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Gli smart glasses Meta potrebbero riconoscere le persone

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Meta sta lavorando a una funzione di riconoscimento facciale per gli smart glasses. Cos’è “Name Tag”, come funziona e cosa può fare

smart glasses ray ban meta Thrive Studios ID / Shutterstock.com

In Breve (TL;DR)

  • Meta starebbe testando “Name Tag”, una funzione di riconoscimento facciale per smart glasses capace di identificare le persone e mostrarne il nome in tempo reale.
  • La tecnologia non è ancora pubblica e solleva interrogativi su privacy e gestione dei dati biometrici, soprattutto in Europa.

Meta continua a investire sugli smart glasses come nuova frontiera dell’intelligenza artificiale indossabile. Dopo l’integrazione di funzioni basate su AI generativa nei Ray-Ban Meta, emergono ora indiscrezioni su una tecnologia ancora più avanzata: una funzione chiamata “Name Tag”, basata su riconoscimento facciale.

Secondo le indiscrezioni, Meta starebbe testando internamente un sistema capace di identificare una persona e mostrarne il nome direttamente negli occhiali. Non si tratta di una funzione pubblica già disponibile, ma di un progetto in fase di sviluppo che potrebbe ridefinire il ruolo degli occhiali intelligenti. E che, soprattutto, apre a considerazioni sulla tutela della privacy degli utenti.

Cos’è “Name Tag” e come funzionerebbe sugli smart glasses

La funzione “Name Tag” sarebbe progettata per sfruttare il riconoscimento facciale attraverso la fotocamera integrata negli smart glasses. In pratica, il dispositivo sarebbe in grado di analizzare il volto di una persona e restituire informazioni associate, come il nome, direttamente nell’interfaccia visiva dell’utente.

Il funzionamento preciso non è ancora ufficiale, ma le indiscrezioni parlano di un sistema che opererebbe con consenso esplicito e con database limitati, evitando il riconoscimento indiscriminato di volti sconosciuti. Questo punto è centrale, perché il riconoscimento facciale è una tecnologia fortemente regolamentata, soprattutto in Italia e in Europa.

Rispetto agli attuali Ray-Ban Meta, che già integrano assistenza vocale e funzioni AI per descrivere ciò che l’utente vede, “Name Tag” rappresenterebbe un passo ulteriore: non solo comprendere l’ambiente, ma identificare le persone in tempo reale. Va sottolineato che Meta non ha annunciato ufficialmente il rilascio della funzione. Si tratta di una fase di test o valutazione, e non è chiaro se e quando potrebbe arrivare sul mercato.

Cosa cambia per il futuro degli occhiali intelligenti

Se dovesse concretizzarsi, il riconoscimento facciale sugli smart glasses segnerebbe un’evoluzione significativa nel settore dei dispositivi indossabili. Gli occhiali non sarebbero più solo strumenti per scattare foto o interagire con un assistente AI, ma diventerebbero veri assistenti visivi capaci di interpretare le persone e il contesto sociale.

Questo scenario apre opportunità e interrogativi. Da un lato, la tecnologia potrebbe essere utile in ambito professionale o per migliorare l’accessibilità, ad esempio aiutando a ricordare nomi o informazioni durante incontri e eventi. Dall’altro, riaccende il dibattito su privacy e gestione dei dati biometrici.

Meta sembra muoversi in un territorio delicato, cercando un equilibrio tra innovazione e regolamentazione. L’integrazione di AI generativa e riconoscimento facciale negli smart glasses indica una direzione chiara: i wearable del futuro non si limiteranno a registrare ciò che vediamo, ma cercheranno di comprenderlo.

Per ora “Name Tag” resta una tecnologia in sviluppo. Ma il fatto stesso che venga testata mostra quanto rapidamente stiano evolvendo gli occhiali intelligenti, sempre più vicini a diventare interfacce permanenti tra utente, mondo reale e intelligenza artificiale.

Per saperne di più:

Cosa sono i Meta Ray-Ban Display, i nuovi AI glasses super intelligenti

Durante l’evento Meta Connect, Mark Zuckerberg ha presentato la novità più attesa: i nuovi smart glasses Meta Ray-Ban Display, con AI e display integrato

Domande frequenti (FAQ)

  • Cos’è “Name Tag” di Meta?
    È una funzione in fase di sviluppo che permetterebbe agli smart glasses Meta di riconoscere i volti e mostrare il nome della persona identificata.
  • Come funzionerebbe il riconoscimento facciale sugli smart glasses?
    Gli occhiali utilizzerebbero la fotocamera integrata per analizzare il volto e associare informazioni, presumibilmente con consenso esplicito e database limitati.
  • Quali sono i rischi per la privacy?
    Il riconoscimento facciale è una tecnologia regolamentata, soprattutto in Europa, perché coinvolge dati biometrici sensibili e richiede tutele specifiche per evitare usi impropri.
A cura di Cultur-e
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