Fastweb

DVB-T2 cosa succederà al digitale terrestre

Sky Q Home Smartphone & Gadget #sky #streaming video Sky Q in Italia, come funziona la nuova TV satellitare e Internet La nuova offerta permetterà di vedere i canali TV del satellite e del digitale terrestre e accedere a contenuti multimediali on demand
ISCRIVITI alla Newsletter
Inserendo l'indirizzo email autorizzi Fastweb all'invio di newsletter editoriali. Se non desideri più ricevere la newsletter, è sufficiente cliccare sul link presente in calce alle mail per richiederne la cancellazione. Condizioni di utilizzo.
DVB-T2 cosa succederà al digitale terrestre FASTWEB S.p.A.
come cambierà il digitale terrestre
Web & Digital
Come e perché cambierà il digitale terrestre nel prossimo futuro con il nuovo standard DVB-T2.

La transizione dall’analogico al digitale sembra distante nel tempo, eppure sono passati solo pochi anni dallo switch-off che tanto ha terrorizzato l’Italia e le sue deboli infrastrutture digitali.

Il digitale terrestre non aveva sufficiente copertura su parte del territorio nazionale, la legge Gasparri del 2004 in materia di riordino del sistema televisivo italiano fu oggetto di critiche feroci per lungo tempo e la transazione verso il digitale si attuò completamente nel 2012. Soltanto tre anni fa.

Un cambiamento epocale per il nostro paese abituato al collegamento via etere e poco propenso ad altre tecnologie come il cavo, a cui invece si affidavano già da tempo Germania e i paesi del Nord Europa che in un’unica notte completarono la transizione verso il digitale terrestre.

Il progresso tecnologico non sembra però arrestarsi, visto che il governo punta all’implementazione del DVB-T2, il nuovo standard a cui si dovranno adeguare produttori di decoder a partire dal primo luglio 2016 e  di televisori e apparecchiature integrate di ultima generazione a partire dal primo gennaio 2017.

Che cos’è il DBV-T2

Il nuovo standard per il digitale terrestre promette migliori prestazioni su tutti i fronti, in primis la qualità HD su tutti i programmi fino ad arrivare al 4K, l’ultra HD.

Uno standard di qualità così superiore che l’AGCOM voleva rendere già obbligatorio per tutti i dispositivi a partire dal primo gennaio 2015, ma che grazie alla pressione di Adiconsum e il decreto Milleproroghe è stato posticipato.

Il costo per passare al nuovo digitale terrestre non è però sostenibile nel breve periodo, soprattutto se si obbligano gli utenti a cambiare nuovamente decoder e dispositivi acquistati poco tempo fa.

 

Digitale terrestre e DVB-T2 nel mondo

 

La nuova tecnologia richiede l’integrazione di chip compatibili da parte di Produttori di tv e decoder, mentre i broadcaster, che ad oggi non sarebbero pronti a trasmettere nella nuova modalità, dovranno mettere in preventivo il cambio di attrezzature ed impianti.

Se l’obbligo per l’adozione del nuovo standard verrà calato dall’alto e in qualche modo produttori e consumatori si doteranno inevitabilmente di prodotti adatti al nuovo digitale terrestre, quello che appare incerto è la definizione degli standard di codifica per il DBV-T2.

Esistono infatti ben 27 sotto-standard per la codifica MPEG-4 a cui si affida il BDV-T2. In particolare sembra essere la scelta tra il codec H.264 e l’H.265 la chiave per uniformare tutti i dispositivi alla nuova tecnologia.

Sarebbe impensabile portare sul mercato decoder che funzionano con codifiche diverse e obbligare i consumatori a costanti aggiornamenti per visualizzare i canali del digitale terrestre.

Codec H.264 o H.265?

Il DVB-T2 grazie ai codec di nuova generazione permetterà una maggiore qualità video, ridurrà il pericolo di interferenza di frequenza e renderà più efficiente l’uso delle frequenze a disposizione dei broadcaster.

I multiplex presenti oggi sul mercato italiano del digitale terrestre sono in grado di ospitare circa 5 canali di qualità standard o al massimo due canali HD 720p. Secondo alcuni test effettuati per il mercato inglese con la transizione al codec H.264 i canali HD 720p diventerebbero quattro, con l’utilizzo dell’ H.265 addirittura 11 o cinque canali di qualità superiore 1080p.

 

Codec H264 e H265

 

Un’evoluzione nella qualità dei video provenienti dal digitale terrestre al passo con lo sviluppo tecnologico di tv e altri dispositivi.

L’impegno richiesto per adeguarsi a questo standard appare però gravoso.

Ad esempio molti dei televisori presenti sul mercato sono già compatibili con il DVB-T2 ma non con il codec H.265/HEVC, che in un primo momento dovrà essere sostituito da un decoder esterno o integrato tramite TV con hardware ad aggiornamento.

La buona notizia di questo cambiamento coatto è che oggi i prezzi per decoder di ultima generazione e tv intelligenti sono mediamente sostenibili, garantendo una transizione verso il nuovo digitale terrestre  più rapida di quanto è avvenuto in passato.

Copyright © CULTUR-E

Ti piace
questo
articolo?
Iscriviti alla nostra Newsletter

Riceverai settimanalmente le notizie più
interessanti sul mondo della tecnologia!

Inserendo l'indirizzo email autorizzi Fastweb all'invio di newsletter editoriali. Se non desideri più ricevere la newsletter, è sufficiente cliccare sul link presente in calce alle mail per richiederne la cancellazione. Condizioni di utilizzo.
TAGS: #digitale terrestre #dvb-t2

© Fastweb SpA 2019 - P.IVA 12878470157
ChiudiChiudi Questo sito usa cookies di profilazione, propri e di terzi, per adeguare la pubblicità alle tue preferenze.
Clicca qui per maggiori informazioni o per conoscere come negare il consenso. Se chiudi questo banner o accedi ad altri elementi della pagina acconsenti all'uso dei cookies.