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Arti bionici e stampa 3D, la medicina si fa hi-tech

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L'alta tecnologia diventa sempre più padrona della scienza medica. Ecco le ultime novità hi-tech dall'universo della salute

Arti bionici e biomeccanici; chip sottopelle che aiutano a “esplorare” il mondo circostante; medici robot a presidiare i reparti degli ospedali. Il futuro della sanità e dell'assistenza ai malati sembra essere sempre più legato all'evoluzione dell'alta tecnologia. Non c'è un settore della scienza medica che non sia stato investito da un'innovazione di questo genere: dall'utilizzo delle nanotecnologie per la realizzazione di protesi allo sviluppo di droidi capaci di prendere il posto dei medici in corsia, il futuro della medicina sembra essere segnato.

Corpi bionici

Il connubio tra medicina e alta tecnologia trova un connubio immediato nella produzione di protesi bioniche. Nelle settimane appena trascorse Argus II, occhio bionico realizzato dall'azienda statunitense Second Sight (“Seconda vista” tradotto in italiano), ha ottenuto il nulla osta dalle autorità sanitarie statunitensi e potrà ora essere impiantato anche sugli esseri umani. Questa particolare protesi potrà restituire il recupero parziale della vista ai malati di retinite pigmentosa, permettendo loro di distinguere tra luce e oscurità.

 

 

Argus II è composto da un paio di occhiali con una videocamera, collegata direttamente alle cellule funzionanti della retina. Gli impiantati ne ricaveranno un'immagine in gradazione di grigi con risoluzione 50x60 pixel. In questo modo potranno distinguere le forme degli oggetti che si troveranno di fronte e se siano o meno in movimento.

Dal Rehabilitation Institute of Chicago, invece, arriva il primo arto bionico mosso dal pensiero umano. Nel caso specifico, si tratta di una gamba impiantata allo statunitense Zac Vawter, trentunenne capace di controllare questo gioiello della nanotecnologia dopo due mesi di intenso “addestramento”. Zac, che perse la gamba destra in un tragico incidente automobilistico nel 2009, ha due nervi della gamba collegati a quelli del tendine, a sua volta collegato con l'arto bionico. Gli impulsi del cervello arrivano alla gamba artificiale viaggiando attraverso i nervi e qui elaborati dal calcolatore centrale.

 

 

Pelle sensitiva

Un istituto di ricerca israeliano sta invece sviluppando una pelle artificiale dotata di chip flessibili in grado di restituire sensibilità e tatto a chi ha subito ustioni, amputazioni o gravi danni all'epidermide.

La pelle artificiale, realizzata con nanoparticelle d'oro impiantate su una base metallica flessibile, sarebbe in grado di rilevare temperatura, umidità e agenti chimici. Oltre al tatto, naturalmente. Il sensore, a detta del dottor Nir Peled, direttore del Thoracic Cancer Research and Detection Center presso lo Sheba Medical Center, è molto stabile e adattabile ad ogni forma e superficie.

Medicina 3D

Allo stesso modo, le stampanti tridimensionali stanno trovando sempre maggiori applicazioni in campo medico. In Giappone, ad esempio, vengono utilizzate per realizzare riproduzioni in tre dimensioni dei feti. Una scansione in risonanza magnetica permette di acquisire i dati necessari creare un modello 3D del feto da stampare poi in due resine di diverso colore.

 

 

Molti team di ricerca – dal Fraunhofer Institute di Stoccarda ad Harvad – stanno inoltre sviluppando tecniche di stampa 3D per la produzione di vasi sanguigni artificiali. Le vene, ricavate attraverso una procedura tecnica e tecnologica simile a quella della fotocopia, potrebbero ben presto trovare ampia applicazione in ambito medico ed essere immessi nel corpo umano senza pericolo di rigetto.

Telemedicina

Secondo il Canadian Scholarship Trust plan sarà una delle professioni più richieste nel giro di 15 anni. Il tele-chirurgo sarà in grado di operare – magari indossando un paio di Google Glass o un altro modello di smartglasses – anche a centinaia di chilometri di distanza dalla sala operatoria. Sarà sufficiente un braccio robotico e un sofisticato sistema di controllo remoto per poter eseguire qualsiasi tipo di operazione.

Più in generale, nel prossimo futuro, sarà la telemedicina a ricevere un impulso fondamentale dallo sviluppo dell'hi-tech. I dispositivi indossabili – evoluzione degli odierni braccialetti fitness – permetteranno di controllare i parametri vitali dei pazienti meno gravi anche al di fuori dell'ospedale. Grazie a questi congegni i dottori potranno assisterli remotamente, valutandone le condizioni generali e decidendo se sia o meno il caso di procedere con il ricovero.

Dottore robot

Una volta arrivati in ospedale, i pazienti troveranno ad accoglierli un'equipe di robot medici. E anche se può sembrare semplice fantasia (se non fantascienza), diverse società specializzate stanno lavorando affinché possa tramutarsi presto in realtà. Negli Emirati Arabi Uniti, ad esempio, l'ipotesi di impiegare droidi all'interno di alcuni centri riabilitativi è tutt'altro che peregrina. Al momento, si legge nelle cronache tecnologiche del Paese della penisola araba, i robot dovrebbero sostituire gli uomini in ruoli marginali – pulizie e assistenza nei reparti – ma non sono escluse altre forme di utilizzo a stretto giro di posta.

 

Robot medico

 

Dalla sterilizzazione dei locali e dei ferri chirurgici, all'assistenza per pazienti affetti da malattie cognitive come l'autismo, i robot troveranno sempre maggiore utilizzo all'interno dei reparti degli ospedali, arrivando a rimpiazzare totalmente – o quasi – i medici in carne ed ossa.

 

20 maggio 2014

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