In Breve (TL;DR)
- Le app possono raccogliere dati sulle attività degli utenti per finalità pubblicitarie, statistiche e di personalizzazione dei servizi.
- Su iPhone è possibile limitare il tracciamento disattivando la funzione Trasparenza del Tracciamento delle App, mentre Android offre strumenti per gestire l'ID pubblicitario e le autorizzazioni.
- Controllare periodicamente i permessi concessi alle app e limitare l'accesso ai dati sensibili è uno dei modi più efficaci per proteggere la propria privacy.
Ogni giorno utilizziamo decine di applicazioni per comunicare, navigare, fare acquisti o consultare i social network. Molte di queste, però, raccolgono informazioni sulle nostre abitudini di utilizzo, sulla posizione, sui siti visitati e perfino sulle app aperte, con l'obiettivo di personalizzare la pubblicità o migliorare i propri servizi.
Fortunatamente è possibile limitare buona parte di questo tracciamento intervenendo direttamente dalle impostazioni dello smartphone. Sia iPhone che Android mettono infatti a disposizione strumenti che consentono di ridurre la condivisione dei dati con le app e con le reti pubblicitarie, aumentando il livello di privacy e la sicurezzasenza rinunciare ai servizi essenziali.
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1. Come bloccare il tracciamento delle app su iPhone
Su iPhone oltre che su iPad, Apple ha introdotto da tempo la funzione Trasparenza del Tracciamento delle App (App Tracking Transparency), che obbliga le applicazioni a chiedere il consenso prima di tracciare l'attività dell'utente su app e siti web di altre aziende
Per verificare le impostazioni è sufficiente aprire Impostazioni > Privacy e sicurezza > Tracciamento. Da qui è possibile disattivare completamente l'opzione "Consenti alle app di richiedere il tracciamento". In questo modo le nuove applicazioni non potranno nemmeno chiedere l'autorizzazione e quelle già installate perderanno il permesso eventualmente concesso in precedenza.
È anche possibile gestire le autorizzazioni singolarmente, decidendo quali app possono continuare a monitorare l'attività dell'utente e quali invece devono essere bloccate.Va ricordato che questa impostazione non impedisce alle app di raccogliere dati sul loro utilizzo interno, ma limita il tracciamento tra servizi diversi, utilizzato soprattutto per la pubblicità personalizzata.
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2. Anche su Android è possibile limitare il tracciamento
Anche gli smartphone Android offrono strumenti per migliorare la privacy, anche se il funzionamento varia leggermente in base al produttore e alla versione del sistema operativo. Dalle Impostazioni è possibile accedere alla sezione dedicata alla Privacy e gestire l'utilizzo dell'ID pubblicitario, che viene impiegato per mostrare annunci personalizzati.
Inoltre conviene controllare periodicamente le autorizzazioni concesse alle applicazioni, limitando l'accesso a posizione, fotocamera, microfono, contatti e altri dati quando non sono strettamente necessari. Android permette inoltre di verificare quali app hanno utilizzato recentemente i permessi più sensibili e di revocare automaticamente quelli delle applicazioni rimaste inutilizzate per lungo tempo, contribuendo a ridurre la raccolta di dati.
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3. Altri accorgimenti per proteggere la privacy
Bloccare il tracciamento pubblicitario è solo uno degli strumenti disponibili. Per limitare ulteriormente la raccolta dei dati è utile adottare alcune semplici precauzioni.
Ad esempio, è consigliabile concedere alle app solo le autorizzazioni realmente indispensabili, evitando di autorizzare l'accesso alla posizione precisa, al microfono o alla rubrica quando non necessario. Anche scegliere l'opzione "Solo durante l'utilizzo dell'app" per la geolocalizzazione consente di ridurre la quantità di dati condivisi.
Un altro buon consiglio è controllare periodicamente le applicazioni installate, eliminando quelle che non vengono più utilizzate. Meno app sono presenti sul dispositivo, minori sono le possibilità che dati personali vengano raccolti inutilmente.
Infine, mantenere sempre aggiornati il sistema operativo e le applicazioni contribuisce a migliorare la sicurezza dello smartphone e a beneficiare delle più recenti funzioni dedicate alla tutela della privacy.
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4. Bloccare il tracciamento non significa sparire dal web
Disattivare il tracciamento non rende completamente anonimi. Le app continueranno infatti a raccogliere alcune informazioni necessarie per il loro funzionamento, come quelle indispensabili per gestire un account, sincronizzare i contenuti o garantire la sicurezza del servizio.
Limitare il tracciamento permette però di ridurre sensibilmente la condivisione dei dati tra applicazioni e società pubblicitarie, diminuendo la profilazione commerciale e offrendo all'utente un maggiore controllo sulle informazioni personali.
Con pochi minuti di configurazione è quindi possibile rendere il proprio smartphone più rispettoso della privacy, mantenendo al tempo stesso tutte le funzionalità principali delle applicazioni utilizzate ogni giorno.
Per saperne di più:
Domande frequenti (FAQ)
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Come impedire alle app di tracciare la mia attività su iPhone?È possibile aprire Impostazioni > Privacy e sicurezza > Tracciamento e disattivare l'opzione "Consenti alle app di richiedere il tracciamento", impedendo alle applicazioni di monitorare l'attività su app e siti di altre aziende.
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Anche su Android è possibile limitare il tracciamento?Sì. Android permette di gestire l'ID pubblicitario, controllare le autorizzazioni delle app e revocare automaticamente alcuni permessi alle applicazioni inutilizzate.
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Disattivare il tracciamento significa che le app non raccolgono più dati?No. Le applicazioni continueranno a raccogliere le informazioni necessarie al loro funzionamento, ma il blocco del tracciamento riduce la condivisione dei dati tra servizi diversi, soprattutto per finalità pubblicitarie.
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Quali autorizzazioni è bene controllare?È consigliabile verificare soprattutto l'accesso a posizione, fotocamera, microfono, contatti, foto e calendario, concedendolo solo alle app che ne hanno realmente bisogno.
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Limitare il tracciamento rende lo smartphone più sicuro?Sì. Pur non eliminando completamente la raccolta dei dati, riduce la profilazione dell'utente e offre un maggiore controllo sulle informazioni condivise con app e piattaforme pubblicitarie.



