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Come criptare foto prima di salvarle nel cloud

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Come criptare foto prima di salvarle nel cloud FASTWEB S.p.A.
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Spostare le foto nel cloud è comodo e ci consente di recuperare spazio nello storage del telefono o del computer, ma può essere anche un rischio per la nostra privacy, ecco allora come difenderci

Un tempo considerato un servizio da smanettoni, oggi il cloud è tra i prodotti web più apprezzati dagli utenti, qualunque sia il loro livello di conoscenza informatica. I servizi di cloud storage, ad esempio, sono molto utilizzati per archiviare file di ogni tipo sulla nuvola, elementi multimediali in primis. Salvare le foto sul cloud (o in servizi ad hoc come Google Foto e Amazon Prime Foto) è uno dei trucchetti più usati per liberare spazio sulla memoria degli smartphone, senza che ci sia bisogno di cancellare foto o video che potrebbero tornarci utili in un secondo momento.

Come dimostra lo scandalo delle foto rubate da iCloud a personaggi famosi e stelle di Hollywood, però, salvare foto sul cloud troppo alla leggera può portare a conseguenze molto pericolose. Per questo motivo vale la pena fare un po' di attenzione prima di trasferire foto e video privati nel cloud: se un hacker riuscisse a entrare in possesso delle nostre credenziali potrebbe avere facile accesso alla nostra intimità, con tutti i problemi che ne potrebbero conseguire.

Fortunatamente, riuscire a salvare nel cloud le foto in maniera sicura è possibile. Il merito, anche in questo caso, è della crittografia, che salvaguardia la nostra privacy ed evita che gli hacker possano decifrare le foto anche nel caso in cui riescano ad accedere al nostro spazio sulla nuvola. Come criptare le foto? Semplice: ricorrendo a dei software e a delle applicazioni ad hoc, oppure affidandosi a servizi di cloud storage che archiviano file e documenti (foto incluse) solamente dopo averle criptate. Insomma, non sarà l'imbarazzo della scelta, ma ogni utente avrà una soluzione che si adatta al meglio alle sue esigenze.

 

Crittografia

 

App e software per criptare foto

Nel caso vogliate iniziare a proteggere le vostre foto prima di archiviarle nel servizio di cloud storage che utilizzate, ci sono alcune soluzioni software che possono tornare davvero molto utili. Questi applicativi, infatti, sono sviluppati per sfruttare gli algoritmi di crittografia più avanzati per proteggere sia foto sia altre tipologie di file: una volta criptati, potranno essere trasferiti sulla nuvola senza il rischio che qualcuno riesca a impossessarsene. Anche se dovesse accadere, infatti, i file saranno praticamente carta straccia.

  • Pixek. Sviluppata da alcuni ricercatori universitari, Pixek protegge la nostra privacy applicando la crittografia end-to-end (la stessa utilizzata da WhatsApp e Signal, tanto per fare due esempi) alle immagini presenti nella nostra galleria dello smartphone. Le chiavi per decriptare le foto sono archiviate direttamente sul dispositivo dell'utente, così che nessun altro oltre a lui possa vederle e modificarle ogni volta che vuole. La peculiarità di Pixek è che consente di cercare tra le foto nonostante siano criptate: merito della cosiddetta crittografia strutturata, una tecnica affinata negli ultimi anni e pensata per rendere possibile la ricerca anche di file criptati

 

Pixek

 

  • AxCrypt. Software open source per sistemi Windows, AxCrypt può applicare avanzati algoritmi crittografici a singoli file, intere cartelle o tutto l'hard disk nel giro di pochi minuti. Gratuito e semplice da utilizzare, AxCrypt può essere utilizzato anche per proteggere la nostra privacy "agendo" sui file prima di archiviarli in un qualunque servizio di cloud storage. Come criptare le foto? Semplice: basterà cliccarci su con il tasto destro del mouse (per velocizzare l'operazione, magari, potrete raccoglierle tutte all'interno di una singola cartella), individuare la voce del menu di AxCrypt e avviare il processo di crittografia. Una volta terminato, spostare il file risultante cloud e il gioco è fatto

 

 

  • Boxcryptor. Pensato appositamente per i servizi di cloud storage, Boxcryptor è un tool di crittografia funzionante tanto su sistemi Windows quanto su macOS. Supporta oltre 20 provider di servizi cloud – Google Drive, OneDrive, Dropbox, iCloud e molti altri – e sfrutta algoritmi crittografici con chiave AES da 256 bit. Facile e intuitivo da utilizzare, Boxcryptor crea un drive virtuale all'interno dell'alberatura del proprio PC, da utilizzare ogni volta che si dovrà crittografare un file o una cartella. Come criptare le foto? Basterà spostare la cartella del servizio cloud che si utilizza all'interno del drive di Boxcryptor e iniziare ad archiviare i file direttamente al suo interno: saranno così crittografati con algoritmi AES 256 bit e successivamente archiviati sulla nuvola

Servizi cloud storage crittografici

Se non si vuole perder tempo tra app, software e strumenti di crittografia sviluppati da parti terze, è sempre possibile optare per servizi di cloud storage crittografici. A differenza dei vari Google Drive, OneDrive, Dropbox e iCloud, questi servizi applicano algoritmi di crittografia in maniera nativa, così da proteggere i nostri file e le nostre informazioni "alla radice", senza bisogno di altri applicativi o tool.

  • SpiderOak One Backup. Grazie ai client multipiattaforma e alle app per Android e iOS, SpiderOad One Backup è tra le soluzioni di cloud storage crittografate più apprezzate e utilizzate. Merito, anche, delle tante funzionalità aggiuntive che il servizio offre: oltre alla crittografia end-to-end, gli utenti potranno avvantaggiarsi del point in time recovery, che permetterà di recuperare i file in caso di attacco ransomware, con perdita dei dati infettati. Si tratta di un servizio a pagamento, con piani a partire da 5 dollari al mese per 150 gigabyte di spazio d'archiviazione

 

 

  • Tresorit. Accessibile da qualunque dispositivo dotato di connessione Internet (grazie ai vari client per sistemi operativi "fissi" e alle app per sistemi operativi "mobili"), Tresorit permette di archiviare i propri dati – incluse le foto – in maniera sicura sul cloud grazie alla crittografia end-to-end con protocollo AES a 256 bit. Oltre a questo, gli utenti potranno recuperare anche vecchie versioni dei file, dati cancellati per errore o a causa di ransomware

 

 

  • Mega. Con 50 gigabyte di spazio d'archiviazione gratis a disposizione, Mega potrebbe essere la soluzione di cloud storage crittografata per chi ha dei file da proteggere ma non vuole spendere nulla. Come gli altri servizi, consente di proteggere foto e documenti con la crittografia end-to-end e di condividere i file con altri utenti per un periodo limitato di tempo, senza che questo vada a mettere in pericolo i file crittografati

 

4 giugno 2018

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TAGS: #cloud storage #crittografia #guida

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