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Come proteggere la privacy utilizzando Android

Smartphone e tablet sono diventati delle casseforti digitali contenenti dati e informazioni personali molto importanti. Ecco come proteggerli
Come proteggere la privacy utilizzando Android FASTWEB S.p.A.

Smartphone e tablet sono diventati importantissimi nella vita di ognuno di noi per una lunga serie di ragioni. Non solo sono i perfetti partener di lavoro o compagni di gioco ma sono anche utilizzati come "memoria di riserva" da incorreggibili smemorati. All'interno dei loro supporti di archiviazione, infatti, conserviamo un'elevata quantità di dati di cui, spesso e volentieri, non abbiamo coscienza. Come fossero i nostri confidenti personali, smartphone e tablet conoscono ogni dettaglio della nostra vita: dalla nostra posizione alle conversazioni con gli amici, dai nostri hobby alla lista dei contatti.

Il problema, dunque, è sapere come proteggere privacy nei cellulari, Android in particolare. Il sistema operativo del robottino verde è il più diffuso al mondo (e l'Italia non fa eccezione, ovviamente) e, proprio per questo, il più esposto ai tentativi di furti digitali e ai tentativi di intrusione da parte di hacker e pirati informatici vari. Fortunatamente, mettere al sicuro privacy Android non è un'operazione troppo complicata.

Proteggere la privacy dello smartphone Android, infatti, richiede qualche attenzione in più nei confronti del proprio dispositivo mobile e degli accorgimenti sulle modalità di utilizzo. Grazie ad alcuni trucchi per privacy Android e agli strumenti che il sistema operativo di Google mette a disposizione, riuscire a difendere le informazioni personali presenti nel cellulare sarà un gioco da ragazzi.

Attivare lo sblocco biometrico

sblocco biometrico android

Anche se virus e malware restano le minacce più sensibili al proprio smartphone e alla propria privacy, c'è un fattore di pericolo troppe volte sottovalutato: il furto. Se un ladro dovesse riuscire a impossessarsi del nostro telefonino, infatti, potrebbe avere libero accesso alle nostre e-mail, ai contatti salvati in memoria, ai profili social, ai messaggi scambiati con gli amici, ai documenti di lavoro e, soprattutto, ai dati del nostro conto corrente online.

Per evitare che un malvivente abbia vita facile ad accedere ai nostri dati personali, è raccomandabile attivare il blocco dello schermo dopo non più di 30 secondi di inattività e, se lo smartphone lo permette, scegliere lo sblocco biometrico con l'impronta o il volto. Per farlo è sufficiente accedere alle Impostazioni del telefono, premere sulla voce Sicurezza e scegliere la modalità di sblocco dello schermo preferita. All'interno della sezione l'utente potrà scegliere la tipologia di chiave da utilizzare per lo sblocco: una particolare sequenza swipe, l'inserimento di un PIN numerico o di una password testuale o, appunto, l'impronta o il volto.

Eseguire crittografia telefono

Se il blocco schermo può rappresentare un ostacolo invalicabile per ladri alle prime armi, altri più esperti potrebbero ugualmente riuscire a bypassare questo primo ostacolo e accedere alle informazioni conservate all'interno della memoria dello smartphone. Un altro trucco per difendere la privacy Android consiste nel crittografare i dati presenti nel telefono ed evitare, così, che qualcuno riesca a consultarli e copiarli su altri supporti di memoria.

 

crittografia smartphone android

 

Se si decide di eseguire crittografia telefono Android si farà in modo di rendere "illeggibili" i file archiviati al suo interno a meno che non si conosca la chiave crittografica (una password, solitamente) utilizzata nel corso del processo.

Così come visto per il blocco schermo, per crittografare la memoria del telefono Android si deve accedere alle Impostazioni, premere su Sicurezza e infine su Eseguire crittografia telefono. Dopo aver confermato le proprie intenzioni, verrà avviata la procedura: solitamente richiede diversi minuti ed è consigliabile iniziarla solamente se si ha la batteria carica e un po' di tempo libero a disposizione.

Account Personale

account personale google

Un altro strumento per proteggere privacy del telefonino è la pagina Account Personale di Google. Accedendo a questa pagina possiamo visualizzare tutti i dispositivi con i quali possiamo fare l'accesso al nostro profilo Google, se ci sono stati problemi di sicurezza relativi al nostro account nelle ultime quattro settimane e i metodi impostati per verificare la nostra identità: il numero di telefono, l'indirizzo e-mail, le domande di sicurezza e i dispositivi ritenuti attendibili.

Nella sezione I tuoi dispositivi troviamo l'elenco di PC, smartphone e altri device dai quali ci siamo collegati (o qualcun altro si è collegato, a nostra insaputa) al nostro profilo Google. Per tutelare la nostra privacy è bene controllare regolarmente questa sezione e, se troviamo qualche dispositivo che non ci appartiene, scollegarlo subito e poi procedere a cambiare la password del nostro account Google.

