Nell'informatica bisogna sempre porre molta attenzione ai termini che si usano

Html, web e big data, i nomi hi-tech che generano confusione

Alcuni termini utilizzati quotidianamente possono essere meno intuitivi di quello che si pensi. Ecco alcuni esempi di terminologia ingannevole
Html, web e big data, i nomi hi-tech che generano confusione FASTWEB S.p.A.

Non sempre i termini utilizzati quotidianamente in ambito tecnologico e hi-tech sono immediatamente comprensibili. Anzi, può capitare spesso che si utilizzi un termine impropriamente, oppure che si confondano i significati (o “campi semantici”) di due termini affini e si finisca per utilizzarli indistintamente o l'uno al posto dell'altro. Insomma, quando si parla di hi-tech bisogna fare sempre molta attenzione alle parole che si usano, in maniera particolare se di mezzo c'è l'informatica. Tra HTML e CSS, tra web e Internet, tra UX e UI la confusione potrebbe addirittura raddoppiare.

Internet e Web (2.0, 3.0 e seguenti)

 

Il web è uno dei servizi che gira su Internet

 

Internet e web viaggiano spesso a braccetto ma sono due concetti molto differenti. Con il termine Internet ci si riferisce all'infrastruttura hardware e software costituita da server, dorsali oceaniche, content delivery network, protocolli di comunicazione quant'altro necessario a garantire che la rete informatica mondiale nata dalle ceneri di Arpanet sia sempre raggiungibile. Il web (e le varie evoluzioni cui si assiste da circa un decennio a questa parte) è invece uno dei servizi che sfrutta l'infrastruttura Internet per mettere a disposizione degli utenti (o internauti) contenuti (multimediali e non) legati tra loro attraverso link ipertestuali. I contenuti disponibili sul web sono raccolti in “contenitori” chiamati pagine web e ospitati sui cosiddetti web server. Mentre Internet potrebbe esistere, e di fatto esiste, anche senza web, il contrario non può essere vero: nel momento in cui l'infrastruttura di server, dorsali e protocolli dovesse smettere di funzionare, il web non sarebbe più accessibile.

Plasma e plasma

 

TV al plasma

 

In questo caso dal versante propriamente informatico e telematico ci si sposta verso un versante più scientifico-tecnologico. Nel caso in cui si dovesse cercare la parola “plasma” su Wikipedia ci si troverebbe di fronte ad una pagina di disambiguazione (la pagina ipertestuale dove l'enciclopedia fondata da Jimmy “Jimbo” Wales segnala i diversi lemmi riconducibili alla stessa parola) con ben sei alternative, alcune delle quali a loro volta potenzialmente fraintendibili. Il plasma che compone il Sole e le altre stelle ha solo marginalmente a che fare con il plasma degli schermi TV. La seconda è un'applicazione minimale dei processi fisici che portano alla formazione del plasma che compone gran parte degli oggetti celesti dell'universo.

Big data

Spesso e volentieri nelle primissime posizioni della parole hi-tech capaci di creare maggiore confusione tra gli interlocutori. Invece basterebbe prendere tutto alla lettera e il significato sarebbe immediatamente evidente: in italiano big data diventa (con una certa libertà di interpretazione e adattamento al contesto) “grandi basi dati”. Quando si parla di big data, infatti, ci si riferisce a insiemi di dati (o data set) talmente grandi e complessi da non poter essere trattati e analizzati con gli strumenti solitamente utilizzati nell'analisi dei database più convenzionali.

Http e www

 

http vs. www

 

Può capitare, a volte, di confondersi e invertirli, o di utilizzare l'uno al posto dell'altro. Http e www (acronimi, rispettivamente, di Hypertext transfer protocol e world wide web), invece, hanno solo pochi punti di contatto e possono essere considerati più complementari che affini. Come accennato, il World wide web è tra i servizi (probabilmente il più conosciuto e importante) che sfruttano l'infrastruttura Internet e si compone dei portali e delle pagine ipertestuali all'interno delle quali si trovano i contenuti web (multimediali e non). L’http, invece, è soltanto uno dei numerosi protocolli utilizzati all'interno del world wide web, necessario per la gestione dei trasferimenti dei contenuti dal server al client (computer) che ne fa richiesta.

