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INAD, cos'è e come funziona l'Indice Nazionale dei Domicili Digitali

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Dal 6 giugno i cittadini italiani possono iniziare a eleggere il loro domicilio digitale: un indirizzo che potrà essere utilizzato per comunicazioni con valore legale

domicilio digitale Shutterstock

È nato l’INAD, l’Indice Nazionale dei Domicili Digitali: una nuova realtà figlia della collaborazione tra Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio, l’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) e Infocamere, la società di informatica delle Camere di Commercio. 

A partire dal 6 giugno 2023 i cittadini italiani hanno dunque la possibilità di eleggere il loro domicilio digitale: un indirizzo elettronico che può essere utilizzato per interagire con i vari servizi della Pubblica Amministrazione nazionale. 

Per accedere al portale del Domicilio Digitale è necessario avere compiuto 18 anni di età e disporre di credenziali SPID, CIE o CNS. Dunque il servizio è a disposizione dei cittadini membri del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), dei cittadini dotati di Carta di Identità Elettronica (CIE) o dei cittadini in possesso della Carta Nazionale dei Servizi (CNS)

Cos’è e come funziona il domicilio digitale

La creazione di un Indice Nazionale dei Domicili Digitali è parte del piano triennale per l’informatica nella PA ed era stata stabilita nel 2017: più precisamente con l’aggiornamento del Codice dell’Amministrazione Digitale legato al decreto 217. 

Nel corso di questi anni il progetto di un registro virtuale delle persone fisiche e degli enti è diventato realtà, ma l’iter di realizzazione è ancora in corso. 

In questa prima fase di attivazione il nuovo servizio di registrazione del domicilio digitale non mostra tutte le sue potenzialità. Ma le cose sono destinate a cambiare nel giro di poche settimane.

A partire dal 6 luglio 2023 anche le Pubbliche Amministrazioni inizieranno a consultare l’Indice. Ciò vuol dire che dovranno verificare l’eventuale domicilio digitale di un cittadino, prima di procedere all’invio di una qualsiasi forma di raccomandata. Nel caso in cui il cittadino sia registrato, tutte le comunicazioni inviate al suo indirizzo digitale avranno valore legale

Allo stesso modo, sempre a partire dal 6 luglio, i cittadini potranno consultare liberamente l’area pubblica del portale. Da qui sarà possibile effettuare ricerche sugli utenti registrati, semplicemente inserendo il loro codice fiscale. 

Quali sono i vantaggi del Domicilio Digitale

L’affermazione dell’INAD sembra poter portare diversi vantaggi a tutte le parti in causa. Innanzitutto il cittadino ha modo di monitorare informazioni sensibili che lo riguardano in maniera molto più rapida e autonoma. 

Il domicilio digitale permetterà di ricevere notifiche in tempo reale. Ma anche di avere sempre sotto controllo eventuali accertamenti, rimborsi o sanzioni amministrative. Più in generale il cittadino potrà accedere con un clic a tutta la documentazione che lo riguarda, senza avere più bisogno di passare per un contatto con la Pubblica Amministrazione. 

Allo stesso modo la PA si dota di un sistema migliore da tutti i punti di vista: tanto in termini di efficienza e velocità, quanto di affidabilità e sicurezza. Inoltre la digitalizzazione significa riduzione sensibile della carta: un altro vantaggio concreto, con un impatto diretto sull’ambiente e dunque sulla vita di tutti noi. 

A cura di Cultur-e
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