Montecitorio, sede della Camera dei Deputati

Cosa fanno i nostri parlamentari? Te lo dice Openpolis

Negli ultimi anni l’immagine dei politici italiani si è offuscata sempre più: per gran parte degli italiani, sono dei fannulloni che non meritano gli stipendi che percepiscono. Vediamo se è vero con l’indice di produttività parlamentare di Openpolis
Cosa fanno i nostri parlamentari? Te lo dice Openpolis FASTWEB S.p.A.

 

Scansafatiche. Cialtroni. Ladri. Membri di una casta. Profittatori. Ruba pane a tradimento. E chi più ne ha, più ne metta. Il sentimento del popolo italiano nei confronti dei politici in genere, e dei parlamentari in particolare, ha sicuramente conosciuto momenti migliori. Anzi, probabilmente l’amore degli italiani per la politica e i politici è al suo “afelio”: più lontano di così si muore. E non sono pochi i movimenti politici o pseudo tali che tentano di sfruttare a loro favore questo malcontento, sul quale provano a basare le loro fortune elettorali. Ma, a ben vedere, i cittadini italiani non hanno poi tutti i torti a mal sopportare la classe di politici che hanno eletto. A leggere le cifre di Openpolis riguardante l’attività parlamentare, i deputati e i senatori della Repubblica che meritano la loro indennità parlamentare si possono contare sulle dita delle mani.

Prima di addentrarsi tra indici e statistiche, vale la pena soffermarsi a spiegare cos’è Openpolis e qual è l’attività che svolge. Openpolis è un’associazione e nasce nel 2007 per “importare” in Italia una pratica molto diffusa nei Paesi anglosassoni. Ovvero monitorare l’attività degli esponenti politici attraverso dati pubblicamente disponibili – i cosiddetti open data – per promuovere anche da noi l’open government. Il loro sogno è realizzare in Italia una democrazia il più possibile compiuta, con amministratori capaci e trasparenti e cittadini in grado di giudicare liberamente e senza alcun “velo di Maya” l’operato dei loro politici. La prima piattaforma web, chiamata Openpolis per la valutazione dell’attività politica e parlamentare viene lanciata nel 2007, mentre nel 2009 viene messa online la nuova piattaforma: Open Parlamento. Grazie al lavoro della redazione distribuita, con “avamposti” su tutto il territorio nazionale, Openpolis può controllare e “certificare” l’attività dei parlamentari. E da qui elaborare l’indice di produttività parlamentare, che permette di valutare in maniera quasi asettica l’impegno dei nostri rappresentanti alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica.

 

La sede del Senato della Repubblica, Palazzo Madama

 

L’indice di produttività utilizzato da Openpolis viene calcolato grazie a un algoritmo basato su quattro cardini: la tipologia di atto presentato dal parlamentare, il consenso ricevuto dall’atto, l’iter parlamentare dell’atto e l’attività del parlamentare stesso. Questo per evitare che nel calderone dei conteggi finissero anche interrogazioni e DDL dalla scarsa rilevanza (presentati solamente per far contento questo o quel gruppo di pressione, tanto per intendersi). A ognuna di queste variabili vengono assegnati dei valori in base a una tabella prefissata che, per stessa ammissione dei suoi creatori, può essere aleatoria. Però, per quanto aleatoria possa essere, ci permette comunque di valutare se i nostri rappresentanti meritino o meno il loro stipendio.

 

La classifica dei parlamentari secondo l’indice di attività di Openpolis

 

E, come detto, non sono molti quelli che passano il test a pieni voti. Alla Camera dei deputati sul gradino più alto del podio troviamo Donato Bruno del Popolo delle Libertà, con un punteggio di 1.248,3; al secondo posto c’è Franco Addolorato Giacinto Narducci del Partito Democratico e a chiudere il terzetto di testa troviamo Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori. La maglia nera va, invece, Niccolò Ghedini del Popolo delle Libertà con un indice di produttività di 14,4 (va detto che alle spalle di Ghedini si trovano altri deputati, ma ingiudicabili secondo i criteri stabiliti da Openpolis perché da troppo poco tempo siedono sullo scranno parlamentare). Sul podio dei più assenteisti, Antonio Gaglione (gruppo Misto), Niccolò Ghedini (PdL) e Verdini Denis (PdL) con una percentuale di assenze rispettivamente del 97,7, 81,21 e 75,78. Lo stakanovista della Camera è Remigio Ceroni (PdL), con un tasso di assenza di appena lo 0,12.

Passando al Senato della Repubblica, troviamo che il parlamentare più attivo è Carlo Vizzini (UDC-SVP) con un indice di 1.574,8; alle sue spalle Lucio Malan (PdL) seguito da Gianpiero D’Alia (UDC-SVP). All’ultimo posto, Vladimiro Crisafulli (PD), con un indice di 22,2. Marcello Dell’Utri (PdL) guadagna, invece, la palma del più assenteista, con appena il 2,92% di presenze in aula. Il più presente, invece, Cristiano De Eccher (PdL) con il 99,94% di presenze in aula.

 

23 gennaio 2012

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