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Facebook, l'app consuma la batteria dello smartphone più di quanto dovrebbe

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Facebook consuma la batteria dei dispositivi mobili degli utenti più di quanto necessario: le rivelazioni di un ex dipendente Meta spiegano il motivo

Facebook mama_mia / Shutterstock.com

Le applicazioni sono tra gli elementi che più riescono a consumare la batteria del telefono. Tra quelle che più richiedono energia c’è, notoriamente Facebook, una app complessa che rende a portata di smartphone, che sia supportato da sistema operativo Android o iOS, tutte le funzionalità del social network più famoso del mondo.

Nulla di strano, si direbbe. In realtà, stando a quanto riportato da un ex dipendente di Meta, società proprietaria di Facebook e di altre piattaforme note come Instagram e WhatsApp, il dispendio di batteria sarebbe più di quello realmente necessario per via di una pratica poco corretta di cui gli utenti sono all’oscuro. 

Ciò sarebbe dovuto ad una scelta consapevole delle società, che però potrebbe danneggiare i dispositivi degli utenti e, in particolar modo, le performance delle batterie degli smartphone.

Facebook, il consumo di batteria eccessivo degli smartphone

L’applicazione di Facebook consuma molta energia anche quando non è in utilizzo. Stando a quanto riportato da un professionista che lavorava in Meta, l'analista di dati George Hayward, però, si avrebbe più consumo di quello realmente necessario per un comportamento volontario noto come negative testing.

L’ex dipendente, estremamente critico nei confronti di Meta, ha raccontato al New York Post di essere stato licenziato nel 2022 proprio dopo aver compreso cosa stava accadendo e dopo essersi rifiutato di sottostare a questa pratica. Ha poi fatto causa a Meta presso il tribunale federale di Manhattan a New York.

Secondo quanto riportato da George Hayward a consumare più batteria del necessario sarebbe Messenger. La società lo farebbe per scopi sperimentali, ma senza mai comunicarlo all’utente.

Negative testing, una pratica diffusa che danneggia gli smartphone

George Hayward si è così rifiutato di mettere in pratica il programma consapevolmente, con conseguenza l’allontanamento dalla società voluto dai suoi superiori. Il motivo è presto spiegato: questa pratica è ritenuta potenzialmente dannosa per l’uso quotidiano dei dispositivi degli utenti. Il consumo di batteria degli smartphone è più veloce e, pertanto, vengono richieste più ricariche quotidiane per poter sfruttare il proprio telefono.

Meta non ha risposto alle accuse di Hayward ed è impossibile sapere quanti utenti realmente siano stati interessati dal negative testing di Messenger o di altre applicazioni della società co-fondata da Mark Zuckerberg. 

Ciò che è certo, è che quella di fare testing non ufficiali è una pratica molto diffusa tra le grandi aziende del campo tech e che non riguarda esclusivamente Facebook

A cura di Cultur-e
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