IP e url

Come se si trattasse di una “città” virtuale, Internet permette ad ogni visitatore (l'internauta) di individuare univocamente tutte le risorse connesse alla Rete in un determinato momento (server, portali, pagine, ma anche dispositivi di rete come NAS e stampanti). Ciò avviene per mezzo dell'indirizzo IP, una stringa alfanumerica (nella sua versione più avanzata, l’IPv6) corrispondente, più o meno, all'indirizzo di casa di ognuno di noi. Attualmente sono in uso due differenti standard per la codifica dell'indirizzo IP: lo standard IPv4, che utilizza 12 cifre (divise in quattro terzetti) per individuare la risorsa su Internet e lo standard IPv6, di recente adozione, è espresso con otto gruppi di numeri a base esadecimale (a base 16). In entrambi i casi i gruppi di cifre sono separate da due punti (“:”). Un esempio di indirizzo IPv4 è il seguente: 87.122.0.9; un esempio di indirizzo IPv6 è il seguente: 2001:0db8:0000:0000:0000:0000:1428:57ab. Nella navigazione web, l'indirizzo IP assume un'importanza fondamentale: permette di individuare in maniera univoca un portale e quindi di raggiungerlo e visitarlo tramite il browser. Come visto, però, gli indirizzi IP (sia nella codifica IPv4 sia nella codifica IPv6) sono tutt'altro che semplici da ricordare: per facilitare questo compito sono stati introdotti gli url (Uniform resource locator), una sequenza di caratteri (un identificativo mnemonico, così come definiti da Tim Berners-Lee in persona) che corrisponde univocamente all'indirizzo IP di una risorsa e ne può “prendere il posto” nel corso della navigazione. In questo modo, per raggiungere una qualunque risorsa Internet sarà possibile utilizzare indifferentemente l'indirizzo IP o, più facilmente, l'Url corrispondente (ad es. l’indirizzo IP 74.125.225.147 oppure, più semplicemente, l’Url www.google.com).

HTML e CSS

 

Codice CSS

 

Per capire quale sia la struttura del web e come funzioni è necessario comprendere la differenza che sussiste tra codice html e codice CSS. L’Html (Hypertext markup language) è un linguaggio di markup che serve a definire quale sia la struttura della pagina web: suddiviso in paragrafi, liste, link e tutti gli altri elementi, definisce per filo e per segno quale sia il “telaio” della webpage. Al cascading style sheet (abbreviato in CSS) o foglio di stile spetta il compito di “dire” al browser come mostrare la pagina o il portale web: utilizzando il CSS sarà possibile indicare quali font utilizzare, di che colore deve essere lo sfondo (o quale immagine utilizzare per lo sfondo), dove deve essere posizionato il corpo del testo e altre informazioni di questo genere.

Front end e Back end

Come visto sinora, un portale web ha una parte visibile e accessibile a tutti gli internauti che ne conoscono l'indirizzo IP o l'url; e una parte “invisibile”, ma ugualmente necessaria al funzionamento del portale stesso. Nel primo caso si parla di front end e ci si riferisce a tutte quelle componenti che rendono visibile un portale: lo HTML e il CSS, ad esempio, ma non solo. I testi delle pagine, le immagini, le animazioni e gli altri contenuti multimediali (insieme agli elementi JavaScript che ne consentono l'esecuzione) sono compresi nell'insieme degli elementi “visibili” del web. Dall'altro lato troviamo il back end, che racchiude tutti quegli elementi che permettono a un portale web di funzionare: le applicazioni e i protocolli che indicano al portale le cose da fare, al server dove il portale prende i dati e al database dove reperire le informazioni necessarie al funzionamento del sito web.

App e software

 

App per smartphone

 

La differenza che sussiste tra applicazioni e software è sottile ma importantissima. In parole povere, un'app (o applicazione) è quell'insieme di istruzioni, algoritmi o programmi che può essere utilizzato su uno smartphone o tablet. Software, invece, è un termine generico che può essere utilizzato per riferirsi a qualunque set di istruzioni o programmi, siano essi per dispositivi mobili o per computer (desktop e laptop). I software di sistema – quelli che permettono il funzionamento del dispositivo, come il sistema operativo, i driver e i firmware – appartengono a una “categoria a sé” e sono necessari per far funzionare tutte le app presenti nei vari “store”. Detta più brevemente, tutte le app sono software, ma non tutti i software sono delle app.

UX e UI

Anche in questo caso la differenza è sottile ma sostanziale. Quando si parla di user experience (abbreviato in UX, “esperienza utente” in italiano) ci si riferisce alle sensazioni provate da un utente nell'utilizzare un dispositivo, un sito web o un applicativo software. Parlando di user interface (abbreviato in UI, “interfaccia utente” in italiano) si intende, invece, l'aspetto grafico di un portale web o di un software e le modalità di interazione con un dispositivo, sito web o software. L'interfaccia utente, dunque, contribuisce a determinare la user experience ma ne rappresenta soltanto uno degli “ingredienti”.

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