Scegliere password più complesse

La protezione del dispositivo è sicuramente un ottimo inizio per difendere privacy Android, ma se si vogliono realmente mettere al sicuro i dati dei propri account (email, social e messaggistica istantanea) è necessario utilizzare password di accesso ai profili più complesse e difficili da indovinare. Potrà sembrare assurdo ai più, ma moltissimi utenti utilizzano ancora password estremamente semplici come "password", "123456", "qwerty" oppure una parola breve legata ai propri dati personali (nome, cognome o data di nascita).

password

Per evitare di facilitare la vita ai malviventi, sia in carne ed ossa sia digitali, è necessario utilizzare password più lunghe e, soprattutto, meno ovvie. I trucchi per creare password sicure prevedono l'utilizzo di lettere maiuscole e minuscole, numeri e caratteri speciali (se possibili). Inoltre, la lunghezza non deve essere mai inferiore agli 8 caratteri. E se una password complessa è un deterrente molto forte, l'utilizzo di password differenti per ogni profilo personale è la mossa definitiva per mettere sotto scacco ogni hacker o pirata informatico malintenzionato.

Ricordare a memoria tutte queste password può essere difficile, se non impossibile. Per questo è consigliabile utilizzare uno dei tanti password manager disponibili sul Google Play Store: tra LastPass, oneSafe e Keepass2Android (solo per citarne alcune) c'è solo l'imbarazzo della scelta. Sarà sufficiente scegliere l'app con le caratteristiche più adatte alle proprie necessità e installarla sul proprio dispositivo.

VPN

Tutti i trucchi per proteggere privacy Android visti sinora riguardavano il lato "offline" della nostra vita con lo smartphone. Fondamentale, però, proteggere i nostri dati personali anche (e soprattutto) quando si naviga online. Può accadere, infatti, che un hacker sfrutti una falla presente in una delle app installate sul dispositivo o un bug Android per "mettersi in ascolto" e intercettare tutte le nostre comunicazioni online (dalle email ai messaggi privati su Facebook, dalle chat sulle app di messaggistica istantanea ai dati di accesso all'Internet banking).

Per evitare che ciò accada, è possibile utilizzare dei servizi di Virtual private network ("Rete privata virtuale" tradotto in italiano) che proteggano la navigazione online. Una VPN, infatti, crea un tunnel crittografico attraverso il quale far transitare i pacchetti dati scambiati nel corso delle sessioni in Rete: in questo modo, anche se qualcuno dovesse riuscire a intromettersi nella nostra navigazione, non riuscirà a decifrare i dati che passano attraverso il tunnel VPN.

Se vi chiedete come creare VPN Android, nessun timore. Come nel caso dei password manager è sufficiente scegliere uno dei tanti servizi esistenti sul Google Play Store e installare l'app sul dispositivo: ogni volta che se ne avrà bisogno sarà possibile creare la propria VPN e navigare in assoluta tranquillità.

Limitare i permessi concessi alle app

Ogni app che installiamo sul nostro smartphone, specialmente se è gratuita, ci ruba un pezzetto di privacy. O un pezzo bello grosso, se ci chiede di accedere a funzioni del dispositivo che poco hanno a che fare con l'app stessa. Un'app per l'editing delle foto che ci chiede di accedere al microfono, ad esempio, è palesemente sviluppata solo per rastrellare i nostri dati personali. Lo stesso si può dire per un'app di scansione delle frequenze Wi-Fi che vuole accedere allo storage del nostro dispositivo.

permessi app

A partire da Android 6 Marshmallow Google permette agli utenti di rifiutare l'accesso a determinate funzioni del telefono per ogni singola app installata. Ma è con Android 10 che Google ha fatto il salto di qualità, permettendo una gestione molto più accurata dei permessi. Su uno smartphone con questo sistema operativo possiamo andare su Impostazioni > Privacy > Gestione autorizzazioni e sapere, per ogni funzionalità dello smartphone, quali app hanno l'accesso e quali no. Da Impostazioni > App e notifiche, invece, possiamo selezionare ogni app installata e decidere quando concedere una autorizzazione: sempre, mai o solo mentre l'app è in uso. Nella maggior parte dei casi la terza opzione, introdotta proprio con Android 10, è la migliore

Applicazioni antivirus 

Dulcis in fundo, ci sono gli antivirus. Come gli utenti Windows su computer, anche gli utenti Android hanno (quasi) l'obbligo di installare sul loro dispositivo un antivirus che li protegga da file malevoli e tentativi di incursione. Queste applicazioni, infatti, verificano che i file scaricati nella navigazione web siano esenti da minacce informatiche ed esegue una scansione dell'applicazione prima che questa venga installata sul dispositivo.

Non solo: la gran parte degli antivirus Android disponibili sul Google Play Store offre agli utenti anche la funzionalità anti-theft: in questo modo l'utente potrà tracciare gli spostamenti del dispositivo in caso di furto e bloccarne l'utilizzo anche da remoto.

 

14 maggio 2020

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