login LOGIN
CHIUDI chiudi
Il mio profilo

mostra
Hai dimenticato la password?
Inserisci l'indirizzo email di registrazione per reimpostare la password.
Segui le istruzioni che ti abbiamo inviato per posta elettronica.

Gen Z e AI: i giovani usano i chatbot ovunque, ma non si fidano

Ascolta l'articolo

La Gen Z è la generazione più esposta all'AI: la usa per studiare, lavorare e socializzare, ma teme che la renda meno capace. I dati e i nuovi scenari

gen z che usano ai Shutterstock

In Breve (TL;DR)

  • La Gen Z è la generazione che usa di più l’intelligenza artificiale, con percentuali molto superiori rispetto agli adulti.
  • Nonostante l’uso diffuso, i giovani restano critici e preoccupati per l’impatto dell’AI su capacità cognitive e autonomia.

La Gen Z è la generazione che usa di più l’intelligenza artificiale, ma allo stesso tempo è anche quella che mostra più dubbi sul suo impatto. I dati emergono da diverse analisi pubblicate nel 2026 e riguardano soprattutto i giovani tra i 16 e i 24 anni, che utilizzano chatbot e strumenti AI in modo quotidiano per studiare, lavorare e comunicare.

Il fenomeno è globale, ma presenta differenze rilevanti tra Europa e Stati Uniti. In Italia, secondo Eurostat, il 47,2% dei giovani ha usato AI generativa nel 2025, contro il 19,9% degli adulti. Il dato evidenzia un divario netto che conferma come l’adozione sia già consolidata tra i più giovani. Un quadro che si inserisce nel più ampio cambiamento delle abitudini digitali, come emerge anche nel confronto tra generazioni diverse, dai boomers alla Gen Z fino agli Alpha.

Quanto la Gen Z usa davvero l’AI

L’uso dell’AI tra i giovani non è episodico, ma strutturale. In Europa il 64% dei 16-24enni ha utilizzato strumenti di AI generativa nel 2025, contro una media adulta del 32,7%. Negli Stati Uniti, diverse rilevazioni indicano che oltre l’80% della Gen Z utilizza chatbot con regolarità.

Negli USA, sondaggi recenti indicano che oltre l'80% dei Gen Z usa chatbot regolarmente, contro circa un terzo dei boomer. E l'uso non è superficiale: i giovani impiegano i chatbot per ricerca approfondita, sintesi di documenti, conversazione e brainstorming, più che per il classico fact-checking veloce. È un'adozione strutturale, che tocca studio, lavoro, relazioni e intrattenimento.

A scuola e al lavoro tra tutor e “social offloading”

Nel contesto educativo, l’intelligenza artificiale sta modificando le modalità di apprendimento. Il dibattito si è spostato dalla proibizione degli strumenti AI alla ridefinizione delle modalità di valutazione, con un ritorno a prove in presenza e verifiche più strutturate.

Il NYT racconta come il dibattito nelle scuole si sia spostato dal "vietare ChatGPT" al ridisegnare i compiti: molti atenei stanno aumentando il peso degli esami in presenza. Gli studi citati mostrano un punto delicato: chi si affida pesantemente all'AI per scrivere ricorda meno e mostra minore attività cognitiva. Allo stesso tempo, però, il 58% degli studenti dichiara di usarla come tutor per spiegazioni e ripasso, non per copiare. La differenza non è nello strumento, ma nell'intenzione.

Sul versante personale, CNN ha documentato il fenomeno del "social offloading": giovani che usano i chatbot per scrivere messaggi difficili, gestire rotture, decifrare segnali sociali. Gli esperti di Common Sense Media avvertono del rischio di un "loneliness loop".

Il paradosso della Gen Z tra uso e sfiducia

È qui il dato più sorprendente, e quello che emerge con più forza dai reportage di The Verge e dalle ricerche accademiche del 2026. I Gen Z sono i più preoccupati dell'impatto dell'AI: temono che renda le persone più pigre, meno capaci di pensiero critico e di problem solving autonomo. Sono anche i più propensi, nei sondaggi, a dire che l'AI li rende "più intelligenti per certi versi, più stupidi per altri". È la generazione più esposta e insieme la più critica: la usa quotidianamente ma non si fida del tutto, né dei contenuti che produce né degli effetti di lungo periodo sul proprio modo di pensare.

Per scuola, aziende e famiglie italiane il messaggio è duplice. Il primo: i giovani sono già dentro questa tecnologia, anche dove i numeri nazionali, fanalino di coda in UE per uso adulto, sembrano dire il contrario. Il secondo: la sfida non è più l'adozione, ma la qualità dell'uso. Non si tratta di vietare o permettere, ma di accompagnare i ragazzi a un rapporto consapevole con strumenti che spesso sanno usare meglio degli adulti.

Per saperne di più:

Il nuovo mondo dopo l'AI, come cambia con ChatGPT e le altre tecnologie

L'IA, come quella di ChatGPT, fa parte di un'ondata di tecnologia che sta già influenzando la società. Il nuovo rapporto di Stanford mostra come

Domande frequenti (FAQ)

  • Quanto la Gen Z utilizza l'AI rispetto agli adulti?
    In Europa oltre il 60% dei giovani tra 16 e 24 anni utilizza strumenti di AI generativa, con percentuali ancora più alte negli Stati Uniti.
  • Perché la Gen Z usa così tanto i chatbot?
    Per studiare, fare ricerca, scrivere testi e ottenere supporto rapido nelle attività quotidiane.
  • La Gen Z si fida dell’intelligenza artificiale?
    Non completamente. È la generazione più critica e consapevole dei limiti dell’AI.
  • Cos’è il social offloading?
    È l’uso dei chatbot per gestire comunicazioni personali e relazioni sociali complesse.
  • L’AI rende meno capaci di pensare?
    Secondo alcuni studi può ridurre l’attività cognitiva se usata in modo passivo, ma può anche supportare l’apprendimento se usata correttamente.
A cura di Cultur-e
Addestramento IA non consentito: É assolutamente vietato l’utilizzo del contenuto di questa pubblicazione, in qualsiasi forma o modalità, per addestrare sistemi e piattaforme di intelligenza artificiale generativa. I contenuti sono coperti da copyright.
TecnologicaMente
Che tipo di partner digitale sei?
Immagine principale del blocco
Che tipo di partner digitale sei?
Fda gratis svg
Scopri come vivi le relazioni nell’era delle chat, delle emoji e delle videochiamate
Fai il test gratuito

Iscriviti
all'area personale

Per ricevere Newsletter, scaricare eBook, creare playlist vocali e accedere ai corsi della Fastweb Digital Academy a te dedicati.