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Il futuro dei Bitcoin

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Rispetto al 2013 il valore Bitcoin è più che dimezzato e per la criptomoneta sembrano arrivare tempi ancora più duri

Chi si nasconda realmente dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto sembra, al momento, solo uno dei problemi secondari per chi ha a che fare con i Bitcoin. La criptomoneta più celebre e utilizzata, un tempo valutata migliaia di euro, attraversa oggi una fase di stanca: il valore Bitcoin ristagna e, nonostante il supporto di aziende tecnologiche e di istituzioni finanziarie, il futuro della moneta digitale sembra essere più in bilico che mai.

La comparsa di Craig Wright, informatico australiano che afferma di essere l'ideatore di Bitcoin, finisce con il complicare ulteriormente le cose. La moneta, infatti, è finita ora al centro di una sorta di conflitto ideologico che rischia di minarne le fondamenta: nelle settimane successive all'annuncio di Wright si è aperto un dibattito su quale debba essere il futuro di tecnologie come la blockchain e il mining dei Bitcoin e come svilupparle per evitare che il valore Bitcoin continui a scendere.

Che cosa sono i Bitcoin e come si generano

 

bitcoin quale futuro

 

Quando si parla di Bitcoin ci si riferisce a una moneta "dematerializzata" non legata ad alcuno Stato né ad alcuna istituzione finanziaria o ente bancario. I Bitcoin non vengono stampati né distribuiti in forma fisica: anche se possono essere utilizzati per pagare acquisti online o in alcuni punti vendita fisici convenzionati, sono creati al computer grazie ad appositi algoritmi di crittografia.

Chi vuole generare Bitcoin, infatti, deve scaricare dei software in grado di collegarsi alla rete peer-to-peer alla base del funzionamento della moneta e scaricare i blocchi crittografici all'interno dei quali si "nascondono" i Bitcoin. Questa operazione è definita di mining: come se si andasse in miniera, i blocchi devono essere "scavati" affinché sia possibile arrivare al loro contenuto. Di fatto, si tratta di complessi problemi matematici e crittografici che possono essere risolti sfruttando la potenza di calcolo del processore o della GPU della scheda video del computer.

Tutte le operazioni compiute all'interno della rete peer-to-peer non richiedono di essere validate da un ente esterno: sono registrate automaticamente in una sorta di registro generale (la blockchain) grazie al quale è possibile risalire a tutte le transazioni mai avvenute nella storia dei Bitcoin.

I problemi dei Bitcoin

 

problemi con i bitcoin

 

Per spendere Bitcoin è necessario, prima di tutto, accumularli. Oltre ai client per il mining Bitcoin, sono disponibili online delle app che fungono da portafogli digitali: collegandoli al proprio account di "minatore", serviranno per accumulare tutte le criptomonete "scovate" nei vari blocchi. Queste stesse app-portafogli possono essere poi usate per transazioni online o nei negozi fisici.

Ed è a questo punto che sorgono i problemi che mettono a rischio lo sviluppo e la sopravvivenza della moneta virtuale. I pagamenti con Bitcoin possono richiedere alcun minuti (in alcuni casi anche decine di minuti) e non facilitano (per usare un eufemismo) le transazioni all'interno dei supermercati o altri negozi di vendita al minuto. Diverse le soluzioni proposte per velocizzare queste operazioni, ma in alcuni casi si tratta di vere e proprie "rivoluzioni copernicane" del settore.

Dilemma filosofico

 

quale futuro per bitcoin

 

Le varie società interessate allo sviluppo della criptomoneta si trovano di fronte a un vero e proprio dilemma filosofico: mantenere l'attuale struttura della moneta peer-to-peer o favorire la nascita di blocchi di maggiori dimensioni, ma più "complessi" da scavare. Quest'ultima soluzione, nelle intenzioni di Craig Wright e altri esperti di Bitcoin, dovrebbe favorire la diffusione delle transazioni e pagamenti in Bitcoin, ma potrebbe portare a un cambiamento epocale nella filosofia stessa che ha portato alla nascita della moneta virtuale.

Più grande è anche migliore?

 

soluzioni bitcoin

 

Blocchi di dimensioni maggiori richiedono maggior potenza di calcolo e, quindi, una spesa maggiore per l'acquisto di hardware più performante. Una soluzione che potrebbe non essere alla portata di tutti gli utenti e potrebbe portare alla creazione di centri di calcolo di medie e grandi dimensioni dedicati esclusivamente al mining di Bitcoin. Questa evoluzione potrebbe portare, secondo alcuni, alla "centralizzazione" della moneta, la cui esistenza potrebbe dipender da grandi agglomerati informatici anziché essere distribuita e sostenuta da una grande rete di utenti.

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