Fastweb

La biografia di Andy Rubin

app instagram foto Smartphone & Gadget #app #smartphone Le migliori app per modificare le foto da pubblicare su Instagram Per rendere uniche le proprie immagini su Instagram bisogna modificare le immagini con delle applicazioni di fotoritocco: ecco le migliori
ISCRIVITI alla Newsletter
Inserendo l'indirizzo email autorizzi Fastweb all'invio di newsletter editoriali. Se non desideri più ricevere la newsletter, è sufficiente cliccare sul link presente in calce alle mail per richiederne la cancellazione. Condizioni di utilizzo.
La biografia di Andy Rubin FASTWEB S.p.A.
Andy Rubin
Web & Digital
Dalla passione per la robotica all'approdo a Big G fino alla scelta di dedicarsi alle startup 

Nato il 22 giugno 1946 a New Bedford, New York, Andy Rubin entra in contatto con gadget tecnologici sin dai primissimi anni di vita. Suo padre, uno psicologo attivo nel campo del marketing, era un grande appassionato di tecnologia ed era solito riporre alcuni di questi gadget sugli scaffali della camera del piccolo Andy.

Negli anni a cavallo tra l'high school ed il college, quello che sarà l'ideatore di Android sviluppa un amore quasi patologico nei confronti dei robot e della robotica. Questa immensa passione lo porterà a laurearsi (bachelor of science, equivalente alla nostra laurea triennale in materie scientifiche) in Scienze Informatiche presso l'Utica College di New York. Correva l'anno 1986 e poco tempo dopo Andy sarebbe stato assunto dalla Carl Zeiss nelle vesti di ingegnere robotico.

Dalle lenti alla Mela

Il giovane ingegnere informatico – prestato alla robotica – fa il suo ingresso alla Carl Zeiss nel 1986 e sembra avere una carriera spianata in questo campo di ricerca. Rubin, infatti, dimostra sin dai primi giorni le sue qualità e la sua voglia di imparare e migliorarsi, facendo un'ottima impressione su i suoi superiori. L'avventura da ingegnere robotico alla Carl Zeiss, però, si interrompe bruscamente dopo appena tre anni in seguito ad una vacanza presso le Isole Cayman.

 

Andy Rubin

 

Mentre si trovava in vacanza nel paradiso tropicale a sud di Cuba, Andy Rubin offre riparo ad un suo vicino che era stato cacciato dal bungalow in seguito ad un litigio con la fidanzata. Questo, per sdebitarsi, offre a Rubin un posto di lavoro presso un'azienda di Cupertino: il litigioso vicino altri non era che Bill Caswell, direttore dello sviluppo commerciale di Apple.

Un'offerta difficile da rifiutare, anche se la robotica aveva poco a che fare con il nuovo lavoro. In Apple, Andy viene prima inserito all'interno del reparto di produzione e poi trasferito ai laboratori di Ricerca e Sviluppo. A Cupertino trascorre uno dei momenti migliori – e più spensierati – della sia vita. Passa il tempo a organizzare scherzi a colleghi e superiori: un giorno riprogramma l'intero sistema telefonico di Apple e inizia a spacciarsi per John Sculley, l'allora CEO di Apple. Lo scherzo, comunque, non incrina i rapporti lavorativi di Rubin, che resta in Apple sino al 1992.

Nuove avventure

In questo anno, infatti, si unisce al team di sviluppo di General Magic, società nata da una costola di Apple con lo scopo di ideare e sviluppare Magic Cap, un sistema operativo per dispositivi mobili. Le fortune di questo sistema operativo sono piuttosto alterne: molto atteso dagli esperti del settore, non riceve però supporto adeguato dalle compagnie telefoniche. L'intero progetto finisce con il morire e Andy è costretto a cercarsi un nuovo lavoro.

 

Andy Rubin

 

La ricerca, comunque, va avanti per poco tempo. Rubin entra all'interno del progetto WebTV di Artemesis Research. La società, nata dall'iniziativa di alcuni "santoni" fuoriusciti da Apple, doveva sviluppare una piattaforma che integrasse le potenzialità comunicative del web con quelle dei vecchi mezzi di comunicazione come la TV. Il progetto suscita immediatamente grande interesse nell'ambiente, tnato che Artemesis Research viene immediatamente rilevata da Microsoft. Anche in questo caso, però, il futuro papà di Android non dura molto: dopo pochi mesi dall'acquisizione del gigante di Redmond rassegna le sue dimissioni e cerca un nuovo progetto cui dedicarsi.

Per qualche mese Andy Rubin torna ad occuparsi del suo primo, vero amore: i robot. E proprio dai robot gli arriva l'idea per un nuovo prodotto. Coinvolgendo vecchi colleghi, Rubin fonda Danger Inc., società di ricerca e sviluppo nel campo della telefonia mobile. A cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio, Rubin e i suoi colleghi progettano e realizzano Danger Sidekick, un dispositivo a metà tra smartphone e PDA commercializzato da T-Mobile nei soli Stati Uniti.

 

Danger Sidekick

 

I risultati commerciali del telefono non sono all'altezza delle aspettative e nel 2003 Andy Rubin si prepara nuovamente a fare le valigie.

Android

Vista l'esperienza acquisita nel campo dei dispositivi mobili, Andy Rubin decide di fondare una nuova società, l'ennesima della sua lunga biografia. Nasce così Android, una piattaforma mobile che, nei piani di Rubin, doveva incoraggiare un più rapido sviluppo del settore a favore degli utenti. E così fu: nel 2005 Android venne rilevata interamente da Google e Rubin entrò a far parte della grande famiglia di Mountain View.

 

Rubin e Android

 

Il 31 ottobre 2014 Rubin lascia l'azienda per dedicarsi alle startup.

24 dicembre 2013 (aggiornato l'11 agosto 2015)

Copyright © CULTUR-E

Ti piace
questo
articolo?
Iscriviti alla nostra Newsletter

Riceverai settimanalmente le notizie più
interessanti sul mondo della tecnologia!

Inserendo l'indirizzo email autorizzi Fastweb all'invio di newsletter editoriali. Se non desideri più ricevere la newsletter, è sufficiente cliccare sul link presente in calce alle mail per richiederne la cancellazione. Condizioni di utilizzo.
TAGS: #andy rubin #biografia #android #smartphone #tablet #google

© Fastweb SpA 2019 - P.IVA 12878470157
ChiudiChiudi Questo sito usa cookies di profilazione, propri e di terzi, per adeguare la pubblicità alle tue preferenze.
Clicca qui per maggiori informazioni o per conoscere come negare il consenso. Se chiudi questo banner o accedi ad altri elementi della pagina acconsenti all'uso dei cookies.