Programmazione

BASIC, storia e caratteristiche

Creato nel 1963 presso il Dartmouth College, ha tra i suoi punti di forza l'estrema semplicità nell'essere appreso
BASIC, storia e caratteristiche FASTWEB S.p.A.

Basico, come suggerisce il nome. BASIC è un linguaggio di programmazione ideato nel 1964 negli Stati Uniti caratterizzato da una sintassi semplice e molto simile al linguaggio naturale. Più nello specifico si tratta di un linguaggio di programmazione ad alto livello, adatto ad ogni scopo (general-purpose) e progettato specificatamente per essere semplice da utilizzare. La gran parte degli studenti del Dartmouth College, università dove venne ideato e sviluppato, erano iscritti a facoltà umanistiche: era quindi indispensabile che potesse essere utilizzato anche da neofiti della materia. Non bisogna, però, lasciarsi ingannare: BASIC è un acronimo e sta per Beginner's All-purpose Symbolic Instruction Code (in italiano codice simbolico per principianti per ogni applicazione). Il fatto che il nome replichi la sua caratteristica principale – la semplicità – è probabilmente una coincidenza fortunata.

Caratteristiche generali di BASIC

Nato per essere semplice da imparare, BASIC si differenziò dagli altri linguaggi di programmazione a lui coevi per una sintassi e una struttura logica semplice ma allo stesso tempo molto potente. Il costrutto dell'algoritmo era semplificato al massimo e composto da pochi, essenziali elementi. Il BASIC è orientato alla costruzione di programmi chiari e comprensibili e pensato come linguaggio algoritmico, ovvero atto a programmare algoritmi.

 

Differenti tipologie di interpreti BASIC

 

Con gli anni BASIC ha subito diverse evoluzioni che l'hanno portato a diventare un linguaggio strutturato con dinamiche e potenzialità non molto differenti rispetto a linguaggi più moderni. Una delle versioni più famose è Microsoft BASIC, sviluppato tra gli altri da Bill Gates per l'Altair 8800. Altrettanto famoso e utilizzato Visual BASIC, caratterizzato dalla ricorsività, dalla gestione degli oggetti e dalla strutturazione degli algoritmi.

La storia di BASIC

John Kemeney entrò a far parte del Dipartimento di matematica del Dartmouth College nel 1953, dopo aver lavorato al Manhattan Project (il programma di ricerca degli Usa durante la II Guerra mondiale che portò alla realizzazione della bomba atomica, ndr.) con il fisico Richard Feynman e aver fatto da assistente – nel biennio 1948-1949 – ad Albert Einstein. Tre anni più tardi arrivò Thomas Kurtz, giovane matematico appena uscito da Princeton. I due strinsero subito amicizia e, data la comune passione per i computer e l'informatica, cominciarono a ragionare su un nuovo linguaggio di programmazione che potesse sfruttare al meglio le specifiche tecniche dei nuovi mainframe dell'università.

Nacque così il Dartmouth BASIC, chiamato così in onore dell'università dove era stato concepito e sviluppato. Il linguaggio di programmazione di Kemeney e Kurtz era contraddistinto da alcune caratteristiche chiave: doveva essere semplice da apprendere e utilizzare, di uso generale, interattivo e rapido nell'eseguire piccoli programmi.

 

AppleSoft BASIC su Apple Lisa

 

Grazie a questi punti di forza BASIC riuscì ben presto ad affermarsi nel mondo accademico e, successivamente, anche in quello commerciale. Fu, però, con la diffusione dei microcomputer che il linguaggio di Kemeney e Kurtz conobbe la sua massima diffusione. Nel 1975 fece la sua comparsa sul mercato il MITS Altair 8800, un home computer dal prezzo accessibile (poco più di 400 dollari) e dalle dimensioni contenute. La massiccia diffusione di questo computer fece crescere esponenzialmente la domanda per un linguaggio di programmazione semplice da utilizzare e alla portata di tutti. Un linguaggio, però, già esistente: BASIC.

La creatura dei due matematici del Dartmouth College iniziò così ad essere utilizzata da diversi home computer: non solo Altair, ma anche IBM e Apple. La svolta, però, si ebbe con la distribuzione dell'Altair BASIC, interprete del linguaggio realizzato da una giovanissima software house californiana: Microsoft. Il programma di Bill Gates e Paul Allen cambiò presto nome in Microsoft BASIC e venne adattato per architetture differenti rispetto a quella dell'Altair 8800.

 

Altair BASIC su nastro perforato

 

Nel 1981 IBM presentò il primo Personal Computer della storia. Il dispositivo era dotato di un sistema operativo sviluppato da Microsoft, accompagnato da diversi interpreti per BASIC. Naturalmente, non si trattava dello stesso linguaggio realizzato circa venti anni prima al Dartmouth College: con il passare degli anni erano state aggiunte diverse estensioni, come ad esempio il supporto per la grafica, la manipolazione delle stringhe e la gestione di nuovi tipi di dati.

Passarono altri dieci anni e il BASIC tornò nuovamente a far parlare di sé. Protagonista, ancora una volta, Microsoft, che lanciò sul mercato una versione completamente rinnovata del linguaggio di programmazione. Visual Basic – questo il nome dato dalla casa di Redmond alla sua creatura – si discostava molto dal suo predecessore: basato sulla programmazione ad oggetti e la programmazione ad eventi, condivideva con il vecchio BASIC solamente la struttura logica semplice e immediata.

 

Visual Basic

 

OGGI il BASIC sconta molto la sua connaturata lentezza di esecuzione che lo ha portato ad essere quasi completamente abbandonato in favore di linguaggi di programmazione più rapidi efficienti come il Java. Esso trova però ancora un certo utilizzo nelle applicazioni in cui la velocità di esecuzione non è un fattore determinante.

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