In Breve (TL;DR)
- Moltbot rappresenta una nuova generazione di strumenti basati su intelligenza artificiale, progettati per operare direttamente sull’ambiente desktop e non solo per fornire risposte testuali.
- Grazie alla sua capacità di eseguire azioni concrete su file, applicazioni e browser, Moltbot si colloca tra gli agenti AI più avanzati, distinguendosi dagli assistenti conversazionali tradizionali.
Nel panorama degli agenti AI, c’è una grande novità: l’open source Moltbot. Non più soltanto chatbot capaci di rispondere a domande o generare testi, ma strumenti progettati per agire direttamente sul computer dell’utente. È questo il motivo per cui Moltbot è diventato virale in poche settimane, attirando l’attenzione di media e addetti ai lavori: l’AI non si limita a suggerire cosa fare, ma può usare applicazioni, file e browser come farebbe una persona.
Moltbot nasce con un obiettivo preciso: trasformare l’assistente AI in una sorta di operatore digitale, capace di eseguire compiti concreti. Un cambio di prospettiva che arriva in un momento in cui l’intelligenza artificiale è sempre più presente nei flussi di lavoro quotidiani, ma raramente ha la possibilità di intervenire in modo diretto sugli strumenti utilizzati.
Cos’è Moltbot e come funziona l’assistente AI che usa app e file
Moltbot si colloca in una zona di confine sempre più rilevante nell’evoluzione dell’intelligenza artificiale. Da un lato mantiene il ruolo di assistente AI, con cui l’utente dialoga per spiegare obiettivi e attività. Dall’altro, si comporta come un vero agente AI open source, in grado di tradurre quelle richieste in azioni operative sul sistema.
Secondo quanto spiegato sul sito ufficiale del progetto, Moltbot è progettato per interagire con l’ambiente desktop: può aprire file, navigare tra cartelle, utilizzare applicazioni e operare nel browser. Non si limita quindi a fornire istruzioni, ma lavora direttamente sui contenuti presenti sul computer, riducendo il numero di passaggi manuali richiesti all’utente. È questa capacità di “fare”, oltre che di rispondere, a distinguere Moltbot dai chatbot tradizionali.
Perché Moltbot è virale e in cosa si differenzia dagli altri assistenti AI
La rapida diffusione di Moltbot è legata proprio alla sua natura di agente AI operativo. Demo e test mostrano un sistema che non resta confinato nella chat, ma interviene in modo diretto sui flussi di lavoro, alimentando l’idea di un’AI che può davvero sostituire alcune attività ripetitive.
Rispetto a strumenti come gli agenti AI di ChatGPT, o ancora il Gemini Agent, la differenza è evidente. Questi restano principalmente assistenti AI conversazionali, che affiancano l’utente fornendo risposte, suggerimenti o contenuti, spesso integrati in ecosistemi specifici. Moltbot, invece, riduce la distanza tra richiesta e azione: invece di spiegare come svolgere un’attività, Moltbot la esegue, come se fosse un agente autonomo.
È proprio questa evoluzione a rendere Moltbot interessante, ma anche a sollevare interrogativi su sicurezza, controllo e responsabilità. Un segnale chiaro di come il confine tra assistente AI e agente AI stia diventando sempre più sottile, mentre l’intelligenza artificiale passa dalla conversazione all’azione concreta.
Per saperne di più: Agenti IA, cosa sono e come funzionano
Domande frequenti (FAQ)
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Moltbot è un assistente AI o un agente AI?Moltbot combina entrambi i ruoli: dialoga come un assistente AI, ma agisce come un agente AI, eseguendo operazioni dirette sul sistema dell’utente
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In cosa Moltbot è diverso da ChatGPT, Gemini o Claude?Questi strumenti restano principalmente orientati alla conversazione e al supporto testuale. Moltbot, invece, riduce la distanza tra richiesta e risultato, trasformando le istruzioni in azioni operative.
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Perché Moltbot solleva dubbi su sicurezza e controllo?La possibilità di operare direttamente sul computer rende necessario definire limiti, permessi e responsabilità, soprattutto quando l’AI ha accesso a dati e applicazioni sensibili.



