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Smartphone & Gadget
Videocamere IP, sensori antincendio e antifumo: ecco i migliori dispositivi della smart home per proteggere la propria abitazione

Quando parliamo di proteggere la nostra abitazione dai pericoli, due sono i principali rischi che dobbiamo cercare di minimizzare: che qualcuno entri per svaligiarla, e che qualcosa dentro casa non funzioni creando un pericolo per noi e per gli altri. Ad esempio a causa di una fuga di gas o un principio di incendio. Grazie ai dispositivi per la smart home il concetto di protezione della casa è cambiato completamente negli ultimi anni. Giusto per fare l'esempio più banale: un tempo installare un impianto di videosorveglianza dentro casa era un lusso per ricchi e gestirlo non era affatto comodo e semplice.

All'inizio c'erano le videocassette VHS da sostituire dopo un tot di ore (e infatti l'impianto lo accendevamo solo quando uscivamo di casa). Poi arrivarono gli hard disk e le videocamere iniziarono ad essere accese tutto il giorno. Poi sono arrivate le videocamere IP, e ciò che succedeva in casa si poteva vedere dall'ufficio. Ora siamo arrivati alle videocamere IP cloud: non serve neanche lo spazio di archiviazione, le immagini vanno direttamente ai server centrali e nessuno le può manomettere. La storia delle telecamere per la sorveglianza domestica è solo la punta dell'iceberg: oggi più la casa è smart e più è sicura. Ma ci sono alcune regole da seguire.

Smart Home sicura: si parte dal router e dall'hub

smart hub

Non c'è smart home senza uno smart hub, un dispositivo che tiene in piedi la comunicazione tra tutti i dispositivi, li fa dialogare tra loro, li comanda, riceve le informazioni e le invia tramite il router a noi o a un server. Oggi gli smart hub possono essere anche integrati in uno smart speaker, oppure ne possiamo acquistare uno in particolare se abbiamo esigenze specifiche. Ad esempio se alcuni smart device, che già abbiamo acquistato e non vogliamo sostituire, non supportano gli stessi standard di comunicazione dello smart speaker. In ogni caso l'hub deve essere commisurato alla quantità e agli standard tecnici dei dispositivi intelligenti che deve controllare.

Poi, ma in realtà prima, viene il modem router. Ci sono casi in cui abbiamo bisogno di cambiarlo: se dobbiamo veicolare su Internet molte informazioni (quante telecamere IP abbiamo installato?) potrebbe essere necessario comprare un router ad alte prestazioni, da connettere ovviamente ad una rete in fibra ottica di alta qualità. Per le smart home "normali", invece, il "router libero" non è affatto obbligatorio e potrebbe essere una spesa ingiustificata. In ogni caso, però, il router deve essere settato per garantire la massima sicurezza e per adottare il protocollo di crittografia più recente possibile. È inutile spendere centinaia di euro in telecamere e sensori, se poi il primo hacker che passa può spegnerle tutte ancor prima di entrare nel condominio. Infine, prima ancora di installare i dispositivi smart, dovete comprare un buon UPS al quale collegare router e hub (i singoli dispositivi, di solito, hanno una batteria tampone al loro interno). Senza UPS, se salta la luce, o se un ladro vi stacca il contatore, la vostra casa perde tutta la sua intelligenza in un batter d'occhio.

Le videocamere IP: quali scegliere

videocamera ip

Se la vostra paura sono i ladri, le videocamere IP sono quasi obbligatorie: innanzitutto sono un deterrente psicologico per i topi d'appartamento, poi possono avvertirci in caso di movimenti sospetti all'interno dell'abitazione anche quando siamo lontani, dandoci il tempo di chiamare la polizia. Infine, se il danno è fatto, possono essere d'aiuto alle forze dell'ordine per identificare i criminali. Ricordiamoci solo una cosa: la legge impedisce di installare videocamere al di fuori della nostra abitazione in condominio, a meno che non siano puntate verso la porta di casa. Niente videocamere che guardano verso il pianerottolo, le scale o l'ascensore, quindi.

La scelta di telecamere IP è letteralmente sterminata: ci sono modelli a bassa, alta ed altissima risoluzione, con visione notturna o senza e con obiettivi più o meno grandangolari. Il fai da te, in questo caso, potrebbe rivelarsi a volte la scelta sbagliata: se avete un installatore di fiducia, chiamatelo per un sopralluogo e un preventivo dettagliato. Riguardo ai sistemi di telecamere IP cloud, invece, la scelta sta solo a voi: sono molto comode, nessun ladro può trovare e rubare l'hard disk che contiene le registrazioni, ma se le usate accettate che le riprese di casa vostra vengano gestite da una società esterna, con sede chissà dove. Fate un bilancio dei pro e dei contro e chiedetevi se la vostra privacy vale più della vostra sicurezza.

Sensori di movimento e antintrusione: sono necessari?

sensori di movimento

I sensori di movimento spesso sono già integrati nelle telecamere IP. Se viene rilevato un movimento in una stanza, parte l'azione "smart": scatta l'allarme, parte la trasmissione delle immagini verso il nostro cellulare, viene mandato un messaggio ad una ditta di vigilanza. Sono indispensabili? No. Sono utili? Sì. I sensori antintrusione sono dei dispositivi molto semplici: due magneti che si posizionano ai bordi delle porte e degli infissi e che, quando vengono allontanati (perché la porta o la finestra è stata aperta) lo segnalano. La parte smart sta solo nella loro capacità di comunicare all'hub l'apertura o chiusura dell'infisso. Rispetto ai sensori di movimento hanno un vantaggio: se avete chiuso bene gli infissi non possono dare falsi allarmi (possibili, invece, con i sensori a infrarossi se in casa entra un grosso insetto, un uccellino o un pipistrello). Il limite, invece, sta nel fatto che non possono rilevare se qualcuno si è intrufolato in casa vostra perché avete lasciato una porta o una finestra aperte.

Sensori antifumo, antincendio, antiallagamento e antigas

sensori antifumo

Anche di sensori per rilevare il fumo e le fiamme ce ne sono moltissimi e di diverse tecnologie: a infrarossi, a ultravioletti e persino le telecamere con intelligenza artificiale che riescono a riconoscere il movimento del fumo o una fiamma. Sono utili per sapere subito, anche se non siamo a casa, che sta per scoppiare un incendio. Se siamo a casa, e magari stiamo dormendo, possono letteralmente salvarci la vita. Il problema è che poi non possono spegnere l'incendio, a meno che non siano collegati ad un impianto apposito.

I sensori antiallagamento, invece, di solito sono composti da due elettrodi metallici da posizionare a terra, nelle stanze dove c'è una fonte di acqua corrente: cucina, bagni, lavanderia. In caso di allagamento i due elettrodi chiudono il circuito e possono mandare un segnale di allarme, oppure (ed è la cosa più sensata) comandare una elettrovalvola collegata al tubo d'ingresso generale dell'acqua, in modo da far cessare il flusso e prevenire un allagamento ben più grave. Costano un po', ma molto meno dei danni che potrebbe fare l'acqua.

I sensori antigas, infine, servono a rilevare la presenza di una quantità eccessiva di gas, soprattutto in cucina (quante volte hai dimenticato il gas aperto?). Anche in questo caso possono essere collegati ad una elettrovalvola, che taglia temporaneamente il gas evitando il peggio per noi, la nostra casa e persino per il vicinato.

 

7 ottobre 2019

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