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Google e blockchain, quale futuro?

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Google e blockchain, quale futuro? FASTWEB S.p.A.
Blockchain
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Il gigante di Mountain View fa sul serio nel settore della blockchain, tra progetti di sviluppo interni e acquisizioni di startup. Ma non è l'unico

Molti la conoscono solo per i Bitcoin e, viste le alterne fortune della criptovaluta di Satoshi Nakamoto, non la ritengono degna di grande attenzione. Anche perché, da un mero punto di vista teorico, capire cosa è la blockchain non è assolutamente facile e molti preferiscono ignorarlo. Non appartengono a questa categoria, però, decine e decine di società della Silicon Valley (e non solo) che hanno visto nella catena di blocchi (questa la traduzione più o meno letterale di blockchain) la novità più importante introdotta dai Bitcoin e altre criptovalute basate sulla stessa tecnologia.

Dunque, che cos'è la blockchain e che cos'ha di così speciale tanto che anche Google ha iniziato a interessarsene? Cerchiamo di scoprirlo insieme.

 

Blockchain

 

Cosa sono i registri elettronici come la Blockchain

La blockchain – che, come detto, è traducibile con "catena di blocchi - altro non è che un registro elettronico pubblico composto da celle concatenate nel quale possono essere registrate operazioni di ogni tipo. La peculiarità di registri di questo tipo sta nel legame esistente tra due celle successive: parte delle informazioni presenti nel secondo blocco, infatti, dipendono da quelli presenti nel primo blocco. In questo modo è di fatto impossibile, o quasi, modificare i dati presenti nei blocchi: sarebbe necessario, infatti, modificare anche le informazioni presenti nei blocchi precedenti, con un effetto domino che richiederebbe giorni, se non anni, per completarlo. Inoltre, il registro è condiviso da tutti gli utenti/nodi che partecipano alla rete, elevando ulteriormente il livello di sicurezza del sistema.

Questi punti di forza, uniti a molti altri, hanno convinto un numero sempre maggiore di aziende e case sviluppatrici a investire sulla blockchain e la miriade di applicazioni – tra le quali spiccano, per l'appunto, le criptovalute – che rende possibili. Tra queste, come accennato, troviamo anche Google che, nonostante una partenza a "rallentatore", sta velocemente recuperando terreno rispetto agli altri competitor.

 

Blockchain

 

Google e blockchain, investimenti e prospettive

Da qualche tempo a questa parte, Google starebbe rastrellando diverse startup attive in vari settori della blockchain per potenziare i vari reparti di ricerca e sviluppo impegnati con le varie applicazioni della blockchain. A dir la verità, già dal 2016 Google sta testando alcune soluzioni di blockchain applicate ai suoi servizi cloud – pensate a Google Docs o Google Drive – ma è solo dalla seconda metà del 2017 che l'azienda di Mountain View ha iniziato a fare sul serio.

Big G, fa sapere una fonte interna informata sui fatti, sta lavorando su applicazioni della blockchain in vari settori, dalla sicurezza e protezione dei dati degli utenti a nuovi servizi cloud. La catena di blocchi, ad esempio, potrebbe essere utilizzata per archiviare dati in maniera decentralizzata e sfruttando (parzialmente) le risorse informatiche degli stessi utenti, evitando così il pericolo che possano essere accentrati all'interno di un unico datacenter e trafugati con facilità.

Allo stesso tempo, Big G sta investendo nella realizzazione di protocolli e standard che potrebbero essere utilizzati da altri sviluppatori per creare applicativi della blockchain che sfruttino sia le tecnologie in fase di sviluppo, sia le infrastrutture cloud e connettive già create da Google.

 

Blockchain

 

Non solo Google

Ovviamente, Big G non è l'unica a investire con convinzione sulla blockchain. Anzi, in questo particolare settore, come detto, è partita in netto ritardo rispetto a molti altri grandi nomi della Silicon Valley. Stando ai dati raccolti e analizzati da WinterGreen Research, il 32% degli investimenti nel settore sono targati IBM, 19% Microsoft e 17% Accenture, mentre il restante 32% è composto da una galassia di aziende (tra le quali Google) dagli interessi più variegati. Ma si tratta solo dell'inizio: se il valore odierno del mercato di prodotti e servizi legati alla catena di blocchi è di poco superiore ai 700 milioni di dollari, entro il 2024 può arrivare all'incredibile cifra di 60 miliardi di dollari.

Non ci si deve stupire, dunque, se il mondo della blockchain diventa sempre più affollato. Amazon, ad esempio, offre alle aziende la sua infrastruttura cloud per realizzare applicativi basati sulla blockchain, mentre Facebook guarda con interesse a possibili utilizzi nel settore della sicurezza informatica, alle criptovalute (magari da utilizzare come moneta di pagamento all'interno di Facebook, Instagram o WhatsApp) e altre applicazioni del calcolo delocalizzato.

A queste aziende, già strutturate e dagli interessi "vasti", si sono unite nel corso del tempo una miriade di startup pronte a rosicchiare fette di mercato – magari con la speranza di essere acquistate con assegni miliardari proprio dai loro concorrenti. Brave, ad esempio, ha realizzato un browser che protegge la privacy degli utenti grazie alla catena di blocchi, mentre BitClave e Presearch hanno realizzato due motori di ricerca alternativi a Google che fanno della blockchain il loro punto di forza.

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