In Breve (TL;DR)
- LinkedIn sta riducendo la distribuzione dei contenuti classificati come AI slop, cioè generici, ripetitivi o privi di una prospettiva originale.
- Le visualizzazioni dei contenuti identificati come AI slop sono già diminuite del 40%, secondo i dati della piattaforma.
- Utilizzare l'AI resta possibile: LinkedIn vuole premiare soprattutto i post in cui emerge la voce e l'esperienza reale dell'autore.
LinkedIn vuole riportare nel feed più contenuti originali e meno post che sembrano prodotti in serie con l’intelligenza artificiale. La piattaforma sta potenziando i propri sistemi per individuare il cosiddetto AI slop, cioè testi apparentemente curati ma generici, ripetitivi, riciclati o privi di una reale prospettiva personale.
Questo non significa che LinkedIn voglia vietare l’utilizzo dell’AI. La piattaforma considera legittimo servirsi di strumenti di intelligenza artificiale per correggere, sintetizzare o migliorare un testo. A cambiare è invece la distribuzione dei contenuti che sembrano creati soprattutto per ottenere visibilità e che non aggiungono esperienza, competenza o un punto di vista riconoscibile.
Per gli utenti, il risultato dovrebbe essere un feed con meno contenuti AI di scarso valore, soprattutto tra quelli consigliati al di fuori della propria rete.
LinkedIn riduce la visibilità dell’AI slop nel feed
LinkedIn utilizza nuovi classificatori per riconoscere segnali tipici dei contenuti generici e prodotti su larga scala. Quando un post appare probabilmente generato con l’AI e non presenta una prospettiva chiara, ha meno probabilità di essere distribuito ampiamente oltre la rete diretta dell’autore.
La piattaforma afferma che, nei primi test, i propri sistemi sono riusciti a identificare correttamente i contenuti generici nel 94% dei casi. Gli interventi successivi avrebbero già ridotto del 40% le visualizzazioni dei contenuti classificati come AI slop.
A questi sistemi automatici si aggiunge anche il contributo degli utenti. LinkedIn ha introdotto l'opzione “Sembra AI slop”, disponibile dal menu dei post e dei commenti, che permette di segnalare contenuti percepiti come generici o poco autentici. Più di un milione di membri l'ha utilizzata nelle prime due settimane dal lancio.
Se un post riceve abbastanza segnalazioni, l'autore può visualizzare un avviso privato nelle statistiche del contenuto. Non si tratta di una rimozione o di una violazione delle regole: serve soprattutto a mostrare come il post viene percepito dalla community.
Usare l’AI su LinkedIn resta possibile, ma deve emergere la persona
La distinzione fatta da LinkedIn è quindi tra AI come strumento e AI utilizzata per produrre contenuti senza un reale contributo umano.
La piattaforma invita chi usa strumenti generativi a rivedere sempre ciò che pubblica e ad aggiungere esperienze, conoscenze e opinioni personali. Un post può essere scritto con l'aiuto dell'AI senza essere penalizzato, purché non risulti intercambiabile con centinaia di altri contenuti.
LinkedIn sta intervenendo anche sull'automazione delle conversazioni. Ogni giorno vengono bloccati centinaia di migliaia di tentativi di pubblicare commenti automatici, mentre negli ultimi mesi la piattaforma dichiara di aver fermato miliardi di attività automatizzate.
Cambia persino l'AI integrata direttamente in LinkedIn. La funzione che permetteva di migliorare automaticamente un post viene sostituita da uno strumento più vicino a un correttore, pensato per sistemare lingua e chiarezza senza riscrivere completamente la voce dell'autore.
Il messaggio è quindi piuttosto chiaro: l'intelligenza artificiale può continuare a essere utilizzata, ma sul feed dovrebbero avere più spazio i contenuti capaci di offrire esperienza reale, competenze e una prospettiva personale. Per chi pubblica su LinkedIn, affidare interamente all'AI la produzione di post standardizzati potrebbe quindi diventare sempre meno efficace.
Per saperne di più: Intelligenza Artificiale: cos'è e cosa può fare per noi
Domande frequenti (FAQ)
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LinkedIn penalizza tutti i post scritti con l’AI?No. La piattaforma distingue tra contenuti assistiti dall'AI e AI slop. I primi restano ammessi se riflettono esperienza, competenze e punto di vista dell'autore.
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Che cosa significa AI slop su LinkedIn?Sono contenuti generici, ripetitivi, riciclati o prodotti con poco impegno che sembrano generati con l'AI e non aggiungono una prospettiva originale.
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Cosa succede a un post considerato AI slop?Può avere meno possibilità di essere distribuito ampiamente, soprattutto al di fuori della rete diretta dell'autore.
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È possibile segnalare un contenuto AI su LinkedIn?Sì. L'opzione “Sembra AI slop” permette di inviare un feedback su post e commenti percepiti come contenuti AI di scarso valore.
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LinkedIn utilizza l’AI per riconoscere questi post?Sì. La piattaforma utilizza classificatori progettati per individuare contenuti generici e segnali di automazione, affiancandoli ai feedback degli utenti.



