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Coronavirus, si prospetta un anno difficile per la tecnologia

Le principali fabbriche che producono componenti per PC e smartphone sono chiuse o lavorano a ritmo ridotto a causa del Coronavirus. Ecco le conseguenze che dovremo aspettarci
Coronavirus, si prospetta un anno difficile per la tecnologia FASTWEB S.p.A.

A causa del Coronavirus, per la prima volta dopo 33 anni, quest'anno non si terrà il Mobile World Congress: la fiera della tecnologia nata nel 1987 a Londra (ma era itinerante) con il nome di Pan European Digital Conference, diventata poi GSM World Congress nel 1995 e, infine, tenutasi stabilmente a Barcellona dal 2006 al 2019.

Il Mobile World Congress 2020 è stato ufficialmente cancellato a causa dell'allerta Coronavirus. "Tenendo in debita considerazione la sicurezza e la salubrità dell'ambiente di Barcellona e del paese ospitante - si legge nella nota che annuncia la notizia - il GSMA ha annullato il MWC Barcelona 2020 perché la preoccupazione globale per l'epidemia di coronavirus, per i viaggi e le altre circostanze, rende impossibile per il GSMA organizzare l'evento. La città ospitante rispetta e comprende questa decisione. GSMA e la città ospitante continueranno a lavorare all'unisono e si sostengono a vicenda per organizzare MWC Barcelona 2021 e le edizioni future". Ma il Mobile World Congress di Barcellona potrebbe essere solo uno dei casi in cui il Coronavirus renderà difficile il "Business as usual" per il settore tech nel 2020 che, come è noto, dipende fortemente dalla Cina.

Coronavirus: fabbriche chiuse in Cina

Con la stragrande maggioranza delle fabbriche di dispositivi elettronici situata nella Cina continentale, una malattia come il Coronavirus che interrompe la vita quotidiana delle strade di Shenzhen e degli altri grandi centri finanziari e industriali cinesi avrà certamente un impatto fortissimo sull'industria dell'elettronica.

foxconn

Le fabbriche cinesi di Foxconn e degli altri big del settore sono enormi campus, dove migliaia di lavoratori entrano ed escono ogni giorno spalmati su più turni. L'esposizione al contagio è altissima e, per questo, sono rimaste chiuse anche dopo le solite vacanze per il Capodanno cinese del 25 gennaio. Foxconn, che produce gli iPhone di Apple e ha moltissimi altri clienti nel settore tecnologico, ha riaperto la fabbrica di Shenzhen ma a capacità limitata. Tuttavia, per sicurezza, i lavoratori che rientrano da zone colpite dall'epidemia dovranno stare in quarantena per due settimane e sottoporsi a rigidi controlli sanitari. Nel frattempo, però, Apple ha anche chiuso tutti i suoi store e uffici in Cina per "abbondanza di cautela". Nintendo, altro big che produce in Cina, ha già avvertito i rivenditori che il Coronavirus causerà inevitabili ritardi di produzione per la console Switch e per gli accessori.

Proviene dalla Cina, poi, almeno la metà della produzione globale di pannelli LCD per le televisioni e i monitor di laptop e PC e ci sono cinque fabbriche di LCD nella sola città di Wuhan, al centro dell'epidemia da Coronavirus. Facebook ha annunciato che il Coronavirus impatterà sulla produzione del suo visore per la realtà virtuale Oculus, per il quale ha smesso di accettare ordinazioni.

Coronavirus: l'effetto domino sul resto del mondo

mobile world congress 2020

Si potrebbe pensare che la produzione dei dispositivi realizzati al di fuori della Cina non sarà compromessa dall'emergenza Coronavirus, ma non è realmente così: c'è anche da considerare l'effetto domino, che arriverà ben lontano dal suolo cinese. Quasi tutto ciò che è elettronico, oggi, contiene al suo interno almeno un componente prodotto in Cina. Questo vuol dire che, finite le scorte di quel componente, il device non potrà essere costruito se il produttore non troverà in fretta un'alternativa equivalente sul mercato.

Quindi la produzione di telefoni, tablet, console da gioco e computer potrebbe, prima o poi, incappare in un problema di scarsità di forniture. Altri produttori di hardware in Corea del Sud, Giappone, Taiwan e India, pur non soffrendo attualmente di fermi produttivi o carenze di lavoratori per malattia, si trovano già ad affrontare problemi alla catena di approvvigionamento che potrebbero rallentare la loro produzione anche in modo drastico, se l'emergenza Coronavirus continuerà a lungo come sembra probabile.

Cosa dobbiamo aspettarci?

produzione smartphone

È chiaro, alla luce di tutto ciò, che il 2020 è partito veramente male per il settore tecnologico e che, prima o poi, questi problemi si ripercuoteranno sugli utenti finali. Se la situazione non migliorerà a breve potremo aspettarci ritardi anche gravi nella presentazione di nuovi prodotti e per il loro arrivo sul mercato, aumenti dei prezzi, difficoltà a trovare parti di ricambio per le riparazioni. Quello che, invece, non dovrebbe subire grosse ripercussioni a causa del Coronavirus è il settore del software: i grandi centri di sviluppo dei sistemi operativi e delle applicazioni sono infatti al di fuori della Cina (fatte salve, ovviamente, le tanto discusse app cinesi) e si trovano in Europa e Stati Uniti. Lo stesso vale per i videogiochi, per servizi come Netflix, Dropbox o YouTube e, in generale, per tutto ciò che non è "fisicamente prodotto" in Cina.

 

15 febbraio 2020

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