Per diventare un hacker è possibile seguire tante strade differenti. C’è chi diventa un esperto di informatica attraverso percorsi universitari specifici. Allo stesso modo, c’è chi invece si forma come autodidatta, magari ricorrendo alle risorse, alle informazioni e/o ai corsi disponibili in rete.

A ciò si aggiunga che i vari hacker spesso hanno competenze diverse tra loro. Ad esempio, non è detto che un esperto di hacking sia anche un programmatore a tutti gli effetti.

Non a caso, la definizione di hacker non chiama direttamente in causa un insieme ristretto di conoscenze. Al contrario, fa riferimento a tutti coloro che siano in grado di “infrangere” o di “aprirsi un varco” (due traduzioni, entrambe corrette, del verbo inglese “to hack”) tra le righe del codice di un programma.

Gli hacker sono dunque quei professionisti dell’informatica che riescono a entrare dentro software o addirittura interi sistemi. 

Gli hacker, generalmente, si distinguono tra white hat e black hat: i primi sono hacker buoni, i secondi sono quelli che realizzano attacchi dannosi e truffaldini.

La stragrande maggioranza degli hacker è nota col nome di “white hat” (“cappelli bianchi”) e compie questo genere di violazione con uno scopo positivo e costruttivo. Spesso infatti si tratta di professionisti assunti proprio da chi ha realizzato il programma o il sistema violato.

Il compito degli hacker, in questi casi, consiste nell’individuare potenziali fragilità, in modo da permettere al produttore di risolvere la problematica in questione. 

Gli hacker che violano la rete per creare danni, o, ancora peggio, per truffare, sono invece noti col nome di cracker o di “black hat” (“cappelli neri”). Si tratta di una ristretta minoranza, che utilizza le proprie competenze per raggiungere obiettivi personali, a scapito del prossimo.

In base a quanto scritto sin qui, appare evidente quanto siano preparati tutti coloro che possono venire definiti come “hacker”. È dunque lecito pensare che fingersi hacker senza avere competenze sviluppate sia praticamente impossibile.

In realtà le cose non stanno affatto così. Al giorno d’oggi infatti esistono software e tool specifici in grado di simulare i codici hacker, trasformando così un normale utente in un professionista degli attacchi informatici (almeno per finta).

Uno dei programmi per fingersi hacker più noti in questo momento storico è Hacker Typer: un’applicazione che permette anche ai meno esperti di divertirsi con tante diverse tecniche di hacking

In questa sede si descriverà innanzitutto cos’è Hacker Type: quali sono le caratteristiche principali di una piattaforma pensata per giocare col mondo degli hacker, trasformando i sogni degli appassionati di informatica in una realtà quanto meno plausibile.

Dopodiché si entrerà nel merito di alcuni consigli più generici per fingersi hacker, anche nel caso in cui il proprio bagaglio informatico sia tutt’altro che approfondito. 

Cos’è Hacker Typer

computer a rischio sicurezza

Hacker Typer è una piattaforma online che permette anche a un utente inesperto di giocare a fare l’hacker

Alcuni si divertono a considerarla una piattaforma di “inutility”, ovvero di “inutilità”. Un vero e proprio controsenso rispetto alla classica “utility” (“utilità”) inseguita dalla stragrande maggioranza dei programmi, delle applicazioni e dei servizi disponibili in rete. 

Hacker Typer infatti non permette assolutamente di realizzare un vero attacco hacker. Non si parla dunque di un software pericoloso o addirittura dannoso. Al contrario, si parla di un programma da utilizzare per puro e semplice divertimento

Per avere un’idea più concreta di cos’è Hacker Typer, basta visitare l’indirizzo https://hackertyper.net: una pagina Internet che, già dal punto di vista grafico, rimanda in maniera al mondo degli attacchi hacker. 

Con Hacker Typer anche un utente inesperto può giocare a fare l’hacker, creando contenuti formattati in base al proprio gusto personale.

Con ogni probabilità, anche gli utenti meno esperti di “cose della rete” hanno un bagaglio di immagini e/o video relativi al mondo dell’hacking. Basti pensare al mondo del Cinema e a quella moltitudine di film che, almeno una volta, hanno mostrato degli hacker in azione.

Nella stragrande maggioranza dei casi, un attacco viene mostrato con uno schermo nero, che viene via via riempito da caratteri, codici e indicazioni computate con colori sgargianti. 

Uno su tutti il verde fosforescente, il colore che, ad esempio, caratterizza “The Matrix”: uno dei film di fantascienza più famosi di tutti i tempi, in cui il tema dell’hacking assume un ruolo di importanza quasi vitale. 

Ebbene, con Hacker Typer è possibile ricreare in pochi secondi la celebre scritta “Wake up, Neo…” (“Svegliati, Neo…”): il testo che appare sul computer del protagonista di “The Matrix”, a seguito proprio di un attacco hacker. 

Ma non solo. Con Hacker Typer infatti è possibile giocare con il colore e le dimensioni del testo da mostrare sullo schermo. Allo stesso modo, è possibile modificare il font, così come è possibile modificare la sua velocità di apparizione. Infine, è possibile salvare il risultato ottenuto sul proprio computer.

A ciò si aggiunga che, cliccando su un link apposito, è possibile iniziare a scaricare tutta una serie di contenuti per iniziare un vero e proprio avvicinamento all’informatica. Un modo per smettere di fingersi hacker e provare a diventare un esperto per davvero. 

Come fingersi hacker

Hacker

Hacker Typer è soltanto uno dei programmi che, al giorno d’oggi, permettono all’utente di fingersi hacker. Ad esempio, il sito Pranx.com offre una simulazione di hacking tanto intuitiva quanto completa. 

Anche questo programma permette di digitare testi a proprio piacimento, ma consente anche di entrare in attività più specifiche. Per farlo, è sufficiente cliccare sulle cartelle presenti sulla pagina, palesemente ispirata ai vecchi desktop di Windows.

Cliccando sulla cartella “Bitcoin Miner” è possibile aprire una simulazione di estrazione criptovalute. Cliccando sulla cartella “Password cracker”, è invece possibile simulare un vero e proprio attacco a server esterni.

E, ancora, cliccando su “Headquarter surveillance” è possibile collegarsi (rigorosamente per finta!) all’interno di una banca proprio mentre viene rapinata. Infine, cliccando sulla cartella “Nuclear Plant” è possibile visionare i valori in movimento di un impianto nucleare (anche questo, del tutto inventato).

Per saperne di più: Chi sono gli hacker e come operano

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb