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Sexting, consigli per evitare rischi

Alcune indicazioni per non incappare in spiacevoli inconvenienti
Sexting, consigli per evitare rischi FASTWEB S.p.A.

Il termine "sexting" è stato coniato nel 2005 e questo neologismo è apparso per la prima volta in un articolo del Sunday Telegraph Magazine. Ma, naturalmente, si faceva sexting da ben prima senza dargli questo nome che deriva dalla crasi di "sex" e "texting". Nella pratica con sexting si intende oggi lo scambio di materiale sessualmente esplicito (testi, foto, video) tramite qualunque mezzo informatico: app, e-mail, servizi di messaggistica istantanea, social o altri mezzi.

Tutti mezzi che, dal 2005 ad oggi, sono letteralmente esplosi e, di conseguenza, è esploso anche il sexting. Specialmente tra i giovanissimi, anche italiani, come dimostrano i dati della Polizia di Stato, del Ministero dell'Istruzione e del Garante per l'infanzia e l'adolescenza: da un sondaggio svolto nel 2019 tra ragazzi di età compresa tra 13 e 18 anni è emerso che il 24% di loro ha fatto sexting almeno una volta. Ma è emersa anche un'altra cosa, ben più preoccupante: circa il 15% degli intervistati ha dichiarato che le foto che ha inviate sono state poi ricondivise da chi le ha ricevute.

Il sexting, insomma, è assolutamente legittimo e fa ormai parte delle relazioni tra persone. Ma è anche un rischio, bello grosso. Non basta la fiducia nel partner, il suo atteggiamento potrebbe cambiare da un momento all'altro e per ragioni che non per forza dipendono da noi. Ecco, allora, cosa si rischia facendo sexting e come farlo rischiando il meno possibile.

I rischi del sexting

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Il rischio principale del sexting, dal quale derivano a cascata tutti gli altri, è la ricondivisione del materiale "osé" inviato al partner. Quando inviamo foto, video o anche solo testi espliciti ad una persona non possiamo avere alcuna certezza matematica che tale persona poi non giri questo materiale a qualcun altro. Tutto ciò che è condivisibile la prima volta, infatti, è poi ricondivisibile in seguito.

Da ciò derivano alcuni fenomeni collegati al sexting: sextortion, cyberbullismo, revenge porn. Con sextortion si intende la "sexual extortion", l'estorsione o il ricatto messo in atto da chi possiede materiale sessualmente esplicito che ci riguarda e che ci chiede qualcosa per non condividerlo con altri. Potrebbero essere soldi, come anche favori o persino prestazioni sessuali. E il problema è che la sextortion potrebbe durare all'infinito, perché anche se cediamo alle richieste del ricattatore (o della ricattatrice) non saremo mai sicuri che il materiale in suo possesso sarà stato effettivamente cancellato per sempre.

Il cyberbullismo, invece, lo conosciamo tutti. Ma quando parte dalla diffusione in pubblico di materiale a sfondo sessuale diventa ancora più odioso e le conseguenze psicologiche su chi lo subisce sono ancora più gravi. Specialmente se la vittima è minorenne. Il revenge porn, o "pornovendetta", prevede la diffusione in rete di materiale sessualmente esplicito dell'ex partner senza, però, alcuna richiesta di denaro o altro. È una vendetta a tutti gli effetti.

Esiste il sexting sicuro?

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In una parola: no. Non esiste alcun modo per essere sicuri al 100% quando si fa sextortion. Esistono delle app più sicure delle altre per scambiarsi materiale foto-video (anche non a sfondo sessuale), come Rumuki o Confide che non permettono né di ricondividere le immagini ricevute in chat né di fare uno screenshot, ma parliamoci chiaro: nessuno vieta ad un utente di queste app che ha ricevuto una foto di rifotografarla con un secondo smartphone e farla circolare.

L'applicazione della crittografia end-to-end delle moderne app di chat e videochiamate, inoltre, ci protegge solo da eventuali "spioni" esterni alla conversazione, ma non impedisce a chi riceve le nostre foto di condividerle con altri contatti.

Infine va considerata una (pen)ultima ipotesi, che purtroppo in molti dimenticano spesso: cosa succede se la persona con cui facciamo sexting perde il cellulare, o glielo rubano? Il nostro partner può essere fidatissimo e correttissimo e non avere neanche una lontana intenzione di girare a nessuno foto e video che ci riguardano, ma chi trova o ruba il telefono?

Discorso molto simile per il caso in cui lo stesso correttissimo partner si prende un bel virus sullo smartphone, che riesce ad accedere a tutti i dati presenti sul suo telefono. Comprese le foto intime che gli abbiamo inviato.

Sexting: come limitare i rischi

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È chiaro, quindi, che l'unico modo per fare sexting sicuro è non fare affatto sexting. Ma è altrettanto chiaro che questa pratica rientra ormai tra le nostre abitudini e, va ammesso anche questo, può avere effetti positivi nella nascita o nel consolidamento di una coppia. Basti pensare alle relazioni a distanza.

A questo punto si tratta solo di capire quanto rischio siamo disposti ad accollarci e quali tecniche usare per ridurre il più possibile tale rischio. Con la piena consapevolezza che non possiamo annullarlo del tutto. Un primo passo sarebbe quello di fare un sexting "castrato", senza mostrare il nostro volto per non essere riconosciuti da eventuali terzi. In questo caso, però, sorge il problema dei tatuaggi in parti del corpo visibili nella foto o nel video: permetterebbero comunque di riconoscerci.

Di sicuro dobbiamo fare sexting soltanto con persone di cui abbiamo piena fiducia, smettere di farlo non appena sorge il minimo dubbio sull'affidabilità del partner e non fare sexting prima di conoscere a sufficienza l'altra persona. Al primo appuntamento siamo tutti principi azzurri e principesse rosa.

Il materiale esplicito, poi, non dovrebbe restare a lungo né sul nostro smartphone né su alcuno dei nostri account online: in caso di furto o smarrimento del dispositivo, o di violazione informatica, sarebbe un disastro. Per lo stesso motivo sarebbe utile installare un ottimo antivirus, al fine di ridurre il rischio virus e violazione.

Per proteggere le nostre foto (e quelle del partner) presenti sul nostro smartphone è utile installare un'app per bloccare l'accesso a una o tutte le immagini (e i video) della gallery o di una cartella. App come Private Photo Vault, KeepSafe, Vaulty, Gallery Lock possono proteggere questo materiale in caso di furto o smarrimento del dispositivo.

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