Le soft skills sono caratteristiche e tratti personali dell’individuo, competenze trasversali che permettono di avere un vantaggio competitivo nel mondo del lavoro, dello sport e della vita personale. Sono determinanti quando si vuole ottenere un nuovo impiego o una promozione.

Si sviluppano nel tempo, soprattutto attraverso le esperienze di vita. Lo sport può essere un buon modo per allenarle e per ottenere maggiori possibilità di accedere ad avanzamenti di carriera.

I recruiter, infatti, danno sempre maggiore importanza a capacità come la resilienza e lo spirito di squadra. A spiegare perché ispirarsi agli atleti e quali soft skills incrementare, Monica D’Ascenzo, nel suo libro ‘Gameday. Perché le ragazze devono imparare a correre dietro a un pallone’, edito da Gribaudo.

Soft skills: perché il talento non basta

Il talento non è tutto. È questa una delle prime lezioni che tutti possono apprendere dallo sport e che può essere utile anche nel mondo del lavoro. La predisposizione naturale verso alcune discipline o allo svolgimento di alcune funzioni non garantisce il successo.

Non è sufficiente avere un curriculum importante. Per arrivare ai vertici serve usare tattica e strategie, abilità che gli sportivi apprendono fin da subito e allenano di pari passo insieme a quella fisica. Bisogna saper assumersi dei rischi e prendere l’iniziativa.

Bene anche la diffusione di una leadership positiva, non caratterizzata dal timore, ma da grinta, solarità e testa sulle spalle. Lo dimostra Cristiana Girelli, attaccante della Nazionale Italiana di calcio femminile, che sfodera carisma e gentilezza riuscendo a trainare la squadra senza bisogno di occhiatacce e arroganza.

Soft Skill: le lezioni provenienti dallo sport

Altra caratteristica essenziale per gli sportivi e nel mondo del lavoro è l’autostima. Lo dimostrano le ragazze della Nazionale Italiana di Ginnastica Ritmica, Benedetta Pilato, Thomas Ceccon e gli altri atleti giovani, ambiziosi e sicuri di sé. 

Saper accettare il fallimento aiuta ad ottenere dei vantaggi anche di fronte ad un insuccesso. Ogni errore può essere una fonte preziosa di insegnamenti. Quando si sbaglia occorre iniziare di nuovo a lavorare, ad allenarsi o gareggiare senza perdere la fiducia in sé stessi. 

A fare la differenza è l’equilibrio e la consapevolezza delle proprie capacità e del proprio essere. Il benessere mentale e personale è vitale, lo ha ben compreso Simon Biles, ginnasta statunitense che all’apice della sua carriera e della sua fama ha deciso di prendersi un periodo di pausa per ritrovare la giusta motivazione.

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb