WebRTC

WebRTC, il protocollo aperto di Google per le videochiamate

Sviluppato a partire dal 2011, consente di implementare funzionalità VoIP in una normale pagina web
WebRTC, il protocollo aperto di Google per le videochiamate FASTWEB S.p.A.

Sino ad oggi, la comunicazione in tempo reale su Internet è stata possibile grazie a plugin e programmi appositi. Basti pensare a Skype, ad esempio, o a Tryllo, Viber e le altre alternative al programma Microsoft: tutte implementano client o plugin sviluppati appositamente per far funzionare il servizio di videochiamata. Dal 2011 Google, con il supporto dei team di Mozilla Firefox e Opera, sta lavorando al progetto webRTC: sfruttando semplici API JavaScript e il linguaggio di markup HTML5 è possibile implementare funzionalità di comunicazione in tempo reale (“real-time communication” in inglese, dal quale deriva l'acronimo RTC) all'interno di normalissime pagine web. In questo modo si spera di poter bypassare completamente i vari programmi e client e creare un servizio RTC funzionante su qualunque piattaforma operativa grazie a un semplice browser.

 

 

La storia di webRTC

Nel 2008 Google implementa all'interno del proprio servizio di posta elettronica (Gmail) la funzionalità di videochatting, conquistando immediatamente i favori del pubblico. Nel 2011, per migliorare ulteriormente il servizio, il gigante di Mountain View acquista la startup californiana GIPS, autrice di alcuni dei protocolli audio e video più utilizzati in ambito VoIP. In quegli stessi mesi Big G rilascia Hangout, il servizio di videochiamate oggi integrato in Google+.

Big G decide quindi di rilasciare il codice degli applicativi e degli strumenti sviluppati da GIPS con licenza open source e aprire al contributo degli sviluppatori indipendenti e delle altre software house attive nel settore web. Nasce in questo modo l'iniziativa webRTC, che si propone di creare un protocollo aperto e interoperabile su diverse piattaforme e diversi browser. Pochi mesi dopo la svedese Ericsson distribuisce il primo applicativo webRTC, seguita successivamente da Google (con il suo web browser Chrome), Mozilla (con Firefox) e Opera.

 

Videochiamata con webRTC

 

La struttura di webRTC

Il protocollo aperto voluto da Google e adottato (tra gli altri) da Firefox, Opera, Ericsson e Cisco, si compone sostanzialmente di tre API: getUserMedia, RTCPeerConnection, RTCDataChannels. La prima API è utilizzata dal sistema di videochiamate per avere accesso ai canali media dell'utente: in questo modo l'applicativo che ne sfrutta le funzionalità sarà in grado di accedere alle fonti audio e video (microfono e webcam) grazie alle quali rendere possibile la videochiamata. La seconda API, invece, è utilizzata per stabilire la connessione tra gli utenti utilizzando protocolli peer-to-peer. La terza, infine, consente al browser di condividere i dati audiovideo tra i vari nodi della rete p2p creata nella sessione di videochatting.

Perché webRTC

Lo sviluppo di un sistema VoIP open source e basato su un protocollo aperto nasce dalle crescenti possibilità offerte da Internet in fatto di larghezza di banda e velocità di connessione e dalla necessità di abbattere i costi derivanti dallo sviluppo e mantenimento di un servizio di videochiamata. Realizzare un programma come Skype – o come tutte le alternative al programma Microsoft – richiede uno sforzo, economico e tecnologico, non indifferente: oltre all'infrastruttura di rete necessaria (server e data center sparsi in tutto il mondo), c'è il bisogno di sviluppare i client per tutte le piattaforme operative, sia per computer sia per dispositivi mobili.

 

Logo webRTC

 

Con webRTC questo sforzo può essere quasi azzerato completamente. Nel momento in cui le funzionalità e gli strumenti per la comunicazione audiovideo saranno implementate direttamente nel browser, non sarà più necessario dover sviluppare client e protocolli ad hoc per servizi di videochiamata; allo stesso modo, per realizzare un servizio VoIP saranno sufficienti conoscenze elementari di programmazione web: tutto ciò che si dovrà fare sarà implementare all'interno di una semplicissima pagina web il codice webRTC e utilizzare un normale servizio di hosting, analogo a quello oggi utilizzato per qualunque sito web o portale presente in Rete.

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