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Ricarica wireless, prospettive e futuro

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Ricarica wireless, prospettive e futuro FASTWEB S.p.A.
Ricarica wireless smartphone Samsung
Smartphone & Gadget
Oggi le tecnologie più utilizzate sono quella dell'induzione e della risonanza elettromagnetica, ma il futuro sembra essere ad appannaggio della trasmissione radio

La ricarica wireless è oggi applicata nei settori più disparati: un numero crescente di piccoli elettrodomestici e utensili per la casa (come spazzolini elettrici, avvitatori e trapani, solo per fare qualche esempio) adotta questa modalità di "rifornimento", mentre sono allo studio sistemi che consentano di ricaricare le batterie delle auto elettriche direttamente in strada senza necessità di sosta.

 

Ricarica wireless automobili

 

Il settore maggiormente interessato alla ricarica wireless è, senza dubbio, quello dei dispositivi mobili. Gli smarthpone (ma anche tablet e smartwatch) dotati di caricabatteria wireless sono ormai molto diffusi e non solo tra i dispositivi di fascia alta (il Samsung Galaxy S7 è il top del settore, ma non è l'unico telefonino dotato di questa tecnologia). Dai tempi dei Nokia Lumia 920 (primo telefonino a sfruttare le potenzialità della ricarica induttiva) questa tecnologia ha fatto passi da gigante e, per alcuni versi, sta diventando più "comoda" della ricarica standard con cavi. E nei prossimi mesi non sono escluse novità di rilievo.

Cos'è ricarica wireless

Con il nome di ricarica wireless (o ricarica induttiva, come è definita in gergo tecnico) ci si riferisce a quella tecnologia che consente a un dispositivo (detta anche base di ricarica) di trasmettere energia elettromagnetica verso un altro dispositivo senza che ci sia un cavo ad hoc utilizzato per trasportare elettroni tra i due device. Il cavo elettrico, ovviamente, non scompare come per magia. La corrente passa attraverso la base che, sfruttando diverse leggi e fenomeni fisici, crea un campo elettromagnetico in grado di ricaricare i dispositivi adiacenti.

 

Il circuito elettromagnetico per ricarica wireless

 

La base di ricarica può assumere qualunque forma e dimensione e può essere dunque anche implementata all'interno di mobili oppure complementi di arredamento. Ciò rende la ricarica induttiva particolarmente utile in ambito lavorativo: utilizzando scrivanie e mobili dotati di superfici di ricarica wireless, i lavoratori potranno eliminare i carica batterie con cavo e avere prese libere sempre a disposizione.

Vantaggi caricabatteria wireless

I vantaggi ricarica wireless, però, non sono limitati al solo ambito lavorativo d'ufficio. Se questa tecnologia sta diventando sempre più famosa e sempre più utilizzata è perché consente a una vasta gamma di dispositivi di liberarsi dal "giogo" del cavo di ricarica. Ma non solo.

  • User friendly. Senza cavi, né connettori da utilizzare, i caricabatteria senza fili sono più semplici da utilizzare rispetto a quelli "standard": l'utente non dovrà fare altro che avvicinare lo smartphone (o il dispositivo) da ricaricare alla base e attendere che il campo elettromagnetico faccia il proprio compito
  • Più compatti. Potendo eliminare porte USB e schede di ricarica, i produttori potranno iniziare a progettare dispositivi dalle forme più compatte e dal peso di gran lunga minore

 

Le basi per ricarica induttiva possono essere anche inserite nei mobili

 

  • Maggior resistenza. La possibilità di eliminare connettori e ingressi, inoltre, faciliterà il compito di chi deve progettare e produrre dispositivi impermeabili e resistenti a cadute, urti e polvere. Il design più compatto, infatti, consentirà di rendere i device più resistenti
  • Maggior flessibilità. In generale, insomma, si può dire che la ricarica wireless garantisce a produttori e utenti una maggior flessibilità sotto diversi punti di vista: progettuale, d'utilizzo e di implementazione. Non solo: con gli ultimi sviluppi tecnologici la ricarica induttiva si sta avvicinando a un livello di efficienza di ricarica simile a quella offerta dai caricabatterie con cavo, puntando a superarlo nel giro di pochi anni

 

Base ricarica wireless

 

Lotta per lo standard

Tutto questo attivismo non ha comunque consentito lo sviluppo di uno standard che sia univocamente accettato da tutta l'industria dei dispositivi elettronici ricaricabili. In particolare, sono due i consorzi (con altrettante proposte di standard) pronti a contendersi il mercato: il Wireless Power Consortium con la tecnologia ricarica wireless Qi e il gruppo AirFuel con la tecnologia PMA.

 

Base ricarica wireless

 

Le differenze tra le due tecnologie è comunque minima: entrambe sfruttano l'induzione elettromagnetica per il trasferimento di carica elettrica tra la base di ricarica e il dispositivo, mentre si differenziano a livelli di protocolli di connessione e frequenze di trasmissione. Ciò vuol dire che i dispositivi dotati di tecnologia ricarica wireless Qi (la gran parte, al momento) non possono essere ricaricati con una base PMA e viceversa.

Al fianco dell'induzione, altri consorzi di ricerca e produzione stanno portando avanti dispositivi capaci di ricaricarsi tramite risonanza elettromagnetica. Nonostante garantisca un range d'azione più ampio (i dispositivi possono trovarsi anche a qualche centimetro di distanza) questa tecnologia non trova, a oggi, grande applicazione in ambito elettronico.

Trasmissione radio e futuro della ricarica wireless

Parallelamente ai fenomeni fisici elettromagnetici, alcuni produttori indipendenti stanno sperimentando nuove tecnologie per la trasmissione di energia senza fili. Al CES 2016, ad esempio, hanno fatto il loro esordio alcune basi di ricarica capaci di sfruttare la trasmissione di segnali e onde radio con tecnologie simili alla Near Field Communication.

 

 

A differenza dell'induzione e della risonanza elettromagnetica, queste nuove tecnologie radio consentono di coprire distanze di gran lunga superiori: in alcuni casi è possibile ricaricare dispositivi distanti anche 4 metri. Ciò vuol dire che, in un futuro non troppo lontano, sarà possibile ricaricare dispositivi elettronici di qualunque tipo e qualunque dimensioni anche se non direttamente attaccati alla base di ricarica. Si pensi, ad esempio, a un computer che possa funzionare (anche per giorni e giorni) senza dover essere forzatamente collegato con cavo alla corrente elettrica.

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