Il metaverso, l’intuizione di Mark Zuckerberg su un mondo virtuale immersivo, ha già cambiato la percezione collettiva della realtà.

Ma se la maggior parte delle persone immagina questo nuovo universo solo per l’intrattenimento; molte grandi aziende stanno già lavorando per applicare l’idea al mondo del lavoro.

Un discorso che, in parte, già è stato fatto per colpa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 che, negli ultimi due anni, ha portato allo sviluppo di una nuova idea di workplace. Sono diventati di uso comune termini come smart workinge “remote working”, terminologia propria di un cambiamento che, alla fine, ha rivoluzionato completamente la vita dei lavoratori.

Metaverso e lavoro: l’idea di Mark Zuckerberg applicata agli uffici

Secondo molte grandi realtà aziendali, l’idea di smart working è solo un banco di prova per la naturale evoluzione del lavoro nel metaverso.

In molti sono convinti che le riunioni a distanza diventeranno presto il new normal, integrando occhiali per la realtà virtuale o aumentata e magari i nuovissimi guanti per la motion capture.

Tra le teorie più gettonate quella di un futuro ibrido con il metaverso che trasformerà la vecchia concezione di ufficio, a beneficio di modelli produttivi migliori e più efficienti.

Dopo due anni di pandemia sono apparsi evidenti a tutti i limiti degli uffici fisici. Grazie alle nuove tecnologie sono nati nuovi paradigmi di collaborazione e di condivisione che, oltre a migliorare la produttività, hanno anche ispirato i lavoratori e leader verso rinnovati modelli di socialità.

Il metaverso potrebbe essere la soluzione perfetta per trasformare la vecchia idea di ufficio in termini di collaborazione, condivisione e socialità.

Il metaverso, insomma, diventa (o diventerà) un nuovo modo di mettere in connessione le persone, garantendo esperienze migliori e avvicinandole digitalmente le une alle altre.

Questo non porterà alla scomparsa delle interazioni, ma favorirà un’amplificazione di questi rapporti che potranno dare vita a un’inedita idea di human workplace.

Metaverso e Workplace: una possibilità per scegliere il proprio futuro

In questo senso parlare al futuro (e di futuro) è d’obbligo perché quando si pensa al metaverso, ci si riferisce ancora a un’idea in fase embrionale.

È stata tracciata la rotta verso il domani; tuttavia è altrettanto vero che i limiti tecnologici ed economici, sono ancora piuttosto evidenti, soprattutto per le realtà più piccole.

Il sogno di un futuro iperconnesso e ipertecnologico, affonda le sue radici in una nuova idea di lavoro human centric, che riporta il benessere dei lavoratori al centro di tutti.

Sicuramente questa intuizione potrebbe essere una svolta per tutti coloro che sono alla ricerca di flessibilità e di una gestione personale del proprio tempo lavorativo.

Potrebbe essere una svolta anche in termini di uguaglianza sul posto di lavoro, con la possibilità di colmare quel divario di genere che da troppo tempo separa lavoratrici e lavoratori.

Insomma, l’idea del metaverso applicata all’ufficio potrebbe essere il salto evolutivo del lavoro per come lo conosciamo oggi; a patto che non vengano mai meno quei diritti fondamentali che restano inalienabili sia nel mondo reale che in quello digitale.

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