Il mercato dei servizi digitali sta per subire una rivoluzione. Il cambiamento deriva dall’approvazione delle norme Digital Services Act (DSA) e Digital Markets Act (DMA), proposte nel dicembre del 2020, da parte dell’Unione Europea.

L’obiettivo è quello di limitare che grandi società, come Google e Meta, possano avere un controllo assoluto su un’immensa mole di dati raccolta attraverso le piattaforme che quotidianamente gli utenti del web utilizzano e di creare un ambiente online più sicuro. Tra queste vi rientrano applicazioni di messaggistica istantanea, motori di ricerca e assistenti vocali. 

DSA e DMA: cosa sono

Il Digital Services Act (DSA) e il Digital Markets Act (DMA) sono due norme approvate dall’Unione Europea per regolarizzare l’attività dei fornitori di servizi digitali e creare un mercato unico digitale che sia sicuro e tuteli gli utenti del web.

L’obiettivo del Digital Services Act (DSA) è quello di rendere illegale sul web ciò che lo è anche offline. Tutti coloro che, online, vendono o forniscono beni, contenuti e servizi sono obbligati ad effettuare dei controlli random su ciò che offrono. Sono previste delle misure per tracciare venditori.

Il Digital Markets Act (DMA) vuole regolare il mercato in cui operano i fornitori di servizi digitali. Tra questi vi rientrano social network, piattaforme per la condivisione di video ed elementi multimediali, applicazioni di messaggistica, motori di ricerca, servizi di intermediazione, sistemi operativi, sistemi di archiviazione in cloud, browser e assistenti virtuali. Si tratta di realtà che si trovano a raccogliere e a gestire una grande quantità di dati. Devono garantire la massima trasparenza sul loro utilizzo e sulla loro gestione.

DSA E DMA: cosa cambia per gli utenti del web

Lo scopo primario che l’Unione Europea si è prefissata e che vuole raggiungere attraverso le norme approvate è quello di tutelare i soggetti più deboli, in particolar modo i minori, dai pericoli del web, dai contenuti tossici e di dubbia provenienza e dalle fake news.

Grazie a queste norme, si dovrebbe andare incontro ad una riduzione dei contenuti dannosi e ad una maggiore tutela dei diritti degli utenti. Sarà più semplice, ad esempio, contrastare forme illegali di incitamento all’odio o la vendita di prodotti illegali.

Le piattaforme più grandi dovranno assumersi maggiori responsabilità, evitare di condividere dati con altre imprese e astenersi dal promuovere i propri interessi. Tutti i fornitori che raccolgono i dati degli utenti devono permettere a quest’ultimi di abbandonare il servizio facilmente e molto altro. 

In un futuro non troppo lontano, diventerà possibile l’interoperabilità delle piattaforme di messaggistica istantanea: tutti gli utenti potranno scambiarsi messaggi utilizzando applicazioni diverse tra loro (ad esempio, Telegram e Whatsapp).

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb