Medicina in Rete

Salute e farmaci, quando la medicina in Rete non è sicura

Sono molte le persone che preferiscono affidarsi all'autodiagnosi e alla medicina in Rete. Ignare, però, dei gravi rischi che si corrono
Salute e farmaci, quando la medicina in Rete non è sicura FASTWEB S.p.A.

Ci si può curare sul web? Teoricamente sì. Non c'è nulla che lo vieti e, infatti, sono moltissimi quelli che preferiscono affidarsi ad una ricerca su Google – o ai social network, come Twitter – e all'autodiagnosi piuttosto che farsi visitare da un medico. Una pratica sempre più comune, ma non per questo meno pericolosa. Chi sceglie di affidarsi al medico online, infatti, mette la propria salute nelle mani di sconosciuti e fantomatici esperti, facendo ricorso a farmaci di dubbia provenienza ed esponendosi a rischi anche mortali.

Moderni Argante

Il grido d'allarme viene lanciato da Thomas Fergus, ricercatore presso il Baylor's College of Arts and Sciences (Stati Uniti) e autore di una ricerca recentemente pubblicata sulla prestigiosa rivista di settore Cyberpsychology, Behavior and Social Networking. Il ricercatore mette in guardia chi preferisce affidarsi ai rimedi della medicina in Rete piuttosto che affidarsi alle cure di specialisti ed esperti. In particolar modo se si soffre d'ansia: in questo caso si potrebbe esser preda della cybercondria, versione moderna e digitale dell'ipocondria.

 

Affidarsi a un medico online può rivelarsi una scelta sbagliata

 

“Se si è una persona che non ama l'incertezza quando si tratta di salute, la cybercondria - aggiunge - può aumentare lo stato d' ansia e terrore. Il soggetto inizierà a monitorare il corpo alla ricerca di segni e sintomi di qualsiasi patologia osservata sul web e andrà dal medico sempre più spesso”. I dati, a tal proposito, non sono proprio incoraggianti. Negli Stati Uniti ben 8 persone su 10 vanno alla ricerca di informazioni mediche in Rete prima di recarsi da un medico di base o da uno specialista. E, a causa della sovrabbondanza di informazioni presenti e reperibili sul web, molte crederanno di essere realmente malate. Un po' come Arpagone, protagonista della commedia di Molière 'Il malato immaginario”.

Questi stessi dati emergono dalla ricerca portata avanti dal dottor Fergus, che ha esaminato 512 adulti (52% donne) in buona salute con un'età media di 33,4 anni. Dai risultati si evince che la sovrabbondanza di informazioni mediche online, in parte provenienti anche da fonti discutibili e poco scientifiche, possono generare "uno stato d' ansia e terrore, spesso non giustificati, maggiori rispetto a quelle contenute nei manuali medici".

L'esperimento dottori.it

Uno strumento che permetterà di riconciliare – almeno parzialmente – il mondo della medicina con il web ed Internet è quello creato da dottori.it, neonata start-up in ambito medicale con annesso sito web.

Dottori.it è un piccolo motore di ricerca che permette di trovare uno specialista medico e di prenotare una visita direttamente dal form presente sul sito. Per il momento il servizio è attivo solamente per le città di Milano e Roma – il database contiene già informazioni su oltre 1.000 professionisti e specialisti – ma prevede di espandersi a breve giro di posta su tutta la Penisola. Napoli in testa.

 

La homepage di dottori.it

 

Il funzionamento del portale è piuttosto elementare. Si cerca il medico in base alla specializzazione e alla prestazione di cui si ha bisogno; il sistema seleziona i medici rispondenti ai criteri e ne visualizza una breve descrizione. L'utente potrà poi accedere alle singole schede di ogni specialista, leggendone curriculum e cursus honorum. A questo punto potrà decidere da chi farsi visitare, prenotando la visita direttamente online.

Dietro il portale c'è un grosso lavoro di scouting e selezione portato avanti dalla start-up milanese. Per ogni medico inserito, infatti, verrà verificata l'iscrizione all'Ordine dei medici e la veridicità delle informazioni riportate nel curriculum. I pazienti avranno così la certezza di affidare la propria salute a mani esperte e non ciarlatani.

 

24 ottobre 2013

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