L'analisi è di quelle che contano e aiuta a chiarire, se ancora ce ne fosse bisogno, che il futuro del mondo lavorativo passa dall'hi-tech e da Internet. La Rete non influenza solo il modo in cui si trova lavoro – le offerte di lavoro e il cerco lavoro online – ma sarà fondamentale per creare nuove professionalità e nuove occupazioni che andranno a sostituire lavori ormai vecchi e superati. A guidare questo processo saranno tecnologie e strumenti come l'Internet of Things (IoT) e i Big data, ma il quadro molto più composito: il futuro del lavoro passerà attraverso la stampa 3D e l'intelligenza artificiale, il machine learning e le nanotecnologie.

Questo, a grandi linee, il quadro delineato nel report "The future of Jobs", presentato nel corso del World Economic Forum 2016 tenuto a Davos nella seconda metà di gennaio 2016.

Impatto in crescita

Il report, realizzato grazie al contributo di professionisti nel settore delle risorse umane di tutto il mondo, offre ulteriore supporto alla tesi che l'alta tecnologia si sta pian piano sostituendo a settori industriali e produttivi ormai in declino. Ciò, però, sembra non essere ancora sufficiente: i nuovi posti di lavoro creati grazie all'IoT, ai Big Data e tutte le altre tecnologie coinvolte nella Quarta rivoluzione industriale non sono sufficienti per "coprire" il buco creato da alcuni settori produttivi ormai in caduta libera.

 

Big data sempre più importanti per il mondo del lavoro

 

I cambiamenti, però, non riguarderanno solamente il mondo del lavoro: le nuove tendenze tecnologiche avranno un impatto fondamentale anche a livello socioeconomico, andando a modificare lo stile di vita di milioni di persone. Si vivrà in un universo lavorativo più dinamico e flessibile (grazie al telelavoro e al "lavoro su richiesta"), con una classe media sempre più "consistente" dal punto di vista numerico e una tendenza all'urbanizzazione sempre più marcata.

Fattori di cambiamento

Nei prossimi cinque anni, si legge nel report, il mondo del lavoro per come lo conosciamo oggi (e lo abbiamo conosciuto nei decenni precedenti) probabilmente non esisterà più. L'impatto delle nuove tecnologie è tale che nulla sarà come prima.

 

Smart city

 

A fare la differenza saranno unione e cooperazione: settori produttivi fino a qualche anno fa senza punti di contatto finiranno con l'influenzarsi vicendevolmente, favorendo l'uno lo sviluppo (tecnologico e lavorativo) dell'altro. L'intelligenza artificiale e il machine learning, la robotica e le nanotecnologie, la stampa 3D e la genetica con le biotecnologie sono la base su cui saranno costruiti i sistemi intelligenti del futuro. L'IoT e i Big data favoriranno lo sviluppo di case intelligenti (domotica), di nuovi sistemi e centri di produzione, di reti di distribuzione smart e di città collegate e interconnesse.

 

L'impatto dell'hi-tech nel mondo del lavoro

 

Nel breve termine (tra il 2015 e 2017) saranno tecnologie e strumenti hi-tech come l'Internet mobile, servizi e tecnologie cloud e i Big data ad avere un maggior impatto sul mondo lavorativo. Se, invece, si prova a posare lo sguardo su un range temporale più lungo (dal 2018 in poi) si scopre che saranno robotica e l'Internet delle cose saranno decisive per ridefinire modalità di lavoro e professionalità.

Saldo negativo

L'impatto che questi fattori avranno sulle statistiche occupazionali è promettente e preoccupante allo stesso tempo. Mentre le innovazioni tecnologiche portano solitamente a una maggiore produttività e ricchezza, la velocità del cambiamento in atto solleciterà in maniera imprevedibile il mercato del lavoro.

 

Statistiche occupazionali

 

Secondo il report, la crescita impetuosa delle nuove tecnologie porterà alla perdita di circa 7,1 milioni di posti di lavoro – di questi, circa il 70% è concentrato nei settori di lavori d'ufficio e amministrativi e il 20% nell'industria manifatturiera. Di contro, si creeranno solo 2 milioni di nuovi posti di lavoro, con un saldo negativo per molti versi preoccupante.

 

Professioni a bassa specializzazione saranno destinati a scomparire

 

Mondo che cambia

Tutto ciò avrà inevitabili ripercussioni anche sulle offerte di lavoro e sulle modalità di selezione per le nuove professionalità. Non deve sorprendere che professionisti nel settore dell'informatica e della matematica, dell'ingegneria e dell'architettura saranno sempre più richiesti e ricercati. Ciò farà aumentare la concorrenza tra le varie aziende, pronte a tutto (o quasi) pur di "accaparrarsi" i migliori talenti in grado di far crescere il loro business.

 

Big data, IoT e smart city

 

Allo stesso tempo, anche chi cerca lavoro dovrà essere in grado di adattarsi nel minor tempo possibile alle nuove sfide e alle nuove tendenze dell'universo lavorativo. I cambiamenti discussi in precedenza avranno un impatto sulle caratteristiche professionali più richieste: chi non sarà in grado di farsi trovare pronto "all'appello" avrà ben poche possibilità di rispondere con successo alle offerte di lavoro che si presenteranno.

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb