AI non sarà più utilizzabile

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Dopo pochi mesi dal suo esordio Artifact, l’app realizzata dai fondatori di Instagram, smette di funzionare per sempre: cos’era e i motivi del fallimento

artifact Koshiro K / Shutterstock.com

Pochi mesi fa era stato annunciato il lancio di Artifact, una nuova piattaforma innovativa con un approccio basato sull’intelligenza artificiale. La sua creazione era stata fortemente voluta da due ex fondatori di Instagram, Mike Krieger e Kevin Systrom e, almeno in un primo momento, il progetto sembrava destinato ad ottenere risultati positivi e il favore del pubblico.

Così, però, non è stato. Artifact è già arrivato al capolinea. La sua chiusura è stata annunciata ufficialmente e, a breve, smetterà di esistere del tutto. Scopriamo di cosa si trattava e perché è stata presa questa drastica decisione.

Artifact, cos’era e come funzionava

Artifact è una piattaforma lanciata solo pochi mesi fa da Kevin Systrom e Mike Krieger. Un progetto che sembrava destinato al successo, poiché si proponeva di offrire agli utenti uno strumento che gli consentisse di individuare velocemente le notizie per loro interessanti e con una struttura simile a quella dei social network.

Più precisamente, si trattava di un’applicazione basata sull’intelligenza artificiale che, analizzando le azioni degli utenti, la durata di lettura degli articoli, gli argomenti, le azioni eseguite sul web e i commenti effettuati, sapeva suggerire agli utenti ciò che avrebbero gradito, facendo un’accurata selezione tra le notizie pubblicate da quotidiani, riviste e portali web, ma non solo. 

Artifact era persino in grado di elaborare delle sintesi degli articoli, favorendone una lettura veloce, e consentiva agli utenti di condividere i link per incrementare la diffusionedi specifiche notizie e di commentare con il proprio punto di vista e le proprie considerazioni ciò che avevano letto. Per aumentare la qualità delle notizie suggerite, era possibile segnalare i contenuti poco pertinenti o con titoli fuorvianti come clickbait.

Nonostante le diverse funzionalità e le sue innegabili potenzialità, il progetto naufraga a circa un anno dal suo lancio, avvenuto a gennaio del 2023. A febbraio la sezione contenuti verrà rimossa, mentre è già stata chiusa l’area relativa ai commenti degli articoli e dei post. Le motivazioni sono presto spiegate

Artifact, perché l’applicazione è stata chiusa

Alla base di questa drastica decisione c’è l’insuccesso di Artifact. Nonostante la grande quantità di iscritti alla piattaforma, non si è riusciti ad ottenere una sufficiente monetizzazione essenziale per mantenere in piedi un progetto così ambizioso e per finanziarne lo sviluppo.

L’obiettivo, pertanto, non è stato raggiunto e i risultati ottenuti non sono sufficienti a giustificare un investimento continuo, necessario se si pensa che la sola sezione dedicata alle notizie richiedeva un importante sforzo per la moderazione e la supervisione. 

Attraverso un post su Medium Kevin Systrom ha detto la sua, affermando di voler continuare comunque a sperimentare e a cogliere le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale. Nel frattempo, il team di Artifact, attualmente composto da solo otto persone, si dividerà e prenderà strade differenti.

Per saperne di più: Social Media, la lista dei principali social media

A cura di Cultur-e
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