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Per Akamai Internet sempre più veloce ma esposto ad attacchi DDoS

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Per Akamai Internet sempre più veloce ma esposto ad attacchi DDoS FASTWEB S.p.A.
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Sempre maggiore il numero di connessioni a banda larga nel mondo? Così come il numero degli attacchi DDoS. Italia bene ma non benissimo

Internet continua a crescere; la banda larga trova sempre maggiore diffusione; la connettività mobile conquista nuove fette di mercato e insidia la leadership delle connessioni cablate (DSL e fibra ottica); gli attacchi informatici, però, crescono di pari passo e mentre l'Indonesia diviene la patria dei pirati informatici, si registra un aumento inquietante degli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service).

 

Navigando sul web

 

Questo, in sintesi, quanto emerge dal rapporto di Akamai sullo Stato della Rete relativo al secondo trimestre 2013. Arrivato alla sua ventiduesima edizione (ne vengono rilasciati quattro ogni anno e siamo al sesto anno di pubblicazione), il rapporto si basa sui dati raccolti da Akamai, tra i leader mondiali del settore CDN (Content Delivery Network, rete per la consegna di contenuti). Un punto di vista privilegiato, insomma, che ci permette di avere una panoramica completa di come si sta evolvendo il web e quali sono le principali direttive seguite.

Banda sempre più larga

La prima notizia positiva arriva dalla maggiore diffusione della connettività a banda larga. Pur navigando in fondo alla graduatoria dell'area EMEA (Europa, Medio Oriente, Africa), l'Italia fa segnare incrementi importanti nei dati di accesso alla rete tramite la banda ultralarga (ADSL2+ e fibra ottica).

Diffusione banda ultralarga EMEA

 

Secondo i dati del rapporto, nel secondo trimestre 2013 il 3,7% degli italiani si connette con una linea superiore ai 10 megabit per secondo (mbps), facendo registrare un incremento del 16% rispetto al trimestre passato e un +40% rispetto all’anno precedente.

 

Banda larga EMEA

 

Risultati analoghi si registrano sul versante della velocità media di navigazione. Con una velocità media di 4,9 mbps il nostro Paese occupa le ultime posizioni della classifica dell'area EMEA, con notevoli tassi di incremento sia rispetto al trimestre passato (+11%) sia rispetto allo scorso anno (+23%).

 

Picchi velocità EMEA

 

Risultati meno positivi, invece, per quanto riguarda la media dei picchi di velocità: con un misero 23,3 megabit per secondo, l'Italia fa registrare una prestazione superiore alla sola Turchia.

 

Diffusione banda larga EMEA

 

Tirando le somme, il 52% degli italiani si connette utilizzando una linea superiore ai 4 megabit per secondo, con un incremento del 34% rispetto al trimestre passato e dell'88% rispetto allo scorso anno. In entrambi i casi, si tratta degli maggiori incrementi fatti registrare dai Paesi dell'area EMEA (eccezion fatta per la Turchia). Segno, insomma, che si sta lavorando per adeguare le infrastrutture del nostro Paese agli standard degli altri Paesi Europei, ma il lavoro da fare è ancora molto.

Connessione mobile

Il numero di utenti italiani che utilizza la connessione dati del proprio smartphone cresce a vista d'occhio e la velocità media di navigazione va di pari passo. I tre operatori mobile italiani presi in considerazione (identificati come Italy2, Italy3 e Italy4) fanno registrare una velocità media di connessione di poco superiore ai 3 megabit per secondo e si piazzano, tutti e tre, nella top20 degli operatori dell'area EMEA. L'operatore Italy3, con la sua velocità media di 4,1 mbps, conquista la settima posizione.

 

Connessione mobile Europa

 

Anche a livello di media dei picchi di velocità ci confermiamo tra i migliori dell'area. Italy2, con i suoi 28.5 Mbps occupa la quarta posizione assoluta e la media nazionale (superiore ai 20 megabit) è tra le migliori di tutta l'area EMEA.

I pirati dell'Indonesia

Grosse novità si sono registrate in tema di sicurezza informatica. Se nel primo trimestre oltre un terzo degli attacchi informatici registrati dai sistemi Akamai era partito dalla Cina, tra l'aprile e il giugno di quest'anno è stata l'Indonesia la patria dei pirati informatici mondiali.

 

Paesi d'origine degli attacchi informatici registrati

 

Il 38% degli attacchi ha avuto origine dal Paese del sud-est asiatico, mentre la Cina mantiene la seconda posizione con una percentuale di attacchi inalterata. Chiudono il podio gli Stati Uniti che, con il 6,9% di attacchi, fanno registrare un lieve calo rispetto ai primi tre mesi dell'anno.

E l'Italia? Forse anche per i problemi strutturali analizzati in precedenza, il nostro Paese non sembra essere la base di partenza preferita per i pirati informatici. L'Italia finisce, infatti, nel calderone del 18% degli altri Paesi, con una percentuale di poco superiore allo 0 (0,5% per la precisione). Come si legge tra le righe del rapporto, però, questi dati vanno presi con le molle: le percentuali vengono determinate tenendo conto dell'IP del pirata informatico che effettua l'attacco. Come molti sapranno, però, è possibile navigare in forma anonima (attraverso TOR, ad esempio) o con un indirizzo IP di una nazione diversa dalla propria (navigando attraverso un server proxy). Le statistiche, insomma, potrebbero non rispecchiare completamente la realtà.

Tipologie d'attacco informatico

Sulle tipologie d'attacco, invece, si hanno dati molto più certi ed affidabili. Si sa, ad esempio, che il 24% degli attacchi passa attraverso la porta 80, quella solitamente utilizzata per navigare online tramite un web browser; il 17% passa dalla porta 443, utilizzata per la navigazione sul web sicura o teoricamente tale (protocollo https); il 15%, infine, dalla porta 445 relativa al servizio Microsoft-ds.

 

Tipologie d'attacco informatico

 

Numeri piuttosto interessanti arrivano dall'analisi degli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service). Nella prima metà del 2013 si sono registrati ben 516 attacchi DDoS (di cui 318 nel solo secondo trimestre) con un incremento esponenziale rispetto allo scorso anno (l'intero 2012 ha fatto segnare 768 attacchi).

 

Attacchi DDoS, dove e chi

 

Degli attacchi registrati dall'aprile al giugno di quest'anno, i due terzi circa (202 per la precisione) sono stati messi a segno nel continente americano. Il settore più colpito (con 134 attacchi DDoS) è quello industriale, mentre siti web legati al mondo del commercio sono stati attaccati in 91 occasioni. A chiudere la classifica troviamo il settore pubblico con i suoi (appena) 19 attacchi subiti.

25 ottobre2013

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