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Browser fingerprint, i nuovi cookies

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Browser fingerprint, i nuovi cookies FASTWEB S.p.A.
Impronta digitale
Web & Digital
Il browser fingerprint è una tecnica web che permette di individuare un internauta tra milioni. Ecco come funziona il tracking alternativo ai cookies

Nonostante tutti gli sviluppi e le innovazione tecnologiche, le impronte digitali restano ancora il metodo più affidabile – e soprattutto più economico – per identificare senza dubbio alcuno una persona. Allo stesso modo è possibile identificare con certezza un computer e chi lo utilizza grazie al browser fingerprint (letteralmente impronta digitale del browser).

 

Impronte digitali

 

Questa tecnica informatica permette, raccogliendo pochissime informazioni, di conoscere come un utente è solito muoversi online. Insomma, come i cookies, ma forse anche più potenti.

Come funziona il browser fingerprint

Il funzionamento di questo metodo di tracking è piuttosto elementare. Attraverso il browser si collezionano alcune informazioni all'apparenza innocue come il tipo di browser utilizzato, la risoluzione dello schermo, il sistema operativo, i plugin e le estensioni utilizzate e poco altro ancora. Da questa manciata di dati, si è in grado di risalire all'identità digitale dell'utente, individuandolo magari tra milioni e milioni di altri utenti. In questo modo se ne possono studiare i comportamenti online, venendo a conoscenza dei siti più visitati e delle abitudini online degli utenti.

 

Navigazione web

 

Inizialmente sviluppato per i sistemi bancari così da prevenire truffe online, ora il browser fingerprint viene offerto da varie società di analisi web come un normale servizio di analisi dati. Dati che vengono collezionati grazie a semplici e piccoli applicativi JavaScript, in grado di "entrare" nelle info di sistema e collezionare dati come la tipologia di font installati e utilizzati.

Da dati pubblicati dalla EFF (Electronic Frontier Foundation) che oltre l'80% (quasi il 90)dei computer analizzati con uno speciale tool, risultano avere un fingerprint unico tra tutti. I curiosi possono testare il loro computer su questo sito e scoprire così se il tracking del browser fingerprint con loro funziona o meno.

Senza cookie

La cosa interessante che può essere estrapolata da questa ricerca è che non c'è necessità di collezionare e analizzare cookies per scoprire le abitudini degli internauti. Nel caso in cui venissero utilizzati, però, la percentuale di unicità crescerebbe ancora di più, sino a toccare il 95% circa. Insomma, uno strumento di tracking dalle enormi potenzialità tutt'ora inesplorate completamente.

Come difendersi dal browser fingerprint

Esistono diverse tecniche per mettersi al riparo dall'impronta digitale che si lascia in giro quando si naviga. Il primo è bloccare i plugin JavaScript. Dato che le informazioni vengono collezionate tramite questi applicativi web, è possibile utilizzare delle estensioni o dei programmi ad hoc per evitare che ne blocchino il funzionamento. Tra i migliori, si segnalano No Script e Ad Block Plus. Sfortunatamente, però, JavaScript è necessario affinché molti siti web funzionino correttamente.

 

NoScript all'opera

 

Una seconda mossa diversiva consiste nell'utilizzare una rete TOR per navigare. Anche in questo modo si riuscirebbe a schermare le proprie attività agli occhi del brwoser fingerprint, ma la navigazione ne risulterebbe enormemente rallentata.

L'ultimo, e più efficacie, metodo per difendersi è quello di navigare in incognito. In questo modo, molte delle informazioni carpite dal fingerprint verrebbero schermate (o "normalizzate") e in questo modo risulteremmo essere un internauta come tanti nel web.

 

31 agosto 2013

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TAGS: #sicurezza informatica #cookie #web

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