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OpenStreetMap, come funzionano le mappe collaborative

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OpenStreetMap è la piattaforma di crowdmapping dove inserire mappe del pianeta dense di dettagli utili e, ovviamente, completamente gratuite. Ecco come funziona

open-street-map Postmodern Studio / Shutterstock

OpenStreetMap (OSM) è il progetto che ha dato vita all’idea di crowdmapping. Parliamo di una piattaforma online dove si possono condividere con una vasta community mappe del pianeta, dettagliate e in maniera completamente gratuita.

Il sistema utilizza dati geospaziali condivisi e, soprattutto, open source che permettono agli utenti di utilizzarli, di modificarli e di distribuirli liberamente e senza essere dunque soggetti a restrizioni dovute a licenze di alcun genere.

È un progetto ambizioso che dal 2004 coinvolge un gran numero di persone in tutto il mondo che continuano a collaborare per far progredire la piattaforma, assicurando mappe sempre più dettagliate e dense di informazioni, ritenute una delle alternative più valide a Google Maps.

Scopriamo di più su OpenStreetMap e sul suo funzionamento. 

Come funziona OpenStreetMap

mappa-di-monaco

Credits Shutterstock

Utilizzando OpenStreetMap gli utenti raccolgono dati geografici tramite il GPS, le immagini aeree e di qualsiasi altra fonte utile allo scopo, per dare vita a mappe estremamente precise e complesse.

Questi dati vengono “posizionati” in modo da evidenziare punti di interesse, strade, edifici, attività commerciali e caratteristiche geografiche, così da portare nelle mani dell’utilizzatore finale una mappa con tutto ciò che caratterizza un determinato luogo.

Tutto quello che viene caricato sulla piattaforma, può essere arricchito e modificatoda altri utenti in modo da semplificare la “costruzione” della mappa stessa, in un vero e proprio processo di editing basato completamente sulla collaborazione tra persone da ogni parte del mondo.

Oltretutto, a testimonianza delle grandi potenzialità di questo progetto open source, ogni collaboratore può etichettare ciò che è presente sulla cartina, descrivendo con precisione qualunque elemento che caratterizza un determinato luogo, come un edificio, ad esempio, un corso d’acqua e così via.

L’idea alla base di OpenStreetMap è la collaborazione, un sistema che garantisce aggiornamenti continui e tante innovazioni da condividere con tutta la community

 Tutte le indicazioni presenti sulla piattaforma possono essere utilizzate anche da terze parti ed essere inserite su siti, applicazioni per la navigazione satellitare, software per la pianificazione urbana e qualunque sistema abbia bisogno di utilizzare una mappa con questo livello di definizione.

Come detto in apertura si tratta di una piattaforma open source e, quindi, chiunque può accedere, modificare e utilizzare i dati al suo interno a patto che venga citata la fonte.

Poi, utilizzando le API (Application Programming Interfaces) di OpenStreetMap è possibile dare un grande aiuto agli sviluppatori di applicazioni, che così facendo possono utilizzare liberamente i dati della piattaforma per dare vita alle loro creazioni (sempre tenendo ben a mente di citare la fonte).

Utilizzi chiave di OpenStreetMap

mappa-sul-tablet

Credits Shutterstock

Una piattaforma come OpenStreetMap presenta moltissimi utilizzi chiave che possono rivelarsi cruciali in contesti diversi.

Come già detto, la possibilità di portare su applicazioni di terze parti mappe con un livello di dettaglio così elevato consente agli sviluppatori di sfruttare al massimo le potenzialità dei loro progetti e, chiaramente, senza dover passare attraverso costose licenze e vincoli di alcun tipo.

A questo punto non si può non parlare dei “chapter”, delle organizzazioni locali o regionali che si impegnano per promuovere l’utilizzo di OpenStreetMap nella loro zona di riferimento.

Questi chapter possono essere gruppi o organizzazioni senza scopo di lucro che hanno come scopo quello di promuovere il loro territorio, utilizzando appunto una soluzione condivisa e open source.

Ed è proprio grazie ai chapter che l’API della piattaforma può essere utilizzare da milioni di persone in tutto il mondo (tradotta in più di 50 lingue) per dare vita alle proprie applicazioni personalizzate.

Proprio per questo gli sviluppatori hanno potuto personalizzare al massimo i propri software, partendo da mappe modificabili liberamente che possono essere facilmente adattate alle varie esigenze.

Utilizzare un software open source e gratuito è un ottimo sistema per sviluppare applicazioni che siano efficienti e personalizzabili in base alle proprie esigenze

Non importa l’utilizzo finale, ciò che conta è che le cartine di OpenStreetMap possono essere completamente modificate per bisogni di qualsiasi tipo, evidenziando ad esempio la geografia di un luogo, oppure l’urbanizzazione, la rete per il trasporto pubblico e molto altro ancora.

Trattandosi di un’esperienza collaborativa, questa soluzione ha permesso agli utenti di mappare anche aree remote, come le zone rurali, dove i classici sistemi di mappatura potrebbero fare fatica ad arrivare o semplicemente potrebbero non avere interesse nella definizione di tali luoghi.

Oltretutto l’idea di una piattaforma comunitaria, come accade sempre in questi casi, funge anche da propulsore per il progetto, amplificando la volontà degli sviluppatori di fare sempre meglio e di sviluppare nuove soluzioni innovative che possono influenzare profondamente la cartografia digitale e, naturalmente, semplificare lo sviluppo di soluzioni innovative ad essa collegate.

Infine, l’idea di poter utilizzare tutte queste particolarità e in maniera completamente gratuita è un ottimo incentivo per migliorare l’applicazione e ciò che può offrire, spingendo molti a investire il proprio tempo in questo ambizioso progetto.

OpenStreetMap, l’impatto globale

ope-street-map-impatto-globale

Credits Shutterstock

Nel tempo (e dopo ben 19 anni di supporto continuativo) è chiaro che OpenStreetMap sia diventato una realtà molto solida, con alle spalle una community di appassionati e di esperti molto preparata e davvero pronta a dare il massimo per la riuscita del progetto.

È evidente dunque che una soluzione del genere abbia avuto (e avrà anche in futuro) un grando impatto a livello globale e questo suo essere “universale” dipende, naturalmente dai suoi server che sono distribuiti in tutto il mondo.

Una scelta del genere, rafforza l’idea di community, anche perché non esiste un server centrale che ospita tutti i dati, ma i vari “pezzi” del progetto sono archiviati in varie regioni del mondo in modo che i dati possano essere facilmente accessibili e utilizzabili da ogni dove.

 Oltretutto il sito principale è ospitato su server cloud gestiti da organizzazioni e da volontari, in modo da non accentrare il “potere” all’interno di una soluzione aziendale che potrebbe riservarsi il monopolio di queste preziose informazioni.

Questo sistema, dunque, rappresenta anche la garanzia di un software libero e aperto a tutti, duraturo esattamente come la community e pronto ad accogliere un numero sempre maggiore di utenti e di sviluppatori con le loro idee.

A cura di Cultur-e
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