In Breve (TL;DR)
- Dopo il difficile debutto di Rabbit R1, l'azienda concentra la nuova strategia sugli agenti AI.
- OS3 funziona su Windows, macOS e Linux e può interagire con file, programmi e pagine web.
- Rabbit ha fermato la produzione di R1 e non prevede un R2, anche se continuerà a sviluppare nuovi progetti hardware.
Nel 2024 Rabbit R1 aveva attirato moltissima attenzione promettendo un modo diverso di utilizzare l'intelligenza artificiale: non un'app sullo smartphone, ma un piccolo dispositivo dedicato capace di rispondere alle richieste dell'utente e svolgere azioni al suo posto.
Il debutto, però, fu complicato. Diverse funzioni erano ancora immature e le recensioni misero in evidenza limiti soprattutto nelle capacità agentiche che avrebbero dovuto rappresentare il punto di forza del dispositivo. Rabbit ha continuato a sviluppare R1, pubblicando, secondo il CEO Jesse Lyu, circa 50 aggiornamenti nell'arco di un anno e mezzo.
Due anni dopo, l'azienda prova a rilanciare quella stessa idea in una forma differente. Il nuovo progetto si chiama OS3 e porta gli agenti AI fuori dall'R1 per farli lavorare direttamente sui computer e sugli altri dispositivi che utilizziamo ogni giorno.
Rabbit cambia strategia: l'AI non ha più bisogno di un dispositivo dedicato
OS3 è un sistema agentico multipiattaforma che può essere utilizzato senza possedere Rabbit R1. La piattaforma è accessibile da browser desktop e può interagire con l'utente anche attraverso servizi come Telegram e iMessage.
Installando un componente locale su Windows, macOS o Linux, l'agente può collegarsi a programmi, file e pagine web presenti sul computer. L'obiettivo è permettergli non soltanto di rispondere a una domanda, ma di eseguire concretamente attività: lavorare su documenti, utilizzare software o scrivere e correggere codice.
Un singolo account può inoltre collegare fino a cinque computer. OS3 decide quale macchina utilizzare per portare a termine un determinato compito, mentre l'utente impartisce le istruzioni attraverso un'unica conversazione.
Il sistema adotta anche un approccio Bring Your Own Key: non è previsto un abbonamento mensile specifico per OS3, ma l'utente può collegare le proprie chiavi API di servizi come OpenAI e Anthropic oppure utilizzare modelli open source locali.
Che fine farà Rabbit R1 con l'arrivo di OS3
R1 non scompare immediatamente. Chi possiede il dispositivo potrà utilizzarlo come interfaccia per comunicare con OS3, ma Rabbit ne ha interrotto la produzione e continuerà a venderlo soltanto fino all'esaurimento delle scorte disponibili.
Non è previsto nemmeno un Rabbit R2. L'azienda sta però lavorando a un altro prodotto hardware, chiamato per ora Cyberdeck e pensato soprattutto per il cosiddetto vibe coding.
Il cambiamento più importante riguarda quindi la filosofia alla base del progetto. Rabbit era diventata famosa sostenendo l'utilità di un apparecchio progettato appositamente per interagire con l'AI. Con OS3, invece, l'agente arriva sui dispositivi che l'utente possiede già.
La scommessa sugli agenti, in fondo, rimane la stessa. A cambiare è il modo con cui Rabbit prova a portarli nella vita quotidiana: non più attraverso un nuovo oggetto da mettere in tasca, ma tramite un software capace di muoversi tra computer, applicazioni e servizi.
Per saperne di più: Agenti AI, la nuova frontiera dell'intelligenza artificiale che lavora (quasi) da sola
Domande frequenti (FAQ)
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Cos'è Rabbit OS3?È una piattaforma agentica progettata per eseguire attività attraverso computer, applicazioni, file e servizi utilizzati dall'utente.
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Serve Rabbit R1 per utilizzare OS3?No. OS3 può essere utilizzato anche senza possedere R1.
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Su quali sistemi funziona Rabbit OS3?Il componente locale è disponibile per Windows, macOS e Linux.
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Rabbit continuerà a produrre R1?No. La produzione è stata interrotta, anche se le unità già disponibili continueranno a essere vendute fino all'esaurimento delle scorte.
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Ci sarà un Rabbit R2?Al momento no. Jesse Lyu ha dichiarato che non è previsto un successore diretto di R1.



