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Cosa aspettarsi dal 5G nel 2020: le novità e la copertura

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Il prossimo dovrebbe essere l'anno nel quale il 5G diventerà accessibile a un numero crescente di persone. Ecco cosa aspettarsi in Italia

Ci siamo quasi: dopo tanti annunci e una lunga attesa, il 2020 è l'anno in cui le reti 5G diventeranno per tutti, o quasi. Da una parte aumenterà la copertura in 5G da parte di molti operatori telefonici di rete mobile, dall'altra crescerà la diffusione dei primi smartphone top di gamma e di fascia media equipaggiati "di fabbrica" con il modem 5G.

Nel giro di pochi mesi, quindi, sempre più utenti potranno accedere a Internet mobile a velocità mai viste prima, sia in download che in upload, e potranno sfruttare nuove funzionalità permesse proprio dalla nuova rete. I cittadini di Stati Uniti, Regno Unito e alcune nazioni del sud est asiatico saranno tra i primi a poter testare i nuovi servizi, mentre in Italia si dovrà ancora attendere un po' prima che la rete 5G diventi capillare e renda conveniente acquistare un dispositivo dotato di questa tecnologia di connessione.

Il 5G in Italia: dove arriverà nel 2020

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Quasi tutti gli operatori di telefonia mobile italiani hanno attivato i primi ripetitori 5G la scorsa estate e prevedono di espandere notevolmente la copertura nel corso del 2020. TIM, ad esempio, ha iniziato con Roma, Torino e Napoli (cittadella universitaria), per passare poi a Milano, Verona, Firenze, Matera e Bari e circa 30 destinazioni turistiche e 50 distretti industriali. I piani di TIM sono di sviluppare la rete per arrivare, nel 2021, a 120 città, 200 destinazioni turistiche, 245 aree industriali e 200 progetti specifici per grandi business.

Wind Tre, insieme a Fastweb, prevede di raggiungere il 96% della popolazione coperta entro il 2026. L'accordo, di durata decennale, prevede che i clienti Fastweb Mobile useranno in futuro la rete Wind in 5G, mentre i clienti fissi di Wind potranno usufruire della fibra ottica di Fastweb. Wind non ha ancora comunicato quali città saranno coperte nei prossimi mesi.

Vodafone ha già attivato la rete 5G a Milano, Torino, Bologna, Roma e Napoli e prevede, entro il 2021, di estendere la copertura a 100 città e alle principali località turistiche italiane. Iliad, al momento, si limita ad annunciare l'accordo con Nokia per lo sviluppo della rete, ma senza indicare esattamente copertura e tempi.

5G: cosa aspettarsi nel 2020

5g nel mondo

Dato uno sguardo veloce alla copertura 5G in Italia nel 2020 e 2021, passiamo all'altro lato della medaglia: i terminali compatibili con la nuova rete veloce. Da questo punto di vista il nome da fare è soprattutto uno: Qualcomm. La gran parte degli smartphone medi e top di gamma del 2020, esclusi ovviamente gli iPhone, saranno equipaggiati con un SoC (il "cuore" tecnologico del dispositivo) prodotto da Qualcomm.

I top di gamma monteranno lo Snapdragon 865, i medi lo Snapdragon 765. Qualcomm ha già mostrato alla stampa cosa saranno in grado di fare i device dotati di questi chip e, va ammesso, le prospettive sono ottime. Lo Snapdragon 865 è un SoC costruito con tecnologia a 7 nm, con otto core e GPU (Graphics Processing Unit, ovvero l'unità di elaborazione grafica) integrata. Ma non solo: integrerà anche la quinta generazione del coprocessore Hexagon dedicato ad elaborare gli algoritmi di intelligenza artificiale, che sarà molto più potente senza incidere troppo sulla durata della batteria degli smartphone.

Le stesse caratteristiche dell'865, ma con prestazioni inferiori, le ritroveremo anche nello Snapdragon 765. Ma, soprattutto, entrambi i SoC integreranno un modem 5G: lo Snapdragon X55, nel caso dell'865, e lo Snapdragon X52, per il 765. Entrambi i modem sono compatibili sia con le frequenze microWave che con le Sub-6 GHz e, a differenza del precedente X50 che gestiva solo la rete 5G, possono agganciarsi anche alle reti 4G e precedenti. Lo Snapdragon X55 può gestire una velocità fino a 7,5 Gbps, mentre l'X52 è un po' meno performante.

5G: nel 2020 ancora qualche difetto di gioventù

problemi 5g

Se il 2020 sarà l'anno cruciale per il 5G dal punto di vista "quantitativo", con sempre più copertura e sempre più dispositivi compatibili presenti sul mercato, almeno in Italia dovremo aspettare ancora un po' per avere la massima qualità e velocità della nuova rete. Nel nostro Paese, infatti, le frequenze nella banda da 700 MHz saranno rese disponibili soltanto nel 2022, quando verrà spento il vecchio segnale della TV digitale terrestre (e si passerà al DVB-T di seconda generazione, che non sfrutterà questa banda). I 700 MHz sono importanti perché con questa frequenza il segnale riesce ad attraversare i muri, entrando nelle case e negli uffici. All'inizio, quindi, il 5G sarà disponibile quasi esclusivamente all'area aperta.

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